3 Giugno 2019
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IL COLLASSO DEL CAMBIAMENTO

3 Giugno 2019

Matteo Matzuzzi, sul Foglio: “Il Vangelo secondo Matteo”.  Un saggio di Pier Carlo Padoan sulla politica economica del governo: “Il collasso del cambiamento” (Foglio). Fabio Tamburini (direttore del Sole 24 ore): “Più nascite e immigrati contro il declino” (Sole). L’intervista di Giovanni Tria al Corriere della sera: “Ora con la Ue è più dura” (intervista al Corriere). Antonio Polito, “Sospesi tra due patrie” (Corriere). Ilvo Diamanti, “Viviamo nel paese del Capo” (Repubblica). Marzio Breda, “Il timore di Mattarella” (Corriere). Raniero La Valle,La democrazia si può perdere” (chiesa dei poveri chiesa di tutti). Claudio Cerasa: “Forza governo!” (Foglio). Piero Ignazi, “Perché l’Italia non è verde” (Repubblica). Tommaso Rodano, “De Magistris chiama Fico: tu sindaco, io governatore” (Il Fatto). La crisi della magistratura secondo Luciano Violante (“L’incertezza delle regole che destabilizza la società”) e Vladimiro Zagrebelky (“E’ in gioco la credibilità delle toghe”). PARTITO DEMOCRATICO: Roberto Esposito, “Il Pd e il modello Sanchez” (Repubblica). Enrico Rossi, “Noi con i grillini? Stan bene da soli” (intervista a Il Tempo). Carlo Salvemini, sindaco di Lecce, “Il Pd dalla voce metallica ormai è senz’anima” (intervista a Il Fatto).

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15 Febbraio 2019
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SE LE AUTONOMIE DIFFERENZIATE AUMENTANO LE DIFFERENZE

15 Febbraio 2019

Non è facile districarsi nel pasticcio della questione dell’autonomia regionale. Non drammatizza ma chiede che se ne parli in Parlamento Valerio Onida, in un’intervista a Repubblica (“La coesione sociale non è messa in discussione”) e in una al Mattino (“Sbagliato non aprire la discussione in Parlamento”). Cauto anche il punto di vista di Marco Olivetti sull’Avvenire (“Un’occasione da usare bene”), affiancato da un articolo più critico, di Francesco Gesualdi (“Un boccone avvelenato”). Critici altri giuristi: Michele Ainis su Repubblica (“La fiera degli egoismi”) e Massimo Villone sul Manifesto (“Non solo questione di soldi, in ballo c’è molto di più”). Soppesa il giudizio un altro giurista, Francesco Clementi, sul Sole 24 ore (“L’aumento delle differenze e i contrappesi da prevedere”). Tra gli economisti sono critici Massimo Bordignon, su lavoce.info (“La posta in gioco con l’autonomia del Nord”), Gianfranco Viesti, il principale accusatore del regionalismo differenziato (“Lo spacca-Italia fa pagare al Sud la quota del fisco che resta al Nord”, Il Messaggero, e “Sono solo Zaia e soci a guadagnarci, e dopo non si torna indietro”, Il Fatto), e Adriano Giannola, presidente della Svimez (“Bloccare tutto o la secessione verrà fatta dal Sud d’Italia”, La Stampa). Quanto al Pd, Stefano Ceccanti e Luigi Marattin parlano di un grande equivoco (“Dieci punti sull’autonomia regionale”), Enrico Letta sembra assai critico (“E’ una secessione mascherata”, Quotidiano nazionale), alcuni presidenti di regione sono a favore: Sergio Chiamparino (“Io dico sì, il Nord non toglie risorse al Sud”, Il Sole 24 ore, e “Io favorevole ma nessuna regione può tenersi le tasse”, Repubblica), Stefano Bonaccini (“L’Emilia non minaccia l’unità del Paese”, Corriere della sera); altri meno: Enrico Rossi, “Si sfascia il paese per fondare staterelli egoisti”, Repubblica).

