17 dicembre 2017
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PERCHÉ TANTA OPPOSIZIONE A PAPA FRANCESCO?

17 dicembre 2017

Su Repubblica del 16 dicembre Alberto Melloni indica una nuova sfida per papa Francesco in questo tempo di cambiamenti della chiesa: “Francesco e la frontiera del celibato”. Il quotidiano La Verità, nello stesso giorno, pubblica un’anticipazione del nuovo libro di Aldo Maria Valli, vaticanista della Rai,in cui l’autore immagina il futuro della chiesa: “Così la chiesa di Francesco XXX completerà la sua dissoluzione”.  Giorni fa Enzo Bianchi, su Famiglia cristiana, ha scritto: “Perché tanta opposizione a papa Francesco?”. Carlo Molari su Rocca, un mese fa, ha scritto: “Francesco e i suoi 62 correttori”. Su Adista Segni Nuovi del 16 dicembre, un articolo di Daniele Menozzi: “Con Francesco aggiornamento o tramonto della dottrina sociale?”. Sulla rivista on line Polis di Salerno, Stefano Pignataro scrive: “Don Giovanni Tangorra (Meic): ‘La Sinodalità esprime l’essere della Chiesa’”. Luca Rolandi: “Francesco: attenti a non cadere nei peccati della comunicazione” (la Stampa Vatican Insider). Pietro Perone, “Don Riboldi, il vero prete antimafia” (Mattino). Giannino Piana, “La pena di morte e la verità cristiana” (Il Gallo). Bruno Forte, “Stop al nucleare e cure a chi soffre disuguaglianze” (Sole 24 ore). Roberto Scarcella, “Europa, le chiese in vendita diventano negozi o moschee” (La Stampa). Don Pietro Magno, “Nessuna paura, presto sarà normale vedere ovunque più minareti che campanili” (intervista a La Stampa).

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3 dicembre 2017
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FRANCESCO E I ROHINGYA. FRANCESO E LA POLITICA. PROCESSO A FRANCESCO. L’”APPELLO A RESISTERE”

3 dicembre 2017

Il testo del discorso di papa Francesco in Bangladesh all’incontro interreligioso ed ecumenico per la pace, in cui ha ricevuto alcuni profughi Rohingya. I commenti di Alberto Melloni, “I Rohingya e il papa” (Repubblica), e Agostino Giovagnoli, “L’inchino di Francesco ai Rohingya” (Repubblica). Nel videomessaggio di Francesco per il convegno organizzato dagli episcopati latinoamericani “L’incontro dei laici cattolici che si assumono responsabilità politiche al servizio dei popoli dell’America latina” (Bogotà, 1° – 3 dicembre 2017) si colgono non poche somiglianze con il contesto italiano ed emerge il suo approccio peculiare alla politica. Su Il Foglio di qualche giorno fa Matteo Matzuzzi firma una sorta di inchiesta intitolata “Il processo a papa Francesco”. Qui il commento di Raniero La Valle nel notiziario da lui curato di “Chiesa di tutti, chiesa dei poveri”. Presentato alla stampa da Raniero La Valle ed altri l’appello “Per un mondo non genocida. Patria di tutti patria dei poveri. (Katechon – Appello a resistere)”.

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29 novembre 2017
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 CATTOLICI DEMOCRATICI. LE SLIDE DI G. FORMIGONI E C. CASALONE

29 novembre 2017

Nell’incontro del 25 novembre all’Istituto Sturzo di Roma (“Cattolici democratici in campo”) sono state tenute due relazioni introduttive, di cui diamo qui il link alle slide che sono state utilizzate: Guido Formigoni, “Cattolicesimo democratico tra storia e politica”, e Carlo Casalone, “Francesco e la Politica”. Per una cronaca dell’incontro si veda qui nel nostro portale: Giampiero Forcesi, “Cattolici democratici in campo. Un percorso”.

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29 agosto 2017
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“DIO FECE TRE ANELLI. LE RELIGIONI A SCUOLA”

29 agosto 2017

Dio fece tre anelli. Le religioni a scuola (ed. Aliseicoop Perugia 2016) è un libro di Lino Prenna, filosofo, educatore, coordinatore nazionale dell’associazione “Agire Politicamente” (tra i fondatori della rete c3dem). Nel suo blog “La parola cresceva”, il domenicano p. Alessandro Cortesi  ne offre un’ampia presentazione (“Tre anelli di un padre buono. Note su di un libro sulle religioni a scuola”). Dice che il libro è frutto di “una lunga maturazione negli ambiti della filosofia, dell’approccio scientifico alle religioni e dell’educazione scolastica” e pone l’istanza  “di un posto delle scienze religiose nell’ambito della scuola”. E’ lo stesso Prenna che chiarisce fin dall’inizio che la sua proposta “non intende esautorare l’insegnamento di religione cattolica, che anzi andrebbe pienamente scolarizzato, ma dilatare lo spazio scolastico del discorso religioso, oggi marginalizzato nell’era concordataria. Non si tratta infatti di togliere ciò che c’è, ma di aggiungere ciò che manca”.

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