4 luglio 2018
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HOBBES CONTRO KANT

4 luglio 2018

Giorgio Tonini e il ritorno di Hobbes contro Kant:  “La nuova sovranità dell’Europa” (le slide usate al seminario di Libertàuguale, e qui l’audio del seminario).  Adriana Cerretelli, “Se nazionalismo e muri smontano l’Europa” (Sole 24 ore). Ian Buruma sulla minaccia da non sottovalutare del tempo presente: “Quello che i Finzi-Contini non videro” (Repubblica). Federico Fubini, fa il (tragico) conto: “Migrazioni. Scomparso il 9% di chi parte” (Corriere della sera). Raniero La Valle svergogna l’Europa (ma non il governo italiano): “Non è l’Europa” (chiesa di tutti chiesa dei poveri). Luigi Ciotti, “L’accoglienza è la base della civiltà” (intervista al Manifesto).

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10 giugno 2018
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GIORGIO TONINI: “DOPO IL 4 MARZO PRENDIAMO SUL SERIO GLI ITALIANI”

10 giugno 2018

“Non basta, anche se è necessario, contrapporsi al governo populista, né aiuterebbe la fretta di rovesciare un risultato che ha radici profonde, nazionali e internazionali. Dobbiamo riuscire a trasmettere al Paese la sensazione che abbiamo capito il messaggio del voto. E che siamo in grado, al contrario del governo, di farci carico sul serio, con risposte realistiche e innovative, italiane ed europee, delle ansie e delle sofferenze degli italiani, a cominciare dai giovani, dai lavoratori, dai ceti popolari. A occhio, ci vorrà un po’ di tempo. E tanto lavoro” (“Dopo il 4 marzo prendiamo sul serio gli italiani”, libertàeguale.it).

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6 giugno 2018
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QUALE OPPOSIZIONE? IL CONTRIBUTO DI GOFFREDO BETTINI

6 giugno 2018

Sul Manifesto di ieri un bell’articolo di Goffredo Bettini, già ispiratore delle giunte Rutelli e Veltroni, che indica alcuni criteri per il cammino dell’opposizione a sinistra: “Una linea saggia per spostare orientamenti e svelare illusioni”. Le interessanti slide con cui Giorgio Tonini ha introdotto a Roma un seminario sul populismo.  L’intervista di Andrea Orlando al Manifesto sul governo e sull’opposizione: “Se Conte fa flop attaccherà i migranti”. Emanuele Macaluso: “Il Conte del paese di Bengodi” (Il Dubbio). L’editoriale di Francesco Riccardi su Avvenire sottolinea i “pochi ideali” nella relazione di Conte: “La visione povera”. Sul Corriere della sera Federico Fubini e W. Munchau: “L’egoismo che in Europa alimenta i nazionalismi”. Andrea Tarquini:La democrazia illiberale di Orban” (Repubblica). La lettura ambivalente del nuovo governo data da Raniero La Valle sul sito lachiesadeipoveri: “Tutti stranieri, nessuno straniero”. La difesa dei Rom nell’intervento in Senato di Liliana Segre: “Ricordo quei rom morti nel mio lager” (Repubblica).  L’idea di democrazia diretta del ministro R. Fraccaro: “Sì ai referendum senza quorum” (intervista al Corriere della sera); una nota di Stefano Ceccanti: “Una certa idea della democrazia diretta”.

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21 maggio 2018
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Disputa Tonini-Ceccanti e identità PD

21 maggio 2018
di Franco Monaco

 

Solo qualche chiosa alla disputa (inedita) tra Tonini e Ceccanti, cui mi lega un’antica amicizia, ma dai quali, in questi anni, sono stato spesso politicamente in dissenso. (…) Sulla questione a valle – l’errore del rifiuto al confronto con i 5 Stelle -, concordo con Tonini; ma, sulla questione a monte, circa l’identità del PD, naturalmente dal punto di vista opposto a quello di Ceccanti, sono d’accordo con lui. Abbiamo, cioè, opposte visioni circa profilo, posizionamento e mission del PD. 