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30 Ottobre 2017
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LA SINISTRA NELLA STAGIONE DELLA NON POLITICA

30 Ottobre 2017

Pronti al dialogo su scuola e lavoro” dice Maurizio Martina sul Corriere della Sera, Replica per MDP Enrico Rossi su La Stampa: “Non vedo le condizioni per allearsi con Matteo”. Il senatore dem Massimo Mucchetti è ancora più duro: “Questo Pd è pericoloso, serve un nuovo segretario” (intervista a Il Fatto). Anche il politologo amico Mauro Calise appare scoraggiato e a Renzi consiglia di fare (meglio) il segretario ma non il premier: “Pd, il doppio volto di Matteo” (Mattino). E i giovani che dicono? Da un sondaggio Ilvo Diamanti scatta questa fotografia: “No a politica e religione, per i giovani è l’era delle passioni tiepide” (Repubblica). Ma non solo i giovani, dice Michele Ainis: “La stagione della non politica” (Repubblica). Su Pietro Grasso, sul quale forse punta la sinistra, quel castigamatti di Giuliano Ferrara spara a zero: “Cavour, Dillinger e l’opportunità percepita” (Il Foglio). Claudio Cerasa dice “Cosa significa la salita in cattedra di Mattarella” (Il Foglio). Marcello Sorgi indica “Il paradosso dell’alternativa a cinque stelle” (La Stampa). E Marco Damilano apre lo scenario del “Voto finale” (Espresso).

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30 Marzo 2017
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ANCORA SU BERSANI, I 5 STELLE E LE PRIMARIE DEL PD

30 Marzo 2017

Per Franco De Benedetti, sul Sole 24 Ore, impedire l’andata al governo dei 5 Stelle è la prima urgenza politica (“Il populismo di Grillo e il ruolo del Pd”). Stesso giudizio di Emanuele Macaluso, in replica alle aperture di Bersani: “Caro Pierluigi, i 5 Stelle sono una forza eversiva” (Il Dubbio). E Marcello Sorgi su La Stampa riferisce: “Grillo di nuovo bastona gli scissionisti”. Goffredo Buccini, “La rivoluzione dei 5 Stelle contro la conoscenza” (Corriere della Sera). Sulle PRIMARIE DEL PD: Alessandro Di Matteo su la Stampa scrive: “Pd, Renzi meglio che nel 2013. E sfonda nelle regioni rosse”. E Paolo Pombeni sul Sole 24 ore annota “Militanti Pd più renziani dei quadri. Ora il test gazebo”. Intervistato dal Manifesto Enrico Rossi dice: “Non saremo una ridotta”.

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23 Febbraio 2017
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RENZI IN CALIFORNIA, MENTRE IL PD ARRANCA

23 Febbraio 2017

Arturo Parisi è ottimista: “Il partito è vivo. Quelli che restano non pesano meno di chi se ne va” (intervista a Repubblica). Dal canto suo Enrico Rossi dice: “Pronto un nuovo partito” (intervista a La Stampa), mentre Michele Emiliano afferma: “Sfido Renzi, riunifico il Pd” (intervista al Corriere della sera). Stefano Folli nota come la linea di Renzi lasci molto perplessi  (“La grande illusione di inseguire Blair e Macron”). Guglielmo Epifani giustifica l’uscita dal Pd: “No al partito del capo, bisogna uscire in fretta. Ma è un arrivederci” (intervista al Corriere della Sera); sull’Unità Emanuele Macaluso replica a Epifani: “Epifani, la pelle del Pd e le conseguenze delle scissioni”. Critici con Renzi sia Luciano Violante (“Rottura senza un progetto, ma anche Matteo sbaglia”, intervista al Corriere) e Antonio Bassolino (“Il segretario poteva e doveva fare di più”, intervista al Messaggero). Severo il giudizio di Nerio Nesi nella lettera ad Augias: “Le radici della scissione”. (Repubblica). Intanto “Renzi in Usa: ‘Cerco idee antipopulisti’” (Paolo Mastrolilli su La Stampa); ma Federico Rampini rivela: “California, modello perduto” (Repubblica). Salvatore Vassallo sull’Unità replica alle critiche allo statuto del Pd: “Tutte le colpe dello Statuto”. Massimo Villone sul Manifesto descrive quelle che ritiene le (pessime) intenzioni di Renzi: “La scissione nell’urna secondo il copione di Renzi”. Il Foglio pubblica un colloquio di Luciano Capone con Francesco Giavazzi: “L’uomo che ha scisso il Pd”. Massimo Recalcati la vede così: “Quei dem sul lettino dello psicanalista” (Repubblica).

