24 settembre 2018
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I VECCHI COMUNISTI CHE VOTANO LEGA. E LA RIEMERGENTE DESTRA CATTOLICA

24 settembre 2018

Emanuele Macaluso, “Né cattolico, né laico socialista, il Pd è arrivato al capolinea” (Il dubbio). Paolo Franchi, “Pd, il partito ‘doppio’ che non riesce a discutere” (Corriere della sera). Roberto d’Alimonte, “Il Pd è ormai un partito in via di estinzione” (intervista a La Verità). Massimo Adinolfi,Pd, i riformisti che almeno parlano chiaro” (Mattino). Marco Follini, “Contro i populisti non serve l’ammucchiata. Ridare senso all’essere liberali, cattolici o socialisti” (Espresso). Andrea Orlando, “Non è scontato che il Pd sia l’ultima casa della sinistra” (intervista al Corriere). Alessandro Giuli, “Bersani: i vecchi comunisti votano in massa Lega” (Libero). Francesco Damato,Ma se tornassimo al centralismo democratico?” (Il dubbio). Daniela Preziosi, “La festa di MDP è il funerale di Leu” (Manifesto). DESTRA CATTOLICA: Marco Damilano,La carica dei cristiani senza Dio” (Espresso). Flavia Perina,Sovranismo, rosari e santini: il nuovo cattolicesimo esibito” (La Stampa). La surreale intervista rilasciata all’Espresso dal padre spirituale del ministro Lorenzo Fontana, don Vilmar Pavesi: “Gerarchia, dipendenza, legame...”. Mario Adinolfi, a guida di un gruppo di cattolici tradizionalisti, spiega: “Perché ci ritroviamo a Camaldoli” (La Croce). “Cattolici liberali battete un colpo” (dibattito su Il Foglio).

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4 luglio 2018
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LA LETTERA DI BERSANI E LA PROPOSTA DI COTTARELLI

4 luglio 2018

Un interessante lettera di Pierluigi Bersani a Repubblica: “Resistere alla destra cattiva con facce e idee nuove”.  Piero Fassino, intervistato dal Corriere della sera: “Bene la corsa di Zingaretti ma ci sono anche altri nomi. Subito Martina segretario”. Elisabetta Gualmini, “Il Pd ostaggio di mestieranti da trincea” (Repubblica). Vincenzo Merola, “Bene Zingaretti, adesso la base voti anche sui programmi” (intervista al Corriere della sera). Tommaso Labate, “Da Gentiloni a Minniti, la rete di Zingaretti” (Corriere). Federico Geremicca, “Da Fico a Zingaretti, qualcosa a sinistra si muove” (La Stampa). Federico Fornaro (Leu), “Regioni rosse, l’incapacità del Pd di ascoltare il disagio” (Il Fatto). Una proposta di Carlo Cottarelli sull’uguaglianza delle opportunità come tema cruciale: “La sfida dell’eguaglianza per cambiare il paese” (La Stampa).

 

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8 febbraio 2018
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ELEZIONI, GERMANIA, MIGRANTI, LAVORO

8 febbraio 2018

ELEZIONI: L’analisi delle proposte politiche curata dall’Istituto Cattaneo. Mauro Calese, “La campagna dei leader bifronte” (Mattino); Stefano Folli, “Che cosa nasconde la maschera del voto bis” (Repubblica). GERMANIA E NOI: Andrea Bonanni, “La Germania più vicina a Bruxelles” (Repubblica); Massimo Adinolfi, “Il sottile filo rosso tra Berlino e Roma” (Mattino). MIGRANTI: sulla paura di andare al capezzale dei meri feriti, scrive Marina Corradi,‘Non uomini’ e caporali” (Avvenire); Alessandro Portelli, “Aperta la diga dell’antifascismo, dilaga l’odio razziale”;  Ignazio Masulli, “Migranti, gli inganni della propaganda”; Enrico Calamai, “Perché i migranti sono i nuovi desaparecidos” (Manifesto).  Maurizio Ambrosini,Così percepiamo l’invasione” (intervista a Il Giornale). LAVORO: Milena Gabanelli, “Ecco quali mestieri saranno più richiesti” (Corriere della sera). A proposito della riduzione sperimentale dell’orario di lavoro in Germania: Giuseppe Berta, “28 ore a settimana, il caso Germania” (Messaggero); Andrea Bassi: “Welfare e orari flessibili, gli accordi pilota in Italia” (Messaggero); Piergiovanni Alleva: “Lavorare meno (e meglio) si può anche da noi” (Manifesto).  SUL PIANO CALENDA-BENTIVOGLI: A. Mingardi e A. Miglietta, “Una nuova struttura degli incentivi” e Pierluigi Bersani, “Innovare senza contesto è un’illusione”  (Sole 24 ore).