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20 maggio 2018
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IL DISSENSO DI TONINI CON RENZI E ALTRE POLEMICHE A SINISTRA

20 maggio 2018

Giorgio Tonini, già senatore dem vicino a Renzi, ora (su Facebook) dissente: “Non aver dialogato con il M5S è stato un errore storico di Renzi”. La nota di Tonini nasce dopo lo scambio tra Claudio Petruccioli e il direttore del Mulino, Mario Ricciardi ( vedi qui). Replica a Tonini Stefano Ceccanti sul suo Diario, in cui presenta la sua rassegna stampa quotidiana: (qui). E c’è una replica anche all’appello dei 24 esponenti cattolico-democratici pubblicato ieri (qui): è di Giovanni Cominelli (“I professori cattolici e il ruolo del Pd”). Sul Pd scrivono anche Stefano Cappellini su Repubblica (“Il partito congelato”) e Carlo Trigilia su Il Fatto (“I dem e la loro base vanno in direzioni opposte”).

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11 aprile 2018
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GIORGIO TONINI, FRANCO MONACO, STEFANO CECCANTI. PUNTI DI VISTA SUL PD E IL PAESE

11 aprile 2018

In un’ampia intervista a Pierluigi Mele, per Rai news, Giorgio Tonini, già senatore Pd, analizza il voto del 4 marzo e le prospettive del Pd e difende l’opera riformista del partito democratico (“Il Pd ha un futuro?”). Franco Monaco, già deputato Pd, ripropone la sua critica al Pd: “L’inutile Aventino e le occasioni da cogliere” (Manifesto). Stefano Ceccanti, di nuovo in Parlamento, su democratica.com, esorta: “Superiamo il complesso del 4 dicembre”, e presenta sul Foglio la sua proposta di riforma costituzionale: “Sì, ripartire dal modello francese” (qui il testo integrale); anche il neo senatore dem Tommaso Cerno è autore di un disegno di legge in favore del semipresidenzialismo (qui). Ne scrive Emilia Patta sul Sole 24 ore: “La tentazione Pd: rilanciare le riforme”. Marzio Breda, sul Corriere, racconta il pensiero di Mattarella: “Per il Quirinale lo scenario M5S-Lega resta il più probabile” e “I dubbi del capo di stato per un terzo giro di consultazioni. L’idea dell’esploratore”). Stefano Folli su Repubblica: “Il dilemma del Pd sulle sponde del Rubicone”. Francesco Bei, su la Stampa: “Tre gesti per rompere l’impasse”. Emanuele Macaluso: “Il Pd parli con i 5stelle e solo dopo decida cosa fare” (Il Dubbio). Paolo Pombeni, “Dai partiti serve dialogo non formule improbabili” (Sole 24 ore).

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1 febbraio 2018
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PRODI, IL CENTROSINISTRA E LEU

1 febbraio 2018

La sortita di Romano Prodi (“Prodi stronca LeU: non siete unitari”) non convince Franco Monaco: “Caro Prodi, queste non sono coalizioni” (Il Fatto quotidiano). Giuseppe Turani: “Prodi ha gettato fuori strada LeU” (Italia Oggi). Un’interpretazione più sottile la offre Stefano Folli: “Così Prodi prepara il dopo voto” (Repubblica). Emanuele Macaluso: “Ecco perché Prodi ha ragione” (Il dubbio). Vasco Errani: “Capisco Prodi, ma il suo centrosinistra è scomparso da tempo” (intervista a Repubblica). Andrea Orlando: “Serviva più pluralismo, ma la scissione Pd non è la strada” (intervista a La Stampa). Emma Bonino:Spero che Romano scelga me. E punta a una lista di rifugio” (intervista al Corriere della Sera), e: “Bloccare la spesa pubblica per cinque anni, così il debito scenderà sotto il 110%” (intervista a Il Sole 24 ore). Parla del Trentino, ma con riferimenti all’intero Paese, Giorgio Tonini in un’intervista al Corriere del Trentino: “Siamo partiti bene, l’en plein è possibile”. Federica Fantozzi, sul Mattino, racconta: “Non solo giglio magico, nasce il think tank di Matteo” (con Stefano Ceccanti e altri). Ancora sul Mattino Massimo Adinolfi replica a un editoriale di Ernesto Galli Della Loggia sul Corriere (“La politica e le colpe di un paese”): “Gli intellettuali che sparano nel mucchio” (Il Mattino).

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