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28 Gennaio 2017
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IL “MEMENTO MORI” DI GENTILONI

28 Gennaio 2017

Su Repubblica sia Stefano Folli con due lucidi editoriali (ieri “Perché è difficile chiudere in anticipo la legislatura”, oggi “Giochi d’azzardo sull’Europa”) e Andrea Bonanni (“L’ultimo confine della pazienza”) criticano Renzi per il suo pressing per andare a votare e per l’uso populista del conflitto con la Commissione europea. Anche il Corriere è scettico (Francesco Verderami,La data del voto e il lungo pressing sul premier”), come lo è Ugo Magri su la Stampa (“Mercati, chiesa e stabilità: freni alla tentazione del voto”). Lorenzo Dellai all’Avvenire dice: “Voto a giugno? Un errore, serve responsabilità”. Luciano Violante dichiara alla Gazzetta del Mezzogiorno: “Con queste due leggi assurdo correre subito al voto“. Per Paolo Pombeni sul Sole “Senza una seria legge elettorale rischi di vincere la post realtà”. Quanto a Gentiloni, l’articolo di Carmelo Lopapa su Repubblica titola: “‘Non andrò conto Renzi’. Il premier sceglie il partito e si prepara alle elezioni”. In un’intervista a La Stampa il pd Enrico Rossi dice di Renzi: “Cerca la rivincita. E’ come un giocatore di poker disperato”. E in un’intervista a La Stampa Gianni Cuperlo dice: “Ora ci serve un ricambio” e sul manifesto Daniela Preziosi riferisce: “Tocci: la sfida a Renzi oggi si può vincere”. Romano Prodi ironizza: “Siamo messi male se io sono il messia. I giovani? Una delusione” (intervista al Corriere).

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6 Gennaio 2017
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ACCOGLIENZA E RIMPATRI. IL DIBATTITO

6 Gennaio 2017

Il ministro Minniti e il premier Gentiloni hanno spiegato che tipo di CIE hanno in mente (Fiorella Sarzanini, “Cento posti e vicino a un aeroporto. Così funzioneranno i CIE”, Corriere della Sera), ma restano forti i dubbi: p. Camillo Ripamonti, “Pensare di risolvere con CIE e rimpatri è un’illusione” (Huffington post); Enrico Rossi, “Abolire i CIE incluso il nome, insieme alla Bossi-Fini” (intervista al Manifesto); Giusi Nicolini, “Inutile riaprire quei Centri, alimentano odio e violenza” (intervista al Mattino); Luigi Manconi, “Minniti sbaglia, pensi alle falle dell’intelligence” (Manifesto). La testimonianza del direttore del Cuamm, Dante Carraro: “Sandrine, morte atroce. Lo Stato riprenda in mano la situazione” (intervista al Manifesto). Vladimiro Polchi spiega su Repubblica la difficoltà dei rimpatri: “Espulsioni, perché s’inceppa la macchina dei rimpatri”. Carmela Rozza, assessore a Milano, propone: “Rigore e lavori socialmente utili, un modello che funziona” (intervista all’Unità). Livia Turco riflette: “La via italiana alla convivenza” (Unità).

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