15 Gennaio 2019
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Dialogo Pd-5Stelle. Replica a Sandro Campanini

15 Gennaio 2019
di Franco Monaco

 

Giorni fa abbiamo segnalato con una certa evidenza un articolo dell’autore, uscito su Il Fatto Quotidiano del 6 gennaio: “Il tabù del dialogo tra Pd e Movimento”. Sandro Campanini, coordinatore della rete c3dem, ha interloquito con lui nella nostra rubrica “30righe”: “Dialogo Pd-5Stelle? Non è questione di tabù ma di condizioni politiche (che adesso mancano)”.  Ora la replica dell’autore

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10 Gennaio 2019
by c3dem_admin
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Dialogo Pd-5 stelle? Non è questione di tabù ma di condizioni politiche (che adesso mancano)

10 Gennaio 2019
di Sandro Campanini

 

In merito all’articolo “Il tabù del dialogo tra Pd e Movimento” di Franco Monaco

 

Il problema vero, per il Pd, non è tanto quello di chiedersi come “influenzare” gli attuali gruppi dirigenti del M5S, quanto di recuperare una proposta politica capace di rilanciarlo. E’ impossibile pensare che un domani Pd e M5S possano dialogare? No, non è impossibile, ma ciò richiederebbe condizioni minime che al momento non si vedono.

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1 Maggio 2018
by Forcesi
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IL (DISCUTIBILE) RITORNO DI MATTEO RENZI

1 Maggio 2018

Dopo l’uscita domenicale di Renzi in Tv: Monica Guerzoni,L’ex segretario Pd soddisfatto per lo share da Fazio” (Corriere della sera); Emilia Patta, “Pd, i dialoganti contro Renzi” (Sole 24 ore); Stefano Cappellini, “Il leader dem che imita il sacro blog” (Repubblica); Luigi Zanda, “Quando ci si dimette dopo aver dimezzato i voti si abbandona” (intervista al Corriere della sera); Stefano Folli, “Così finisce la legislatura mai nata” (Repubblica); Gustavo Zagrebelsky, “L’Aventino renziano è vagamente eversivo” (intervista a Il Fatto); Walter Tocci, “Il Pd deve discutere con il M5S. Anche l’SPD ci ha ripensato” (Il Fatto); Sandra Zampa, “Ormai il problema è l’identità del partito” (intervista a La Stampa); Massimo Adinolfi, “Matteo, ovvero l’ex ancora in sella. Com’è difficile ritirarsi a vita privata” (Mattino); Giandomenico Crapis, “I tre errori dell’ex segretario” (Manifesto).

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30 Aprile 2018
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DALLE MONETINE A CRAXI ALL’ANTIPOLITICA DI OGGI

30 Aprile 2018

Il pensiero, a volte criptico, di Arturo Parisi: “Inutile e pericoloso rivotare con la vecchia legge elettorale” (intervista al Messaggero). L’opinione del liberal Michele Salvati: “Un percorso riformista che non deve interrompersi” (Corriere della sera). Il giudizio di Gian Franco Pasquino sul no di Renzi ai Cinque stelle: “Preferisce l’Italia giù nel baratro. Contento lui…” (intervista a Il Fatto). Un’aperture parziale quella di Carlo Rognoni sul Secolo XIX: “Dem, giusto il tavolo anche se non funzionerà”. Il Foglio raccoglie opinioni sull’ipotesi di accordo Pd-M5s: “Un governo da incubo”. Marco Conti su Renzi: “Il sostegno esterno del Pd a un governo per le riforme” (Messaggero). Francesco Pacifico, “Governo del presidente: costituzionalisti divisi” (Mattino). Ugo Magri, “Berlusconi tentato dall’offerta dem, ma insiste per Salvini premier” (La Stampa). Per Claudio Cerasa si potrebbe fare un governo tra centrodestra e Pd: “Perché il Pd con il M5S sì, e il Pd con il centrodestra no?” (Foglio). E sui 25 anni dalle monetine a Craxi Giovanni Orsina offre una saggia riflessione: “Non basta una monetina per cambiare” (La Stampa). Intanto, ecco “Trump il lunatico, che sta cambiando il mondo” (Danilo Taino, Corriere della sera) e “Europa contro i dazi ma l’Italia è fuori dalla partita” (Marco Zatterin, Secolo XIX).

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28 Aprile 2018
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M5S-PD, SFIDA ALLA LOGICA?

