26 Ottobre 2018
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“PD, RICORDATI CHI SEI”

26 Ottobre 2018

Dice Angelo Panebianco sul Corriere della sera che, se è vero che il governo ha un forte appoggio, è anche vero che gli italiani restano ancora in maggioranza pro Unione europea, e questo secondo elemento potrebbe entrare in collisione con il primo e segnarne la caduta (“Ma l’Italia è ancora con la Ue”). Spiega Veronica de Romanis sul Foglio “Perché l’Europa sognata dai gialloverdi non esiste e non esisterà mai”. Andrea Bonanni commenta su Repubblica le simpatie di Putin e Trump per il governo Salvini-Di Maio: “I nuovi amici nemici della Ue”. Maurizio Martina e Tommaso Nannicini scrivono su Repubblica una sorta di loro manifesto per il riscatto del Pd: “Pd, ricordati chi sei”. Sullo stesso giornale Piero Ignazi sottolinea che con i comitati civici Renzi  sta lasciando il Pd per costruire un partito alla Macron (“Il passo fuori di Renzi”) e Giovanna Casadio esplora i movimenti all’interno del Pd (“Minniti e la strategia ant-Zingaretti”). Su Avvenire Matteo Rizzolli, docente alla Lumsa, scrive: “Ecco perché si rischia il default”. Anna Maria Merlo, sul Manifesto, dà notizia che “Melenchon sta con i sovranisti”.

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18 Ottobre 2018
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IL PD. LEU. LA CGIL. IL DEF GIALLOVERDE

18 Ottobre 2018

Franco Monaco,Primarie Pd. Renzi, convitato di pietra” (Il Fatto). Matteo Renzi, “Il partito da solo non basta. Presenteremo comitati civici” (intervista al Corriere della sera). Carlo Calenda, “Non vado alla Leopolda. Pronto a candidarmi con il Fronte” (intervista a La Stampa). Michele Salvati, “Come salvare il Pd dalla ZTL” (Foglio). Giuseppe Sala, “Milano città aperta” (colloquio con Marco Damilano, sull’Espresso). Tommaso Cerno, “Il Pd non sa neanche dove vive” (intervista a Il Fatto). Cesare Damiano, “Mi candido alla segreteria dem, ma a Zingaretti dico…” (intervista a Il Dubbio). Pietro Ichino, “Il crinale della candidatura Zingaretti sostenuta da Gentiloni” (blog). Giovanna Casadio, “Zingaretti oltre il renzismo”. Goffredo De Marchis, “Minniti, la voglia di provarci, ma marcando l’autonomia da Renzi”. Andrea Marcucci, “Minniti candidato autorevole. Convergiamo tutti su di lui” (intervista a La Stampa). ALTRO: Roberto Speranza intervistato sulla crisi di Leu: “I dem hanno fallito. Avanti con Leu, ora o mai più” (Huffington post). Dario Di Vico, “Il dopo Camusso e il populismo” (Corriere della sera). Piero Ignazi, “M5s, l’anima smarrita” (Repubblica).  SUL GOVERNO E LA MANOVRA: Stefano Folli, “L’ancora di Draghi” (Repubblica); Vincenzo Visco, “E’ la tipica manovra di destra” (intervista al Manifesto); Pelto Pekka, “Manovra generica, brindano solo gli evasori” (Sbilanciamoci.org). Enzo Marro, “Così la manovra è un atto di fede” (Corriere della sera); Massimo Cacciari, “L’Ue non esiste più. La bocciatura arriverà dai mercati e sarà il caos” (intervista a Il dubbio); Sergio Fabbrini, “Governo diviso su economia e politica per l’Europa”; Giulio Sapelli, “La voce strozzata della Ue” (Messaggero); Massimo Villone, “Serve una Corte più forte contro le pressioni della Ue” (intervista a Il Fatto). Sabino Cassese, “Il governo è lo Stato?” (Foglio).

