22 Novembre 2017
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LAVORO E PENSIONI. GIOVANI E ANZIANI. DISUGUAGLIANZE E FISCO

22 Novembre 2017

Stefano Folli  analizza “Le due sinistre e il dilemma delle pensioni” (Repubblica). Più netto il giudizio di Marcello Sorgi su La Stampa: “Camusso e la lezione sbagliata di Berlinguer”. Il Mattino pubblica un commento critico sulla Cgil del vicedirettore dell’Istituto Bruno Leoni, Serena Sileoni: “Quelli che non sanno che cosa è il confronto”. In un’intervista al Manifesto Chiara Saraceno si chiede: “Come garantire una pensione ai giovani che entrano tardi nel mercato del lavoro?”. Su Avvenire Michele Tirabochi scrive su: “La formazione, chiave per il nuovo lavoro”. Ancora su Avvenire, Alessia Guerrieri: “Caritas: la povertà oggi è dei giovani”. Federico Fubini invita a sostenere gli italiani imprenditori: “L’Italia degli ottimisti che non va trascurata” (Corriere della sera). Nicola Rossi, “L’Italia può riprendere a correre solo se riesce a riformare il sistema fiscale” (Secolo XIX). Laura Pennacchi, “La disuguaglianza non si batte solo con la leva fiscale” (Manifesto). Joseph Stiglitz, “Quei monopoli che insidiano la democrazia” (Repubblica).

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23 Luglio 2017
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SONDAGGI. LA CULTURA DEL PD. ROMA E LA MAFIA. IL FISCO E LA SINISTRA

23 Luglio 2017

SONDAGGI: Massimo Robotto, “Cresce FI, in calo Pd e 5 Stelle, il centrodestra unito al 35%” (Corriere). NOTE SUL PD: Sandra Zampa, “Siamo senza rotta, distanti dalla gente” (intervista al Quotidiano nazionale); David Bidussa, “Pd. Dov’è la cultura del partito?” (Sole 24 ore); Carlo Bertini, “Renzi prepara la maxi squadra Pd” (La Stampa); Stefano Folli, “Federalismo. Se il Pd rincorre la Lega” (Repubblica). A SINISTRA: Alessandro Trocino, “Il cantiere Pisapia e il rischio delle due liste” (Corriere). SULLA SENTENZA ROMANA che dà dure condanne ma toglie il reato di mafia Rosy Bindi prende posizione con due interviste: “La mafia a Roma? I giudici stavolta non hanno capito” (intervista all’Avvenire); “Roma è stata in mano ai mafiosi. Fate ricorso” (intervista a Il Fatto). DESTRA,  SINISTRA E FISCO: Laura Pennacchi, muove un dura critica alla proposta della flat tax (vedi qui): “Questione fiscale e investimenti pubblici. I nodi della sinistra” (Manifesto). Mentre Claudio Cerasa la considera un’ottima idea: “Idee per cambiare l’Italia” (Foglio).

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23 Luglio 2017
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RIFORMA DELLA COSTITUZIONE. RITORNA IL DIBATTITO

23 Luglio 2017

L’articolo, messo ieri qui in rassegna, di Angelo Panebianco sul Corriere della Sera, che auspicava una riforma della prima parte della Costituzione insieme a una serie di riforme liberali ispirate alla proposta di tassa unica al 25% formulata dall’Istituto Bruno Leoni (vedi qui Nicola Rossi, “Una flat tax al 25% per salvare il Paese dal fisco”,  una sua intervista al Sole 24 ore “Piaccia o no, la flat tax è trasparente”, e sul Foglio l’articolo di Carlo Stagnaro, “Una flat tax di sinistra”), ha suscitato un interessante dibattito. Ieri sul Corriere è intervenuto Valerio Onida dicendo che della flat tax si può discutere, benché egli sia contrario, ma non già di riforma dei principi della Costituzione (“La Costituzione garantisce i diritti sociali dei cittadini”). Oggi, di nuovo sul Corriere interviene Sabino Cassese, favorevole a una riforma del fisco, e non del tutto contrario a una revisione della prima parte della Costituzione, che però rinvia a tempi più maturi, proponendo invece interventi riformatori “minori” sulla pubblica amministrazione (“Riformiamo i ‘rami bassi’ delle nostre istituzioni”). Sul Mattino, invece, Biagio De Giovanni, filosofo di sinistra ora vicino al Pd, sostiene che la difesa a oltranza della Costituzione del 1946 rischia di fare da sentinella a una postazione sempre più vuota, e sostiene che è tempo di nuovo potere costituente, da mediare però con il livello costituzionale europeo (“Costituzione, le ragioni per cambiare”). Non si inserisce in questo dibattito, ma tocca temi vicini l’intervento di Sergio Fabbrini sul Sole 24 Ore, che descrive i guasti prodotti dall’esito del referendum del 4 dicembre e si augura un’intesa di governo tra le principali forze politiche non populiste, dopo le prossime elezioni, che riprenda in mano la riforma costituzionale con l’obiettivo di assicurare la stabilità del governo (“Un patto di governo per le riforme”). Anche un arruffato articolo di Ernesto Galli della Loggia, sul Corriere di due gioni fa, va in direzione di un’esigenza di maggior efficienza delle istituzioni (“La politica senza potere nell’Italia del non fare”).

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3 Giugno 2017
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RENZI MASOCHISTA?

