8 febbraio 2018
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ELEZIONI, GERMANIA, MIGRANTI, LAVORO

8 febbraio 2018

ELEZIONI: L’analisi delle proposte politiche curata dall’Istituto Cattaneo. Mauro Calese, “La campagna dei leader bifronte” (Mattino); Stefano Folli, “Che cosa nasconde la maschera del voto bis” (Repubblica). GERMANIA E NOI: Andrea Bonanni, “La Germania più vicina a Bruxelles” (Repubblica); Massimo Adinolfi, “Il sottile filo rosso tra Berlino e Roma” (Mattino). MIGRANTI: sulla paura di andare al capezzale dei meri feriti, scrive Marina Corradi,‘Non uomini’ e caporali” (Avvenire); Alessandro Portelli, “Aperta la diga dell’antifascismo, dilaga l’odio razziale”;  Ignazio Masulli, “Migranti, gli inganni della propaganda”; Enrico Calamai, “Perché i migranti sono i nuovi desaparecidos” (Manifesto).  Maurizio Ambrosini,Così percepiamo l’invasione” (intervista a Il Giornale). LAVORO: Milena Gabanelli, “Ecco quali mestieri saranno più richiesti” (Corriere della sera). A proposito della riduzione sperimentale dell’orario di lavoro in Germania: Giuseppe Berta, “28 ore a settimana, il caso Germania” (Messaggero); Andrea Bassi: “Welfare e orari flessibili, gli accordi pilota in Italia” (Messaggero); Piergiovanni Alleva: “Lavorare meno (e meglio) si può anche da noi” (Manifesto).  SUL PIANO CALENDA-BENTIVOGLI: A. Mingardi e A. Miglietta, “Una nuova struttura degli incentivi” e Pierluigi Bersani, “Innovare senza contesto è un’illusione”  (Sole 24 ore).

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26 gennaio 2018
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Tornare a guardare, dal basso, gli invisibili

26 gennaio 2018
di Luigi Lochi

 

La verità di un idea, di una ispirazione, trascende di gran lunga la capacità e la intelligenza di chi cerca di tradurla in azione, e tuttavia, quand’anche trovasse una adeguata traduzione storica, sarà sempre più avanti in virtù di quel  principio di “non appagamento” che don Milani ha splendidamente esplicitato nella famosa lettera a Pipetta. Prima ancora di Renzi, è il PD il nome nuovo del riformismo italiano…

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30 dicembre 2017
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DI QUI AL VOTO: MESI DI PASSIONE (E DI SUDDITANZA ALL’AUDIENCE)

30 dicembre 2017

Leonardo Becchetti, in un editoriale sull’Avvenire, punta sui settori più responsabili della società civile (in larga parte cattolici, sembra dire) per mettere in campo riflessioni e proposte politiche, di qui alle elezioni e oltre (“Questi mesi di passione”). Nadia Urbinati mette in luce con chiarezza i guasti de “La democrazia dell’audience” (Repubblica). Pierluigi Bersani dice la sua a Repubblica: “Le mie condizioni per trattare con Pd e M5s dopo il voto” (ma si nota una qualche preferenza per M5s). Del resto Luigi Di Maio, sempre a Repubblica, dice: “Non lasceremo l’Italia nel caos. Pronti a fare alleanze”. Emanuele Macaluso su Il Dubbio critica il ruolo dei media: “La campagna elettorale dei potenti”. Stefano Folli mostra dubbi sulla tenuta di Gentiloni, a fronte di un Pd in discesa: “Il fragile incantesimo di Gentiloni” (Repubblica). Due bilanci della legislatura che chiude i battenti: Francesco Verderami (Corriere della sera): “Diario di una legislatura. Quando Berlusconi disse: ‘Meglio Letta di Renzi’”; Bruno Vespa (Il Mattino): “Se il Pd chiude in affanno una legislatura agitata ma certo non pessima”. L’Avvenire racconta: “Ecco i centristi con il Pd”; Beatrice Lorenzin dice al Corriere della sera: “Noi non solo cespugli, ci ispiriamo a Calenda”. Ottavio Lucarelli su Repubblica: “Nella nuova Margherita Casini e De Mita sponsor”. Daniela Preziosi sul Manifesto scrive che “Il centrosinistra non c’è ma è già in crisi”. Il Foglio pubblica un incredibile articolo di tal Luca Del Pozzo che pensa di vivere negli anni ’50: “Irrilevanza cattolica”.