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15 Settembre 2018
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I CENTOGIORNI DI LEGA-M5S, E IL CONTESTO EUROPEO

15 Settembre 2018

Ilvo Diamanti, “Fiducia record nel governo. Prigionieri di un eterno presente” (Repubblica). Francesco Daveri, “Cento giorni senza far niente per l’economia sono troppi” (lavoce.info). Sabino Cassese, “Bilancio di governo. A che punto siamo?” (Foglio). Paolo Pombeni, “Il governo della gazzarra” (mente politica.it). Stefano Folli, “Il Quirinale e l’equilibrio dei poteri” (Repubblica). Piero Ignazi,L’alleanza rosso-bruna” (Repubblica). Roberto D’Alimonte, “Perché il governo è costretto a durare” (Sole 24 ore). Antonio Polito,Il governo della nostalgia” (Corriere della sera). Paolo Borgna, “L’ombra incompetente dell’Uomo qualunque” (Avvenire). Mario Centeno, presidente Eurogruppo, “Rispettare le regole europee” (Corriere della sera). Alessandro Barbera, “Bce. Draghi apre il caso Italia” (La Stampa). Marzio Breda, “Mattarella e il bilancio Ue: non si mercanteggia” (Corriere della sera). Stefano Folli, “La sfida tragica Ue-populisti” (Repubblica).

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2 Settembre 2018
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UMANITÀ, COMUNITÀ, TRIBÙ. E LA SINISTRA

2 Settembre 2018

Andrea Riccardi, “Comunità non vuol dire tribù” (Corriere della sera). Nadia Urbinati, “Umanità contro tribù” (Repubblica). SINISTRA: Con fatica avanza il dibattito su come il Pd e la sinistra possono uscire dall’isolamento. Intervista al Fatto di Nicola Zingaretti: “Voglio un confronto con i 5stelle e il Pd può cambiare”; ma Stefano Ceccanti, sul suo blog è “Contro l’appeasement del Pd con i 5stelle”, e così il mitico Massimo Bordin su Il Foglio (“Quelli che nel Pd…”). Ancora sul Foglio Graziano Delrio parla di come far emergere una nuova classe dirigente dai territori e del rapporto di collaborazione, ma critica, con Macron (“Un Pd con Macron”, titola esagerando il Foglio). E al Foglio dice come la pensa anche Piero Fassino, facendo alcune puntuali autocritiche (titolo, un po’ fuorviante: “Una via sui migranti”). Sul Fatto le serrate critiche di Franco Monaco a Veltroni: “Veltroni e i suoi. Più renziani di Renzi” . Anche Angiolo Bandinelli, sul Corriere della sera, è dubbioso: “Caro Veltroni, basta con la storia che fu, così la sinistra non riparte”. Favorevole, soprattutto per il richiamo a guardare ai 5 stelle,  Piero Ignazi su Repubblica: “La sinistra contaminata dal nemico”. E su Repubblica Maurizio Martina parla dell’iniziativa del Pd a Roma il 29 settembre: “Milano insegna, è ora di tornare in piazza”. ITALIA: Intanto, su la Stampa, Mario Deaglio descrive “La grigia palude italiana” e sul Corriere Federico Fubini spiega “Quanto può costare l’antipatia per la Ue”. A chi anche a sinistra parla di “Aziende strategiche allo Stato” (Paolo Maddalona, Manifesto), Mariana Mazzucato avverte: “La strada storta dello Stato” (Repubblica).

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6 Agosto 2018
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EUROPA: “LA CULTURA BATTA UN COLPO”

6 Agosto 2018

Sulla crisi dell’idea di Europa e sull’assenza di un vero dibattito culturale nel continente scrive su Repubblica Guido Crainz: “La cultura batta un colpo”. Massimo Cacciari spiega il senso dell’appello di alcuni intellettuali italiani sulla deriva politico-culturale dell’Italia: “Un impegno collettivo” (Repubblica). Sergio Fabbrini, sul Sole 24 ore: “Il populismo e i pericoli dei movimenti ‘contro’”. Ian Buruma, “Attenti alla rete di Bannon” (Repubblica). Sul Manifesto Marco Buscetta prova a dire “Come scardinare il fragile ‘noi’ su cui poggia l’odierno populismo”. INOLTRE: Mauro Calise, “La democrazia inquinata dalla rete” (Mattino). Romano Prodi sulla situazione italiana: “Il paese che rallenta perché malato di incertezza” (Messaggero). Angelo Panebianco critica il governo: “La dannosa ostilità verso industria e scienza” (Corriere della sera). Piero Ignazi, su Repubblica, torna a spingere il Pd a guardare verso i Cinque stelle: “Quel ponte verso il M5S”. Un’intervista di Matteo Renzi al Messaggero: “Questo governo scherza col fuoco”. Carlo Cottarelli, “Il miraggio che il debito non conti” (La Stampa). Isaia Sales:L’assistenza che non crea sviluppo al Sud” (Mattino). Marco Tarquini, sull’Avvenire, difende la linea dell’Avvenire contro i segnali di razzismo: “Senza vergogna”. Un articolo molto discutibile di Ugo Mattei su Il Fatto: “Il Quirinale sembra il Cremlino”.

