16 Agosto 2018
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GOVERNO SOSPESO

16 Agosto 2018

Stefano Folli,Governo sospeso. Il duopolio è divergente” (Repubblica). Mario Ajello, “Gli industriali e l’ombra della piazza” (Messaggero). Marcello Messori, “La manovra impossibile” (Repubblica). L’intervista di Luigi Di Maio al Corriere della sera: “L’Italia non teme attacchi”. Bill Emmott,Nessun complotto, i Fondi attendono la manovra di Tria” (Repubblica). Federico Fubini, “Tria va in Cina per cercare nuovi investitori” (Corriere della sera). Lorenzo Bini Smaghi, “Gli errori di Erdogan lezione per l’Italia” (Corriere della sera). Roberto Saviano, “Ministro Salvini, l’ha capito? La ‘Ndrangheta fa soldi al Nord” (Repubblica). Due interventi di Sabino Cassese sul Corriere (“Ma siete sicuri che privatizzare sia un errore?”  e “Gli Stati non sono sovrani”) fanno reagire Tommaso Montanari:Bonaccini e Cassese: mercati sì, sinistra no” (Il Fatto), e Claudio Cerasa dice: “Che Dio benedica i mercati” (Foglio).

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10 Agosto 2018
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SE TORNA LA XENOFOBIA…

10 Agosto 2018

Molto interessante (e preoccupante) l’articolo di Roberto Sommella, su Avvenire: “Un vecchio spettro s’aggira per l’Europa: la xenofobia”. Si vedano anche: Nadia Urbinati,Per l’Europa dei diritti” (Repubblica); Stefano Folli, “Le due Europe e un’alleanza tutta da fare” (Repubblica); Massimiliano Smeriglio, “Una lista unitaria per l’Europa dei diritti umani” (Manifesto). Guido Viale, “Neoliberismo e sovranismo vanno a braccetto” (Manifesto). Molto interessante un articolo del vicepresidente della Knesset, Ahmad Tibi, molto critico della nuova legge sulla nazione ebraica votata in Israele: “L’Europa scelga tra razzismo e democrazia” (Manifesto).

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8 Maggio 2018
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POPULISMO E SFRONTATEZZA

8 Maggio 2018

Vale la pena leggere l’articolo di Guido Tabellini sul Foglio: “Il vero compito dell’esecutivo è rimuovere l’illusione pericolosa che i conti del paese siano in ordine”, in cui spiega bene la situazione dell’economia italiana nel contesto dell’Unione europea. Simile, ma in certo senso meno pessimista, Enzo Moavero Milanesi, sul Corriere: “Unione europea, cinque No che potremmo voler dire “. Tre commenti al discorso di Mattarella: Stefano Folli (“Il coraggio istituzionale del presidente”, Repubblica), Marcello Sorgi (“Lo sgarbo dei populisti al Quirinale”, La Stampa), Massimo Adinolfi (“Una scommessa al buio sul futuro del paese”, Mattino) e Alessandro Campi (“Il fallimento dei partiti scaricato sui cittadini”, Messaggero). Si può aggiungere, se non scandalizza, Denis Verdini (“Soltanto il Quirinale è immune alla follia”, Il Tempo). Un breve commento anche in Raniero La Valle (“Elezioni rottamate”, sul blog lachiesadeipoveri). Un altro di Stefano Ceccanti (sul suo blog). Una un po’ penosa dichiarazione di Carlo Costalli, presidente Mcl (“I cattolici sono pronti a sostenere Salvini”, Il Tempo).

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20 Marzo 2018
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IL PD PUÒ SALVARE LA LEGISLATURA?

20 Marzo 2018

Marzio Breda indaga sull’impostazione che seguirà Mattarella: “Né un governo a tempo né la carta Gentiloni” (Corriere della sera). Una bella intervista di Marco Follini al Corriere: “Il Pd faccia un’intesa, così salva la legislatura e costituzionalizza la protesta”. Il parere di Luca Ricolfi: “L’eventuale governo Pd-LeU-5stelle finirebbe per consegnare l’intera sinistra al M5s” (intervista a Italia Oggi). Quello di Piero Ignazi:In futuro M5s e Pd dovranno sfidare insieme il centrodestra” (intervista a Il Fatto). Giovanni Sabbatucci, “Le condizioni per un patto senza esclusi” (Messaggero). L’intervista di Beppe Grillo a Repubblica (“L’epoca dei vaffa è finita, ma non comincerà quella degli inciuci”) e il commento di Stefano Folli: “Cosa dice Grillo al Di Maio in doppiopetto”. Due note di Claudio Cerasa: “La differenza tra un vaffa e un governo” e “Perché Pd e Forza Italia sono come i Ds e la Margherita”  (Foglio). Davide Allegranti, “Il mini-congresso Pd” (Foglio). Nicola Zingaretti, “Manifesto per un nuovo Pd” (Foglio). Giovanna Casadio, “Delrio: la linea non cambia. No alleanze” (Repubblica). Il giovane Nicholas Ferrante,Il partito ha lasciato i suoi valori ai 5stelle: lavoro, etica e diritti” (intervista a Il Fatto). La scrittrice Valeria Parrella: “Il Sud si sente scaricato. Ha scelto il M5s come la forza più antigovernativa che c’è” (intervista a La Stampa). Sabino Cassese, “I problemi della democrazia rappresentativa” (colloquio sul Foglio). Francesco Occhetta, “Il risultato delle elezioni” (La Civiltà cattolica).

