13 Gennaio 2017
by Giampiero Forcesi
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L’ORIZZONTE DI GENTILONI

13 Gennaio 2017

Franco Monaco, pur dicendosi lontano dai 5 Stelle, ritiene che il Pd debba orientarsi a un dialogo con loro (“M5S, la sfida che il Pd non sa cogliere”, Il Fatto). Marco Travaglio, sul Fatto, intervista a tutto campo Gustavo Zagrebelsky, che commenta la fase politica post referendum: “Il governo Gentiloni, una presa in giro per 20 milioni di italiani”. Sul suo blog Stefano Ceccanti pone due critiche a Zagrebelsky; dello stesso Ceccanti un commento alla decisione della Consulta sul referendum sull’art. 18: “Il rischio sventato” (Qn); mentre Maurizio Landini, intervistato dal Corriere, dice “Avanti contro il jobs act”. Stefano Folli dà un giudizio più positivo sull’attuale governo: “L’orizzonte di Gentiloni”. Massimo Franco racconta di “Un Pd diviso tra voto e durata dell’esecutivo” (Corriere). Il direttore dell’Unità Sergio Staino, intervistato da Repubblica, reagisce alla chiusura dell’Unità: “Renzi ci mette la faccia. Ma stavolta è sparito. Questo non è un leader”. Il sindaco di Bari e presidente dell’Anci, Antonio Decaro, intervistato dall’Avvenire sulle misure del governo per i profughi, dice: “Serve un’accoglienza equilibrata. I Cie? Sono ghetti da presidiare”.

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13 Gennaio 2017
by Giampiero Forcesi
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OBAMA, LEZIONE SUL CIVISMO. EUROPA, TIMORI PER IL FUTURO

13 Gennaio 2017

Una lezione sul civismo il discorso di commiato di Barack Obama (“Credete in voi. Io non mi fermerò”, Repubblica). Massimo Faggioli, “L’ultima preghiera laica e civile di Obama” (Huffington post). Bill Emmott su La Stampa mette in guardia l’Europa e giudica le elezioni in Francia decisive: “E sull’Unione incombe Marine Le Pen”. Sui pericoli in Europa scrive, sempre su La Stampa, Gian Enrico Rusconi analizzando “I nuovi ultrà dell’Unione”. Tony Blair offre la sua ricetta: “Così il ‘centro’ può battere i populismi” (Sole 24 ore). Ma Federico Fubini annota che “Il populismo ha vinto se a Davos temono di nominarlo” (Corriere della Sera). Su Repubblica Enrico Franceschini e altri fanno il punto su “Europa e la crisi della sinistra”. Jacques Le Goff esorta: “L’Europa protegga la laicità. La nostra civiltà in gioco” (intervista a Il Giorno). Sul Corriere, Angelo Panebianco teme “L’ombra di Putin sull’Europa”, e Franco Venturini punta su un’intesa Europa-Russia per fermare l’Isis e il suo terrorismo esportato in Europa: “La falce dell’Isis ha fretta”. Quanto all’immigrazione, Guido Viale sul Manifesto dice “Perché i migranti sono la soluzione alla nostra crisi” e, su Repubblica, il sindaco di Barcellona racconta la sua politica a Elisabetta Rosaspina: “Ada Colau, la sindaca ribelle che ai turisti preferisce i profughi”.

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12 Gennaio 2017
by Vittorio Sammarco
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IN CERCA DI CLASSE DIRIGENTE

12 Gennaio 2017

Lodevolmente, e inopinatamente, Il Fatto Quotidiano ha deciso di dedicare tempo e spazio del giornale a ragionare sulla nuova classe dirigente necessaria al Paese. Marco Travaglio lo ha spiegato due giorni fa in un editoriale (“AAA nuova classe dirigente cercasi”) e Stefano Feltri oggi avvia l’indagine: “Quando i politici hanno smesso di studiare al Mulino”. Intanto sul Foglio Davide Allegranti scrive: “Ferruccio De Bortoli ci spiega perché può diventare lo statista”. Il deputato Pd Alfredo Bazoli, sul Foglio, osserva: “A Renzi conviene prendersi il tempo di rilanciare mentre il governo lavora”. Marco Travaglio elenca “Le 8 piaghe di Renzi”. Sul blog mentepolitica.it Paolo Pombeni parla di “Una fase complicata”. A sinistra si discute il progetto Pisapia di nuovo centrosinistra: in un’intervista al Corriere Giuliano Pisapia dice: “Non sono la stampella di nessuno. Le primarie? Darò una mano”; Alfredo D’Attorre, di Sinistra italiana, dice a Il Dubbio: “Pisapia stampella di Renzi? Non ci credo”; Stefano Folli su Repubblica prova a fare il punto: “Pisapia e un percorso pieno di ostacoli. Renzi sulla strada dei progressisti”. Su Il Dubbio Emanuele Macaluso esorta: “Giuliano vai avanti”. Più a sinistra Pippo Civati, intervistato dal Manifesto, propone “Una Costituente delle idee”.

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12 Gennaio 2017
by Giampiero Forcesi
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“LA FINE DELLA CITTÀ?”

12 Gennaio 2017

La News dell’Istituto De Gasperi di Bologna offre due materiali interessanti: il Rapporto integrale 2016 di Demos & PI (l’istituto di ricerca fondato da Ilvo Diamanti) sull’atteggiamento degli italiani nei confronti della politica e delle istituzioni, e il primo capitolo del libro “La fine della città? Una riflessione a due voci sul futuro” (2011), dialogo tra Leonardo Benevolo e Francesco Erbani, in ricordo dell’illustre architetto scomparso pochi giorni fa.