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28 Luglio 2018
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PD. DEMOCRAZIA. GOVERNO

28 Luglio 2018

DUE PD. Piero Ignazi, “Siamo onesti, ci sono due Pd” (Repubblica). Franco Monaco, “I renziani che esorcizzano Renzi” (Huffington post). Davide Allegranti, “La fase onirica del Pd” (Foglio). Nino Bartoloni Meli, “La cena di Matteo sull’Aventino. Nel menù anche lo strappo col Pd” (Messaggero). Daniela Preziosi, “La rete Zingaretti: base dem e associazionismo cattolico” (Manifesto). Su “Il Sicomoro” n. 9 articoli di F. Pizzul, P. Danuvola, P. Cova e altri. DEMOCRAZIA, CASALEGGIO E LA SINISTRA. Dopo i primi commenti all’intervista di Davide Casaleggio su La Verità (vedi qui): Guido Liguori, “Democrazia consigliare, né diretta né parlamentare” (Manifesto); Giancarlo Gaeta, “Davide Casaleggio e la sinistra da rifare” (Manifesto). LA DURATA DEL GOVERNO. Angelo Panebianco, “Perché il governo durerà” (Corriere della sera); Claudio Petruccioli, “Un governo destinato a durare” (intervista a Italia Oggi).

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1 Luglio 2018
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DA DOVE IL PD PUÒ RIPARTIRE?

1 Luglio 2018

“Invece di rituffarsi nel rito ormai stanco delle primarie al Pd servono luoghi d’incontro per discutere e per ritrovare una autentica ragione d’essere”. Lo scrive Piero Ignazi su Repubblica (“Da dove il Pd può ripartire”). Scrive Marianna Rizzini sul Foglio che nel Pd: “S’avanza Zingaretti”; il quale Nicola Zingaretti ha rilasciato oggi al Corriere della Sera un’intervista: “Farò un Pd diverso. I Cinquestelle si divideranno, dovremo confrontarci”.  Sul Mattino Mario Adinolfi scrive: “Calenda-Zingaretti, due mondi paralleli”. Per Graziano DelrioMartina segretario, poi lotta alla povertà” (intervista a Repubblica). Sul Corriere della Sera Giovanni Belardelli rileva “La strada sbagliata del gruppo dirigente Pd”. Goffredo Bettini, intervistato dal Manifesto: “Il nostro riformismo ha fallito. Senza congresso, Pd a rischio”. Sul suo blog Giovanni Cominelli fa una puntuta analisi: “Il Pd al tappeto”. Gianni Cuperlo, sull’Espresso, va a Tor Bella Monica e scrive: “La periferia del nostro scontento”. Marco Damilano fa il quadro: “Quella sinistra senza terra né cielo” (Espresso). Sul Manifesto Roberto Morassut propone: “Oltre il Pd per diventare Movimento”. L’anziano Giorgio Galli (90 anni) dice a Il Fatto: “La sinistra torni se stessa. Deve criticare il capitalismo”. Massimo Villone, sul Manifesto: “Le liste civiche, falsa ancora di salvezza per il Pd”. Su mentepolitica.it Michele Iscra scrive che “c’è una strana nostalgia che gira almeno per certi ambienti dell’Italia: il rimpianto della DC. Non esattamente come partito cattolico, bensì come partito capace di fare sintesi, di coltivare e trasmettere una qualche forma di identità nazionale, capace in definitiva di parlare a tutti, anche agli avversari” (“Nostalgia della Dc”).

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