24 Aprile 2018
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IL PD E IL CONTRATTO M5S

24 Aprile 2018

Roberto D’Alimonte, “Lezioni molisane per M5S e Lega” (Sole 24 ore). Emilia Patta, “Martina: sì al confronto. Alt di Renzi. Pd spaccato” (Sole 24 ore). Dario Franceschini, “Non possiamo dire soltanto no” (a Repubblica). Gianni Cuperlo, “Adesso il Pd esca dall’angolo” (a La Stampa). Piero Colaprico, “Sala rompe gli indugi: il Pd apra al M5S” (Repubblica). Ettore Rosato, “Possiamo sederci al tavolo con M5S solo se chiudono il forno con la Lega” (al Messaggero). Piero Ignazi, “Di Maio si è mosso, ma l’intesa con il Pd è quasi impossibile” (a Il Fatto). Emanuele Buzzi, “Ecco i 10 punti del contratto M5S” (Corriere della sera). Sabino Cassese, “Sì al contratto modello tedesco” (a Qn). Virginio Rognoni, “La voce del Pd e il nuovo M5S” (Repubblica). Natalino Irti,M5S affascinato dalla tecnica. Lega ancorata al territorio. Sono due partiti incompatibili” (a La Stampa).  Marzio Breda, “Il piano del Colle per il dopo” (Corriere della sera). Stefano Folli, “La via stretta del Quirinale” (Repubblica). Salvatore Merlo, “Senza Di Maio?” (Foglio). Marco Damilano, “Quei due vincitori già invecchiati” (Espresso).

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19 Aprile 2018
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VERSO IL DIALOGO M5S-PD? O SI PROFILA UN GOVERNO DI TUTTI?

19 Aprile 2018

Su Repubblica Mario Calabresi, direttore, diceva l’altroieri che il fossato tra Pd e M5s è troppo grande (“Il governo di nessuno”). Oggi Piero Ignazi lo riprende Calabrese poi lo contraddice dicendo che i due partiti insistono nella stessa area politica (“A chi spetta il primo passo”). Anche Stefano Folli sembra ritenere che nel rapporto M5S-Pd Mattarella veda l’unica strada (“I Cinquestelle nei labirinti del palazzo”), dopo aver scritto ieri: “Democrat e M5S: più convenienza che convergenza”. Giovanna Casadio annota una debole traccia di Prodi (e una di Veltroni) a un incontro a Roma: “Prodi pungola il Pd: ‘l’immobilismo può portare a disastri’”.  E anche di Sabino Cassese si coglie un fragile spunto: “I grillini già passati dalla piazza  alle istituzioni. Ora si segua l’esempio tedesco”. Che Mattarella punti al dialogo M5S-Pd lo dice e lo teme Claudio Cerasa: “Il Quirinale sogna la svolta di Renzi” (Foglio;  e ieri aveva scritto: “La pazzia di un Pd al governo”). Franco Monaco, su Il Fatto, dice al Pd: “Vedere le carte è nell’interesse democratico”. Ma dice Biagio de Giovanni, in un’intervista a Il Dubbio: “Caro Pd, se ti allei con i Cinquestelle ti scavi la fossa”. Secondo Carlo Bertini già ieri “Pd pronto a entrare in gioco per un governo con Fico” e oggi Ugo Magri: “Ipotesi governo M5S-Pd: ora la palla passa a Renzi” (La Stampa). E Piero Fassino dice: “Hanno fallito. Si riaprono i giochi” (al Quotidiano nazionale). Ma per altri l’approdo sarà un governo del presidente: lo auspica Massimo Cacciari (“Pd e M5S, si può fare?” La Stampa); lo dice Luciano Violante (“Vanno cercate alleanze disomogenee. L’alternativa, l’esecutivo del presidente”, Mattino); lo prevede Francesco Verderami (“Governo del presidente. Ora i partiti sono cauti, sarebbe difficile dire di no”, Corriere della sera).

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