15 gennaio 2018
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FRANCESCO: LE ELEZIONI, I MIGRANTI, IL VIAGGIO IN AMERICA LATINA

15 gennaio 2018

Sull’approccio di papa Francesco e della Chiesa italiana nei confronti delle prossime elezioni  scrive Alberto Melloni su Repubblica: “Le elezioni nel disinteresse della Chiesa”. Bergoglio, prima di partire per il Cile, ha tenuto l’omelia nella Giornata mondiale delle migrazioni, in cui ha detto che avere paura degli immigrati è legittimo ma che sarebbe peccato non superare la paura e avere comportamenti di rifiuto. Ne scrive un commento Andrea Riccardi sul Corriere della Sera: “Francesco traccia la differenza tra immigrazione e invasione”. Andrea Tornielli spiega, su la Stampa Vatican Insider, perché quello in Cile e Perù “Per papa Bergoglio è il viaggio più pericoloso”. Così anche Luigi Sandri su Trentino: “Il papa e i tanti problemi in Cile e Perù”. Sul Manifesto Claudia Fanti: “Il Cile dei Mapuche contro la visita del papa”. Sull’Avvenire Lucia Capuzzi, “L’ombra delle proteste in Cile in attesa del papa”.  Su La Stampa, Gianni Valente, “Cile. Padre Montes: ‘Ecco come aspetto il mio compagno Bergoglio” e Iacopo Scaramuzzi, “In Perù il papa apre la via al sinodo sull’Amazzonia”.

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12 gennaio 2018
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“IL SEME DELL’UNITÀ” E IL PARADOSSO DELLE ALLEANZE

12 gennaio 2018

Nella sua nota politica su “La sinistra e il paradosso delle alleanze” (Repubblica) Stefano Folli cita, con qualche scetticismo, l’invito di Franco Monaco, in un articolo sull’edizione milanese di Repubblica, perché Liberi e Uguali e Pd trovino l’unità nelle elezioni in Lombardia (“Piantiamo in Lombardia il seme dell’unità”). Su La Stampa un’intervista al prodiano Giulio Santagata: “Comincio a pensare che Renzi non sia interessato a una coalizione attorno al Pd”. Dopo Bill Emmott altri analisti politici stranieri giudicano Berlusconi  l’uomo-chiave delle prossime elezioni: Jean-Paul Fitoussi, “Il cavaliere ago della bilancia contro i populismi”, David Gros, “L’Europa guarda alle forze moderate perché teme i grillini” (intervista al Quotidiano Nazionale). Marco Bentivogli, leader Fim-Cisl, sul Corriere della Sera giudica “Il salario minimo, bandiera ideologica”, e con Carlo Calenda firma sul Sole 24 ore “Un Piano industriale per l’Italia delle competenze”. Irene Tinagli, su La Stampa, auspica “Una riforma del lavoro che metta al centro i giovani”. Michele Salvati legge l’avvio della campagna elettorale: “Le fandonie demagogiche e la democrazia possibile” (Corriere della sera); così pure Dario Franceschini, intervistato dal Corriere: “Dai leader alle squadre”. Claudio Cerasa sul Foglio spiega “Perché il partito della ragione deve essere alternativo a Di Maio e Salvini”. Alesina e Giavazzi, sul Corriere, intervengono su “Le favole da evitare sul debito pubblico”.

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10 gennaio 2018
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POCO REALISMO, MOLTA DEMAGOGIA