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6 Marzo 2018
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MATTARELLA E LE CRITICHE DI RENZI

6 Marzo 2018

Marzio Breda, “La partita al buio di Mattarella”. Stefano Ceccanti, “I tre scenari di fronte a Sergio Mattarella” (democratica.com). Stefano Folli, su Renzi: “Sfida al partito e segnali al Colle” (Repubblica).  Federico Geremicca, “L’ex premier teme il partito del Colle” (La Stampa). Goffredo De Marchis, “L’ira di Gentiloni: ‘Mi dà dell’inciucista’” (Repubblica). Monica Guerzoni, “La ribellione dentro il partito” (Corriere della sera). Mauro Calise (che difende Matteo Renzi), “La diga del leader per salvare il riformismo” (Mattino). Giovanni Bianconi, “D’Alema, persa l’ultima sfida” (Corriere della sera). Claudio Cerasa,Come salvarsi dal partito dell’altra nazione” (Foglio). Giuliano Ferrara, “L’onda lunga del ’93 ha prodotto Salvini e Di Maio” (Foglio). Domenico De Masi, “M5S come il Pci di Berlinguer” (intervista a La Stampa). Massimo Villone, “Una via d’uscita per il governo” (Manifesto).

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28 Febbraio 2018
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LA MENACE ITALIENNE

28 Febbraio 2018

Così Le Monde: “Europe, la menace italienne”. Dice Angelo Panebianco sul Corriere della sera: “I pronostici non sempre colgono nel segno”. Claudio Cerasa: “Tutti vogliono il 40 per cento, ma c’è solo un 40 per cento che serve all’Italia” (Il Foglio). Ecco, secondo Stefano Ceccanti, “La vera posta in gioco delle elezioni” (intervista a Le Formiche).  Concetto Vecchio su Repubblica racconta: “Il grande dilemma a sinistra: votare o no per i dem”. Alberto Leiss, sul Manifesto, spiega i suoi voti a sinistra: “Un voto, anzi due, a sinistra”, (a Leu e a Potere al Popolo, ma non al Pd). Andrea Manzella, su Repubblica, usa un po’ d’ironia: “La rivincita del Senato”. Stefano Folli annota: “Se Salvini tenta il sorpasso di Berlusconi” (Repubblica); e ieri aveva scritto: “Il rebus del Pd nelle manovre del dopo voto”. Alessandro Campi scrive sulla quasi candidatura di Tajani: “La mossa che parla alla Ue e ai moderati” (Mattino). Sabino Cassese sul Corriere difende la competenza: “Candidati, il valore di chi è più capace”, e poi dialoga con il Foglio: “La strada maestra per uscire dalla prossima instabilità governativa”. Carlo Calenda, intervista da Avvenire: “All’Italia serve un governo vero”. Massimo Villone sul Manifesto: “Walter e Silvio, i referendari della domenica”. Un’intervista al candidato grillino a ministro del lavoro, Pasquale Tridico: “Troppa flessibilità, via il jobs act. Congeleremo la legge Fornero” (La Stampa). Ernesto Preziosi, già deputato Pd e coordinatore di “Argomenti 2000”: “Verso le elezioni

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24 Febbraio 2018
by sammarco
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SE DI MAIO SALE AL QUIRINALE

24 Febbraio 2018

Due letture molto diverse dell’iniziativa grillina di andare al Quirinale a presentare la propria lista di ministri: per Stefano Folli è uno sgarbo a Mattarella, oltre che un’incomprensione delle norme istituzionali (“Regole minime di democrazia parlamentare”, Repubblica), per Massimo Franco è un atto di gentilezza istituzionale nei confronti del presidente (“M5s, i piani di governo”, Corriere della sera). Repubblica pubblica un’intervista al filosofo e senatore Pd Mario Tronti, che mostra la buona dose di saggezza di un vecchio operaista ex comunista (“L’antipolitica che fregatura. Ha coperto le colpe dei padroni”). Ancora sul Corriere della sera un editoriale di Maurizio Ferrera che spiega chi sono (e perché valgono) gli elettori “centristi” e si augura un governo, di centrodestra o centrosinistra, che raccolga quel che di buono pur c’è nei vari programmi elettorali (“Un’agenda Italia è possibile”). Roberto Esposito, su Repubblica, si rifà a Timothy Garton Ash di ieri, critico verso le larghe intese tedesche perché favorirebbero antipolitica e destre estreme (“Il matrimonio sbagliato di Angela”), e si augura per l’Italia un rilancio della sinistra (“La lezione del paradosso di Weimar”). Opposto parere quello di Michele Salvati, sul Corriere, che pensa che il voto vada dato in base al giudizio sui precedenti governi e all’adesione o meno alla prospettiva europea e si augura un’alleanza Pd-Forza Italia (“Una scelta per l’Europa. I partiti non sono uguali“). Bel contributo di Emilio Reyneri, su Repubblica, in tema di lavoro (“Più che sull’orario ripensare alle politiche attive”).

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