3 Giugno 2017

Sempre più severo il giudizio di Paolo Pombeni sulle scelte politiche di Renzi che, a suo avviso, aprono la strada ai Cinque stelle (“Pasticcetto tedesco in salsa partitica”), sui quali scrive Ilvo Diamanti su Repubblica: “M5S, il partito trasversale scelto da giovani e operai” (e scelto soprattutto al Sud, e da chi tifa per Trump e Putin…), e scrive Alessandro Campi sul Messaggero: “Tra svolta e vecchi istinti i 5 Stelle sono al bivio”. Una dura requisitoria nei confronti di Renzi viene da Fabrizio Cicchitto: “L’inspiegabile harakiri del dott. Matteo Renzi” (che parla di “un masochista allo stato puro”). Duro sull’azzardo di Renzi è anche Stefano Folli (“Dem e grillini: il prezzo da pagare sul tavolo della riforma”), su Repubblica; così Massimo Giannini che evoca nientemeno che “il bacio del caimano” (“L’inganno tedesco”). Claudio Cerasa, però, sul Foglio dice che, se non si accetta il tandem Renzi-Berlusconi, non resta che sorbirsi quello M5S-Lega (“Il nuovo bipolarismo senza girarci intorno”). Sulla qualità della legge elettorale verso cui si sta andando scrivono, con pareri diversi, vari costituzionalisti: per Gaetano AzzaritiNon garantisce la libertà di scelta degli elettori” (intervista a La Stampa); per Massimo VilloneBene la bozza, ma serve il voto disgiunto” (intervista a La Stampa); Alessandro Pace spiega “Perché serve la sfiducia costruttiva” (Repubblica). Domenico Pirone sul Messaggero riferisce vari pareri: “Il nodo è il potere di scelta”. Intanto Giuliano Pisapia, sempre con grande cautela, dice: “Ecco il mio Patto per l’Italia” (intervista a La Stampa). E Matteo Renzi rilascia un’intervista al Sole 24 Ore: “La manovra non va sprecata. Stop all’Iva, tagliamo le tasse”.

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2 Febbraio 2017
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Il vicolo cieco della sinistra

2 Febbraio 2017
di Guido Formigoni

 

Siamo in una fase curiosa della vicenda politica: si avverte un movimento sotterraneo di opzioni e di scelte che possono anche far cambiare molte cose nelle forme del sistema politico (tutto in stretto rapporto alla vicenda della legge elettorale): partiti, scissioni, alleanze, liste, convergenze e divergenze. Ma è proporzionalmente molto modesto un dibattito altrettanto aperto e franco sulle prospettive di cultura politica che possono reggere le eventuali novità, più o meno marcate, che si delineano. Tale confronto invece appare decisivo, se si vuole costruire su terreno solido.

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21 Settembre 2016
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Apple e l’Irlanda: il futuro del fisco e della democrazia

21 Settembre 2016
di Guido Formigoni

 

Ha fatto discutere la notizia che la Commissione europea, dopo una lunga istruttoria, ha condannato l’Irlanda a riscuotere tasse non pagate da Apple (che ha sede legale europea proprio a Cork, nel paese celtico) per circa 13 miliardi di euro, una cifra enorme. In passato, come si ricorderà, analoghi patti straordinari (gli esperti li chiamano tax ruling) tra uno Stato e un’impresa erano stati nel mirino della Commissione per quanto riguarda il Lussemburgo o l’Olanda, ma per cifre molto inferiori.

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31 Agosto 2016
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TTIP. L’ITALIA VUOLE SALVARE L’ACCORDO SUL LIBERO SCAMBIO UE-USA

31 Agosto 2016

Dopo il parere contrario della Spd tedesca al trattato commerciale di libero scambio tra Usa ed Unione europea, in discussione ormai da tempo (Danilo Taino, “L’accordo commerciale che ormai non si farà”, Corriere della Sera), Carlo Calenda, ministro allo Sviluppo economico, in un’intervista al Corriere il 30 agosto, dice: “Ci vorrà più tempo ma per il nostro export è un accordo essenziale”; e il 31 replica: “Il TTIP si farà ma la Ue parli a una sola voce” (intervista all’Avvenire). Paolo Bricco sul Sole 24 Ore parla di una “Una miopia inaccettabile”. Sul Foglio David Carretta mette a confronto due sistemi di pensiero: “Eurosocialismo vs liberoscambismo”. Giorgio Barba Navaretti, sul Sole, osserva: “Sul Ttip troppi errori elettorali”. Anche Giulio Sapelli sul Messaggero scrive a favore del trattato: “Commercio mondiale, perché serve l’accordo”. Ma il caso delle sanzioni della Ue alla Apple indica un’ulteriore crisi nei rapporti Usa-Ue e nelle sorti della globalizzazione. Annota Giuseppe Berta: “Ue e Usa alzano i ponti levatoi” (Mattino); Alessandro Plateroti dice: “Le ambiguità americane non più tollerabili” (Sole 24 Ore); e dagli Usa Federico Rampini scrive: “Washington vede l’Unione sempre più lontana e chiusa” (Repubblica). Paolo Bricco parte dal caso Apple per criticare la troppo elevata imposizione fiscale sulle imprese italiane: “Quel macigno che pesa sulla produttività italiana” (Sole). Di tutt’altro segno l’articolo di Beppe Caccia sul Manifesto che dà conto dello stato di salute della sinistra in Europa: “Quo vadis Europa? Fuori, dentro, a sinistra”.

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