10 gennaio 2018

Ezio Mauro, su Repubblica, indica a Pd e Liberi e Uguali una priorità assoluta: scegliere un comune candidato per le elezioni regionali di Lombardia e Lazio (“La partita obbligatoria della sinistra”); mentre Federico Geremicca su La Stampa ne indica solo per il Pd, cioè per Renzi: puntare su Gentiloni premier (“Matteo e l’opzione Gentiloni”). Sul Foglio il già vicepresidente del Senato, Alessandro Maran scrive un lungo pezzo intitolato “W le larghe intese”. Sta diventando davvero un problema una campagna elettorale fatta per abbindolare le persone o inseguirne gli umori. Lo spiegano, tra gli altri, Alberto Orioli sul Sole 24 ore, che se la prende con il salario orario minimo e il reddito di cittadinanza (“Il lavoro vero e la corsa al reddito”), Antonio Polito sul Corriere della sera (“Promesse senza futuro”), Paolo Balduzzi sul Messaggero (“Le promesse insostenibili sulla pelle dei cittadini”), Massimo Adinolfi sul Mattino (“L’Europa a là carte dei 5 Stelle“). Così che mons. Nunzio Galantino ha buon gioco nel chiedere più realismo e umiltà (Mimmo Muolo, “Galantino ai politici: ‘Proposte realistiche”, Avvenire). La critica viene anche da Leonardo Becchetti, sull’Avvenire, in tema di lavoro e disuguaglianze, che però avanza una proposta: premiare con minore iva sui consumi i prodotti ad alta dignità e tutela del lavoro (“In cerca dell’alba”). Una proposta la fa anche Chiara Saraceno: “Rilanciare il Paese trattenendo i migliori” (Repubblica).

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10 gennaio 2018
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SI RAGIONA DI MIGRAZIONI AL DE GASPERI DI BOLOGNA. CON HANNAH ARENDT

10 gennaio 2018

L’Istituto De Gasperi di Bologna invita a un ciclo di incontri sulle migrazioni (“Un’occasione per informarsi e riflettere”) che si terrà tra gennaio e febbraio presso la Parrocchia di Santa Maria della Carità della Chiesa di Bologna (co-promotrice), in Via San Felice 64. Qui il Programma. Come è consuetudine l’Istituto fornisce in anticipo documenti interessanti (che saranno poi stampati e diffusi nelle singole serate). Il primo di questi è il capitolo nono del libro di Hannah Arendt Le origini del totalitarismo (1951) nel quale la Arendt sostiene che, da quando gli Stati nazione si sono spartiti il pianeta, si è andata producendo, tra un confine e l’altro, una “schiuma della terra” di senza-patria, apolidi, rifugiati che può essere impunemente calpestata. Il “diritto ad avere diritti”, “il diritto di ogni individuo ad appartenere all’umanità” si ferma ai confini dello Stato di fronte “allo sfondo oscuro della diversità”, con effetti paradossali per la democrazia e la civilizzazione.

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8 gennaio 2018
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RENZI E I MINISTRI DI GENTILONI PROVANO A INIETTARE FIDUCIA

8 gennaio 2018

Nientemeno! “L’inno alla gioia del Cav.” (Claudio Cerasa sul Foglio intervista Silvio Berlusconi). Ancora Claudio Cerasa: “Il formidabile ticket Raggi-Di Maio”. L’intervista di Matteo Renzi al Quotidiano Nazionale: “Salario minimo. Voglio un premier Pd”. L’intervista di Pier Carlo Padoan al Corriere della sera: “L’Italia crescerà ancora”. L’intervista di Marco Minniti al Foglio: “Un Paese migliore di quello che abbiamo trovato”. Il punto di vista di Franco Monaco: “Perché l’alleanza tra Emma Bonino e Tabacci è un valore aggiunto per queste elezioni” (Huffington post). La lettera di Pietro Grasso alla Repubblica (“Devo soldi al Pd? Parole infamanti. Una ritorsione”; e il commento sul blog di Stefano Ceccanti. L’analisi politica di Sergio Fabbrini:Il 4 marzo la grande sfida tra europeisti e indipendentisti” (Sole 24 ore). Quella di Mauro Calise: “Partita a scacchi senza il re” (Mattino). E quella (asprigna) di Michele Prospero sul Manifesto: “Perché Renzi non può fermare il disastro”. Furio Colombo su Il Fatto fa un’amara considerazione: “Elezioni, già sappiamo che ha vinto la Lega” (Il Fatto). Paolo Rodari riferisce dei commenti che l’Avvenire ha raccolto sul discorso di fine d’anno di Mattarella: “La priorità dei vescovi è la stabilità” (Repubblica).

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