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6 novembre 2017
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NAZIONALISMI E POPULISMI. E IL VOTO IN SICILIA

6 novembre 2017

Un articolo di Sergio Fabbrini fa il punto sulla situazione europea e invita le forze europeiste italiane a dichiarare il loro sostegno alla Ue e il loro impegno a riformarla senza alcuna concessione al populismo degli anti-europeisti (“Forza e debolezza dei nazionalismi”, Sole 24 ore). Ugo Magri sul ruolo di Mattarella e l’imperizia di Renzi e 5Stelle: “L’argine al populismo istituzionale” (La Stampa). Gustavo Zagrebelsky, invece, critica Mattarella, e non solo (“Anche il Rosatellum è incostituzionale. E’ la stagione dell’impolitica. Grasso sarà un buon leader”, intervista a La Stampa). SICILIA: Marcello Sorgi, “L’urna premia Berlusconi antipopulista” (La Stampa); Fabio Martini, “Pd, una doppia sconfitta che viene da lontano” (La Stampa); Stefano Folli,Il Pd e il rischio dell’irrilevanza”; Massimo Adinolfi, “Se la partita del paese si gioca a due” (Mattino); Mauro Calise, “Renzi, un leader alla prova dell’assedio” (Mattino); Pierluigi Bersani, “Non credo alla svolta dentro i democratici” (intervista a Repubblica). Massimo Villone, “Renzi al capolinea. La sinistra e l’occasione di ritrovare un ruolo” (Manifesto). Claudio Cerasa, “Storia di una non notizia: Renzi non è più il candidato del centrosinistra” (Foglio).

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13 ottobre 2017
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LEGGE ELETTORALE E VOTO DI FIDUCIA: SCENARIO AMARO

13 ottobre 2017

Michele Ainis, su Repubblica, elenca i segnali che dicono il basso livello su cui siamo incagliati (“La stanca democrazia”). Sabino Cassese difende la legge elettorale sul Corriere della Sera e dice, comunque, che bisogna provarla (“La ‘prova del budino’ per la legge elettorale”). Marco Olivetti su Avvenire giudica così: “Un passetto avanti (comunque provvisorio)”. Valerio Onida, intervistato dal Corriere della Sera, dice: “Testo costituzionale ma contraddittorio”. Alessandro Campi sul Messaggero indica “Tutti i vantaggi e i limiti del Rosatellum”. Per Mauro Barberis, sul Secolo XIX, “Non è un colpo di stato ma non funzionerà”. Per Ezio Mauro, ieri su Repubblica, è “Un colpo di mano”. In un’intervista a Il Fatto Roberto Saviano dice: “E’ un agguato alla nostra democrazia”. Laura Boldrini, sempre sul Fatto, scrive: “Vi spiego perché ho messo il voto di fiducia”. Per Claudio Cerasa, sul Foglio, “Il vero inciucio è l’Italia del veto”. Per Pierluigi Bersani, con il voto di fiducia, “Gentiloni ha perso tutta la sua credibilità” (intervista a La Stampa). Michele Prospero guarda a Mattarella e sul Manifesto dice: “Quirinale, un distacco che può sembrare indifferenza”. Il quirinalista Marzio Breda ieri aveva scritto: “La copertura del Presidente che temeva i voti segreti” (Corriere della Sera). Nota Mauro Calise: “Il contropiede che sorprende i cinque stelle” (Mattino).

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15 settembre 2017
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PISAPIA E MDP. MANOVRA. ECONOMIA SOSTENIBILE. EUROPA E DISUGUAGLIANZE. GIOVANI E LAVORO…

15 settembre 2017

Franco Monaco prova a spiegare “I nodi irrisolti tra Pisapia e Mdp” (Huffigton post). Il Manifesto dà conto di due diverse posizioni: Luigi Manconi (Campo Progressista), “Centrosinistra, il rapporto con il Pd è ineludibile”; Nicola Fratoianni (Sinistra), “Mdp con noi nel quarto polo”. L’intervista di ieri a Pierluigi Bersani sul Corriere della Sera: “Niente voto al bilancio se non ci danno ascolto”. Marcello Sorgi su La Stampa: “La mannaia dei bersaninani e dalemiani sulla manovra”. Romano Prodi e l’economista di sinistra Emiliano Brancaccio si confrontano su Micromega: “Orizzonti europei. Quali scenari”. Il Manifesto pubblica anche un’intervista a Vincenzo Visco: “Il governo sbaglia, ora si deve investire”, e un intervento di Massimo Villone sulla legge elettorale: “Tutte le frecce nell’arco del Consultellum”. Leonardo Becchetti, su Avvenire, indica “La svolta per un’economia sostenibile”. Claudio Cerasa si applica a un “Elogio della lucida follia del Cav.” (Foglio). Paolo Segatti, sul Regno Attualità, scrive di “Partecipazione e voto giovanile in Francia e Gran Bretagna”. Paolo Baroni su La Stampa riporta dei dati della Confindustria: “Lavoro, emergenza giovani. La fuga all’estero pesa 14 miliardi”.

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