17 giugno 2018
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Il Sessantotto dei cattolici

17 giugno 2018
di Paolo Corsini

 

Teologia da un lato, dall’altro esperienze di vita comunitaria e di fede vissuta come ricerca più che non come “possesso”, impegno militante nell’agone politico costituiscono i poli di riferimento del ’68 dei cattolici. Non è stata una parentesi senza conseguenze: da quella stagione di tensioni l’intero cattolicesimo italiano uscì trasformato in modo irreversibile. Ed è anche grazie al ’68 che possiamo continuare a sperare che il futuro non sia morto, ma stia solo riposando in una nuova, lunga incubazione.

Per gradita concessione dell’autore pubblichiamo un articolo che è stato scritto per l’ultimo numero della rivista “Orientamenti pastorali”.

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13 giugno 2018
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SUL POPULISMO E SULL’ANTIPOPULISMO

13 giugno 2018

Le idee del ministro Riccardo Fraccaro: “La democrazia diretta porterà l’Italia tra i Paesi più avanzati” (Foglio). L’interesse critico di Antonio Floridia per il M5S e le sue considerazioni sul populismo: “Contro lo straniero e contro le elite, due populismi diversi” (Manifesto).  L’opinione di Piero Ignazi: “Antipolitica, un’era finita” (Repubblica). Giuseppe Bedeschi: “La storia dimostra che il populismo prospera dove non c’è riformismo” (Foglio). La critica frontale di Paolo Virzì ai 5Stelle: “La prevalenza del grillino” (colloquio su Il Foglio). IL VOTO AMMINISTRATIVO E IL PD: “Riepilogo del voto” (Ist. Cattaneo); Ilvo Diamanti, “Fotografia di una Paese instabile” (Repubblica); Roberto D’Alimonte, “Dalle politiche alle comunali i grillini perdono il 70% dei voti” (Sole 24 ore). Maria Teresa Meli, “Si muove Gentiloni: il Pd non è morto ma deve cambiare” (Corriere della sera); Oriana Liso, “Chiesa e sinistra, a Brescia il Pd resiste” (Repubblica); Ivan Scalfarotto,Perché mentre ‘il Paese va a fuoco’ il Pd sembra assistere assente” (Foglio); Ferdinando Adornato, “Il grande patto contro il populismo sia un’eresia non un Nazareno bis” (Foglio).

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12 giugno 2018
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“È L’ITALIA IN OSTAGGIO”

12 giugno 2018

Tra i commenti più netti sulla gestione della nave Aquarius si veda quello di Marco Tarquinio sull’Avvenire (“E’ l’Italia in ostaggio”), quello di Vladimiro Zagrebelsky su La Stampa (“Un’azione umanitaria che non significa solidarietà con l’Italia”), quello di Giuliano Ferrara sul Foglio (“I porti non si chiudono al soccorso per nessun motivo”) e quello di Guido Viale sul Manifesto (“La Fortezza Europa ringrazia Salvini”). Si vedano anche i commenti di due sindaci: Filippo Nogarin (M5s, livorno), “Sbagliato usare donne e bambini per far pressione sull’Europa”, e Giuseppe Falcomatà (Pd, Reggio Calabria), “Io sindaco disobbediente dico a Salvini: noi siamo diversi da voi”. Meno netti Mario Calabresi, su Repubblica (“Grazie al socialista”) e Goffredo Buccini, sul Corriere (“Aquarius, una svolta per rompere l’isolamento”). Luigi Accattoli racconta: “Attacchi choc a Ravasi che twitta il Vangelo” (Corriere della sera). Beppe Elia (Meic), “Un di più di umanità per non naufragare tutti“.

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11 giugno 2018
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PER UNA DIAGNOSI DELLA SCONFITTA DEL PD

11 giugno 2018

Il Mulino prosegue nel raccogliere contributi di analisi sulla crisi del Pd. Escono ora gli articoli di Laura Pennacchi (“Crisi Pd: la mancanza di un progetto”) e di Nadia Urbinati (“Crisi Pd: un partito inadeguato”). Su Il Fatto è pubblicata un’analisi di Gianni Cuperlo: “La diagnosi della sconfitta che il Pd non vuol sentire”. Libero pubblica un’intervista a Marco Minniti: “Il Pd ha ignorato paura e rabbia della gente”. Sul Foglio Michele Salvati firma un “Manifesto per un nuovo Pd non populista”.  Su Il Mattino Massimo Adinolfi scrive: “Sinistra democratica, la nuova sfida”. Elementi di qualche interesse anche in Marco Damilano, “Da che parte stare” (Espresso), Graziano Delrio, “I 5S non si lascino mangiare da Salvini. Sul Pd Prodi sbaglia” (intervista a Repubblica). Si segnalano poi, sul Pd e altro: Angelo Panebianco, “Forza Italia e Pd, i doveri di chi ha perso” (Corriere della sera); Gustavo Zagrebelsky, “La doppiezza del contratto” (Repubblica); Mauro Magatti, “La possibile mutazione della destra italiana” (Corriere della sera); Giovanni Orsina, “Helzapoppin in Italia” (Espresso); Emanuele Felice, “Società aperta? Va scardinato l’asse Lega-M5s” (Repubblica); Silvio Berlusconi, “Così cambio Forza Italia” (Corriere della sera). Sul piano internazionale: Romano Prodi, “La giravolta di Trump per separare Russia e Cina” (Messaggero); Vittorio E. Parsi, “La rotta occidentale” (Avvenire); Sergio Fabbrini,Eurozona da riformare. Quale ruolo per Roma” (Sole 24 ore).

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10 giugno 2018
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GIORGIO TONINI: “DOPO IL 4 MARZO PRENDIAMO SUL SERIO GLI ITALIANI”

10 giugno 2018

“Non basta, anche se è necessario, contrapporsi al governo populista, né aiuterebbe la fretta di rovesciare un risultato che ha radici profonde, nazionali e internazionali. Dobbiamo riuscire a trasmettere al Paese la sensazione che abbiamo capito il messaggio del voto. E che siamo in grado, al contrario del governo, di farci carico sul serio, con risposte realistiche e innovative, italiane ed europee, delle ansie e delle sofferenze degli italiani, a cominciare dai giovani, dai lavoratori, dai ceti popolari. A occhio, ci vorrà un po’ di tempo. E tanto lavoro” (“Dopo il 4 marzo prendiamo sul serio gli italiani”, libertàeguale.it).

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