28 Aprile 2018

Non sembra aver torto Marcello Sorgi: “Verso gli esiti di una legislatura nata già morta” (La Stampa). Francesco Verderami indica l’ultima spiaggia: “La Carta di una ‘maggioranza di responsabilità’” (Corriere della sera). Ieri Sorgi aveva scritto: “Unica via d’uscita è l’armistizio tra Di Maio e Renzi”. Ma sulla trattativa Pd-M5S, in realtà, scommettono in pochi: Emilia Patta, “Spiragli da Renzi: ascolteremo chi indicherà Mattarella” (Sole 24 ore); Daniela Preziosi, “Renzi torna (in Tv) e detta la linea al Pd” (Manifesto); Stefano Folli,Renzi al bivio: o la sua linea o correrà da solo” (Repubblica). Giancarlo Bosetti, “M5S-Pd, sfida alla logica” (Repubblica). Dice Paolo Pombeni sul Sole 24 Ore: “Il contratto non basta. Al governo servono tenuta e prospettive”. Per Gianni Cuperlo, “La via è stretta, potremmo fallire, ma dobbiamo sederci al tavolo” (al Corriere della sera). Giorgio Tonini, sul blog di Libertà eguale, dice: “Dialogo con i Cinque stelle? Solo se l’Europa è al centro”. Per Rosy Bindi, “L’Italia prima del Pd. Si può discutere con i 5 Stelle ma non sia un patto di poltrone” (a Repubblica). La linea di Repubblica l’ha indicata Mario Calabresi:Dialoganti, non subalterni”. A Michele Serra, nella sua amaca di oggi, però non dispiacerebbe un governo Pd-M5S. Giovanni Orsina su La Stampa parla di “Suicidio della politica”. Ernesto Galli della Loggia scrive: “I partiti e le promesse. Cambiare è facile. A parole” (Corriere della sera). Gianfranco Brunelli intervista Arturo Parisi su Il Regno: “Elezioni del 4 marzo: cataclisma e apocalisse”.

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25 Aprile 2018
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MA UN PD DEBOLE E DISUNITO PUÒ CONDIZIONARE I 5 STELLE?

25 Aprile 2018

Emilia Patta, sul Sole 24 ore, racconta la scelta di Di Maio: “Governo M5S-Pd o ritorno al voto”, Commenta Marcello Sorgi:L’ultimatum del M5S complica tutto in casa dem” (la Stampa). Dice Stefano Folli: “Solo Renzi può uscire dalla crisi” (Repubblica), concorda Piero Fassino: “Renzi è un innovatore, sbaglierebbe a dire di no” (a La Stampa). Persino Franco Monaco si appella a Renzi nel suo articolo sull’Huffington post (“M5S-Pd: sei paradossi, sei opportunità”). Luigi Berlinguer propone “Un compromesso come fece Enrico” (a Il Fatto). Stefano Passigli, sul Corriere della sera, sostiene che al Pd conviene di provare a condizionare il M5s: “Il Pd e il decisivo potere dell’ago della bilancia”. Non così Ezio Mauro, su Repubblica, che diffida dei Cinquestelle e, soprattutto, denuncia l’inconsistenza dell’attuale Pd (“La mezza rivoluzione di Di Maio”). Diffidenti anche Biagio De Giovanni (“Due partiti troppo lontani per allearsi”, Mattino) e Carlo Rognoni (“Tra dem e grillini troppe differenze sul ruolo dell’Europa”, Secolo XIX). Per Claudio Cerasa meglio tornare al voto piuttosto che un accordo Pd-M5s (“Mattarella in campo per evitare Salvini”, Foglio). Emanuele Macaluso esorta: “Il Pd dica quali sono le sue condizioni” (Il Dubbio). Arturo Parisi è molto scettico: “Ignorato troppo a lungo il Paese”, a Italia Oggi). Scettico lo è anche Aldo Carra sul Manifesto (“Pd-M5s, la tentazione di fare terra bruciata”).

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24 Aprile 2018
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IL PD E IL CONTRATTO M5S

24 Aprile 2018

Roberto D’Alimonte, “Lezioni molisane per M5S e Lega” (Sole 24 ore). Emilia Patta, “Martina: sì al confronto. Alt di Renzi. Pd spaccato” (Sole 24 ore). Dario Franceschini, “Non possiamo dire soltanto no” (a Repubblica). Gianni Cuperlo, “Adesso il Pd esca dall’angolo” (a La Stampa). Piero Colaprico, “Sala rompe gli indugi: il Pd apra al M5S” (Repubblica). Ettore Rosato, “Possiamo sederci al tavolo con M5S solo se chiudono il forno con la Lega” (al Messaggero). Piero Ignazi, “Di Maio si è mosso, ma l’intesa con il Pd è quasi impossibile” (a Il Fatto). Emanuele Buzzi, “Ecco i 10 punti del contratto M5S” (Corriere della sera). Sabino Cassese, “Sì al contratto modello tedesco” (a Qn). Virginio Rognoni, “La voce del Pd e il nuovo M5S” (Repubblica). Natalino Irti,M5S affascinato dalla tecnica. Lega ancorata al territorio. Sono due partiti incompatibili” (a La Stampa).  Marzio Breda, “Il piano del Colle per il dopo” (Corriere della sera). Stefano Folli, “La via stretta del Quirinale” (Repubblica). Salvatore Merlo, “Senza Di Maio?” (Foglio). Marco Damilano, “Quei due vincitori già invecchiati” (Espresso).

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