26 Aprile 2021
by Giampiero Forcesi
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I DUE DISCORSI DI MARIO DRAGHI, A VIA TASSO E ALLE CAMERE

26 Aprile 2021

Il testo delle comunicazioni di Mario Draghi alle Camere (26/4). Federico Geremicca, “L’indipendenza dell’ex burocrate” (La Stampa). Elsa Fornero, “L’Ue si fida del premier, non di Roma. Sbagliata l’ambiguità su quota 100” (La Stampa). IL 25 APRILE 1945 E OGGI: Il Fatto apre una parentesi nel quotidiano dileggio del premier e pubblica il suo intervento a Via Tasso, a Roma: Mario Draghi,Non fummo tutti brava gente. Serve scegliere sempre”. Michele Ainis, “No, non eravamo tutti eguali. Il dovere di schierarci anche oggi” (Repubblica). Luciano Violante, “Serve capire le ragioni dei vinti. E ora un patto repubblicano per la nuova Ricostruzione” (intervista al Messaggero). MIGRANTI: le Ong del Mediterraneo, “Fermi le stragi dei migranti” (lettera al premier – Repubblica). Elly Schlein, “Ci vuole una Mare nostrum” (intervista a La Stampa). E negli Usa? Francesco Semprini, “I 100 giorni di Biden. L’America lo boccia per la politica sui migranti” (La Stampa). GIUSTIZIA: Vladimiro Zagrebelsky, “Piano Cartabia e toghe da rianimare” (La Stampa). PARTITI E CLASSE POLITICA : Giuseppe De Rita, “Ci siamo persi la classe dirigente” (Corriere della sera Economia). Paolo Mieli, “Salvini, Letta e il ritorno di Ursula” (Corriere della sera). Claudio Cerasa, “L’incompatibilità tra Salvini e Draghi e gli errori del Pd” (Foglio). Piero Ignazi, “L’ossessione primarie del centrosinistra si fonda su un equivoco” (Domani). INOLTRE: Carlo Bastasin, “Il rischio inflazione è il segreto del tempio” (Repubblica). Anne Applebaum, “Democrazia in crisi. Sta a noi salvarla” (intervista a La Stampa). Ezio Mauro, “Il mondo diviso in due dalla linea rossa” (Repubblica).

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11 Aprile 2021
by Giampiero Forcesi
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LA UE, L’ITALIA, DRAGHI E IL NUOVO MONDO MULTIPOLARE

11 Aprile 2021

Sergio Fabbrini spiega bene la debolezza dell’Unione europea sul piano internazionale e il caso del confronto con Erdogan: “Quel sofà che divide l’Unione europea” (Sole 24 ore). Angelo Panebianco indica le difficoltà per l’Italia nel muoversi nel nuovo mondo multipolare: “Per l’Italia un mondo più difficile”. Maurizio Molinari indica però l’importanza del nuovo legame Italia-Usa, Draghi-Biden: “Usa e Italia, l’agenda comune sulle crisi” (Repubblica); e lo stesso fa Massimo Gannini: “Molto di nuovo sul fronte occidentale” (La Stampa). Anche Gianni Cuperlo plaude a Draghi: “In bilico fra il ‘giusto equilibrio’ con i tiranni e la rinuncia all’anima” (Domani). Marcello Minenna, sul Sole 24 ore, spiega bene il nuovo cammino di rinnovamento intrapreso dagli Usa: “Il piano Biden. Le infrastrutture (anche servizi sociali) per la crescita globale”. In questa linea dovrebbe muoversi anche l’Italia; lo ricordavano ieri M. Ferrera (“I nostri anziani trascurati”) e Linda Laura Sabbadini: “Perché le donne meritano di meglio”, parlando di asili, scuole, servizi sociali, lavoro alle donne (La Stampa). Enrico Giovannini spiega una delle difficoltà del Recovery plan e fa il punto sui progetti: “Appalti, regole da cambiare” (intervista al Corriere). Gustavo Piga, “Non solo il codice appalti. Cosa si muove (finalmente)” (formiche.net). Romano Prodi sottolinea un’altra difficoltà: “La strada in salita per la svolta ecologica” (Messaggero). SINISTRA: Goffredo Bettini torna a spiegare: “Ecco il mio progetto per aiutare Letta e il Pd. Ma non è una corrente” (intervista al Corriere). Piero Ignazi bacchetta il Pd: “Il Pd si vuole accontentare di fare la ruota di scorta?” (Domani). Paolo Favilli guarda più a sinistra: “La terza via della sinistra tra codismo e settarismo” (Manifesto). INOLTRE: l’economista indiano Parga Khanna, “Migreremo tutti. I confini non esistono” (intervista a La Lettura). Paola Severino, “Etica e macchine” (La Stampa). Francesco Occhetta sj, “Spes contra spem” (Connessioni). Sabino Cassese, “La Costituzione promessa, e le norme dimenticate” (Corriere della sera).

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11 Dicembre 2020
by c3dem_admin
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Da Biden a noi

11 Dicembre 2020
di Guido Formigoni

 

C’era da aspettarselo. Dopo il faticoso ma fondamentale verdetto delle elezioni presidenziali negli Stati Uniti, alcuni protagonisti nostrani hanno lanciato un messaggio inequivoco sulle conseguenze di tali vicende per noi, progressisti europei e italiani: ci vuole un candidato moderato, si vince al centro, e quindi è addirittura il caso di rinverdire la «terza via» degli anni Novanta…

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