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26 gennaio 2018
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Tornare a guardare, dal basso, gli invisibili

26 gennaio 2018
di Luigi Lochi

 

La verità di un idea, di una ispirazione, trascende di gran lunga la capacità e la intelligenza di chi cerca di tradurla in azione, e tuttavia, quand’anche trovasse una adeguata traduzione storica, sarà sempre più avanti in virtù di quel  principio di “non appagamento” che don Milani ha splendidamente esplicitato nella famosa lettera a Pipetta. Prima ancora di Renzi, è il PD il nome nuovo del riformismo italiano…

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30 dicembre 2017
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DI QUI AL VOTO: MESI DI PASSIONE (E DI SUDDITANZA ALL’AUDIENCE)

30 dicembre 2017

Leonardo Becchetti, in un editoriale sull’Avvenire, punta sui settori più responsabili della società civile (in larga parte cattolici, sembra dire) per mettere in campo riflessioni e proposte politiche, di qui alle elezioni e oltre (“Questi mesi di passione”). Nadia Urbinati mette in luce con chiarezza i guasti de “La democrazia dell’audience” (Repubblica). Pierluigi Bersani dice la sua a Repubblica: “Le mie condizioni per trattare con Pd e M5s dopo il voto” (ma si nota una qualche preferenza per M5s). Del resto Luigi Di Maio, sempre a Repubblica, dice: “Non lasceremo l’Italia nel caos. Pronti a fare alleanze”. Emanuele Macaluso su Il Dubbio critica il ruolo dei media: “La campagna elettorale dei potenti”. Stefano Folli mostra dubbi sulla tenuta di Gentiloni, a fronte di un Pd in discesa: “Il fragile incantesimo di Gentiloni” (Repubblica). Due bilanci della legislatura che chiude i battenti: Francesco Verderami (Corriere della sera): “Diario di una legislatura. Quando Berlusconi disse: ‘Meglio Letta di Renzi’”; Bruno Vespa (Il Mattino): “Se il Pd chiude in affanno una legislatura agitata ma certo non pessima”. L’Avvenire racconta: “Ecco i centristi con il Pd”; Beatrice Lorenzin dice al Corriere della sera: “Noi non solo cespugli, ci ispiriamo a Calenda”. Ottavio Lucarelli su Repubblica: “Nella nuova Margherita Casini e De Mita sponsor”. Daniela Preziosi sul Manifesto scrive che “Il centrosinistra non c’è ma è già in crisi”. Il Foglio pubblica un incredibile articolo di tal Luca Del Pozzo che pensa di vivere negli anni ’50: “Irrilevanza cattolica”.

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6 novembre 2017
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NAZIONALISMI E POPULISMI. E IL VOTO IN SICILIA

6 novembre 2017

Un articolo di Sergio Fabbrini fa il punto sulla situazione europea e invita le forze europeiste italiane a dichiarare il loro sostegno alla Ue e il loro impegno a riformarla senza alcuna concessione al populismo degli anti-europeisti (“Forza e debolezza dei nazionalismi”, Sole 24 ore). Ugo Magri sul ruolo di Mattarella e l’imperizia di Renzi e 5Stelle: “L’argine al populismo istituzionale” (La Stampa). Gustavo Zagrebelsky, invece, critica Mattarella, e non solo (“Anche il Rosatellum è incostituzionale. E’ la stagione dell’impolitica. Grasso sarà un buon leader”, intervista a La Stampa). SICILIA: Marcello Sorgi, “L’urna premia Berlusconi antipopulista” (La Stampa); Fabio Martini, “Pd, una doppia sconfitta che viene da lontano” (La Stampa); Stefano Folli,Il Pd e il rischio dell’irrilevanza”; Massimo Adinolfi, “Se la partita del paese si gioca a due” (Mattino); Mauro Calise, “Renzi, un leader alla prova dell’assedio” (Mattino); Pierluigi Bersani, “Non credo alla svolta dentro i democratici” (intervista a Repubblica). Massimo Villone, “Renzi al capolinea. La sinistra e l’occasione di ritrovare un ruolo” (Manifesto). Claudio Cerasa, “Storia di una non notizia: Renzi non è più il candidato del centrosinistra” (Foglio).

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13 ottobre 2017
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LEGGE ELETTORALE E VOTO DI FIDUCIA: SCENARIO AMARO

13 ottobre 2017

Michele Ainis, su Repubblica, elenca i segnali che dicono il basso livello su cui siamo incagliati (“La stanca democrazia”). Sabino Cassese difende la legge elettorale sul Corriere della Sera e dice, comunque, che bisogna provarla (“La ‘prova del budino’ per la legge elettorale”). Marco Olivetti su Avvenire giudica così: “Un passetto avanti (comunque provvisorio)”. Valerio Onida, intervistato dal Corriere della Sera, dice: “Testo costituzionale ma contraddittorio”. Alessandro Campi sul Messaggero indica “Tutti i vantaggi e i limiti del Rosatellum”. Per Mauro Barberis, sul Secolo XIX, “Non è un colpo di stato ma non funzionerà”. Per Ezio Mauro, ieri su Repubblica, è “Un colpo di mano”. In un’intervista a Il Fatto Roberto Saviano dice: “E’ un agguato alla nostra democrazia”. Laura Boldrini, sempre sul Fatto, scrive: “Vi spiego perché ho messo il voto di fiducia”. Per Claudio Cerasa, sul Foglio, “Il vero inciucio è l’Italia del veto”. Per Pierluigi Bersani, con il voto di fiducia, “Gentiloni ha perso tutta la sua credibilità” (intervista a La Stampa). Michele Prospero guarda a Mattarella e sul Manifesto dice: “Quirinale, un distacco che può sembrare indifferenza”. Il quirinalista Marzio Breda ieri aveva scritto: “La copertura del Presidente che temeva i voti segreti” (Corriere della Sera). Nota Mauro Calise: “Il contropiede che sorprende i cinque stelle” (Mattino).

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