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12 Gennaio 2017
by Giampiero Forcesi
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LA DIFESA DEL LAVORO E LE SCELTE DELLA CGIL

12 Gennaio 2017

Donatella Stasio riferisce “La decisione della Consulta” sui tre referendum chiesti dalla Cgil (Sole 24 ore), e commenta che quello sull’art. 18 è “Un No che segna uno spartiacque sui referendum”. Massimo Villone sul Manifesto critica non tanto la decisione quanto la segretezza sulle ragioni pro e contro in seno alla Consulta (“Basta sussurri. I giudici decidano a carte scoperte”). Sul Manifesto Norma Rangeri dice che la sinistra ora deve battersi per i due referendum (“Il primo colpo della battaglia elettorale”) e Antonio Sciotto riferisce che “La Cgil lancia la campagna per i due Sì, e sull’art. 18 si appella alla Corte Ue”. Luigi Zanda, intervistato dall’Avvenire, dice però che “La Cgil sbaglia, così mina la democrazia”. Commenta Alberto Orioli sul Sole: “Ora si guardi al tema produttività”. Aveva scritto due giorni fa Carlo Dell’Aringa sul Sole: “Referendum sul lavoro. Ritorno al passato da evitare“. Giuseppe Berta sul Secolo XIX sconsiglia la Camusso dall’insistere sull’art. 18 (“La via maestra per un ruolo effettivo del sindacato”). Savino Pezzotta, su il Dubbio, offre una riflessione amara sul tema lavoro (“Il Jobs act è nato male”). In un’ampia intervista a Repubblica Tito Boeri dice tra l’altro che bisogna “Cambiare i voucher,  ma non abolirli”.

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12 Gennaio 2017
by Giampiero Forcesi
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IL M5S E L’AMBIGUITÀ IN POLITICA

12 Gennaio 2017

Maurizio Ferrera, “L’ambiguità dei 5 stelle rischia di diventare cronica” (Corriere della Sera). Giovanni Orsina, “Il prezzo dell’ambiguità politica” (La Stampa). Ezio Mauro, “Grillo, la setta dell’altrove” (Repubblica). Paolo Pombeni, “La ‘libertà’ di non avere un vero programma” (Sole 24 ore). Adriano Sofri, “La divisione politica che le fesserie del M5S producono a sinistra” (Foglio).  Sul piano locale un’intervista, che offre qualche speranza, del nuovo assessore all’ambiente nella giunta romana, Giuseppina Montanari: “Troverò tranelli, ma sui rifiuti cambio tutto” (Il Fatto).

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10 Gennaio 2017
by Giampiero Forcesi
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SUL FUTURO DI RENZI E DEL PD. SULLA LEGGE ELETTORALE

10 Gennaio 2017

Su Repubblica Goffredo De Marchis ipotizza: “Renzi cambia squadra. Nuova ricetta per il Pd: giovani e intellettuali”; Matteo Pucciarelli guarda alla sinistra del Pd e scrive: “Pisapia lancia Boldrini”. Michele Salvati, sul mulino online, ripubblica l’articolo, già uscito sul Corriere, in cui esortava, “a questo punto, a rassegnarsi a una coalizione riformista contro i populismi” (“Meglio meno, ma meglio”), e vi aggiunge il link al duro commento di Mauro Barberis sul Fatto online (“Ecco gli ultimi giapponesi del renzismo”), e il commento pur critico ma utile alla discussione di Massimo Mucchetti sull’Huffington post (“All’apprendista stregone servono chierici vaganti”). Quanto alla legge elettorale, su Adista Marcello Vigli, storico esponente delle comunità cristiane di base, propone il proporzionale (“Quale legge elettorale?”); Stefano Ceccanti scrive invece: “Mattarellum o premio, se no sarà un caos”.

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10 Gennaio 2017
by Giampiero Forcesi
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IL PESO DEI REFERENDUM SUL LAVORO

10 Gennaio 2017

Sui referendum sul lavoro e sul parere prossimo della Consulta: Luigi Ferrajoli sul Manifesto è apodittico (“Tre referendum sul fondamento costituzionale della Repubblica”); sul Sole 24 ore Donatella Stasio fa il punto storico-giuridico (“Referendum lavoro, il peso dei precedenti”) e Pietro Ichino scrive: “Sui licenziamenti quesito inammissibile”. Per Oscar Giannino “Sul verdetto sull’articolo 18 si gioca la legislatura” (Messaggero). Sergio Staino giorni fa aveva criticato sull’Unità la Cgil (“Se Camusso dimentica la nostra storia”); oggi Emanuele Macaluso scrive sull’Unità “Il ruolo del sindacato” e Sergio Staino torna sul tema (“Tira una brutta aria, con il cuore possiamo cambiarla”). Giovanni Bianconi sospetta “Il tifo di Renzi per il Sì della Consulta” (Corriere della Sera), perché così sarebbe più forte la spinta ad andare a votare a giugno e così rinviare il referendum. …Ma Claudio Cerasa sul Foglio consiglia a Renzi di prendere tempo: “Buone ragioni per non votare subito”.

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8 Gennaio 2017
by Giampiero Forcesi
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ITALIA. FOTOGRAFIA DEL DISAGIO E ATTESE DI FUTURO

8 Gennaio 2017

Un sondaggio SWG-Messaggero rivela preoccupazioni, attese e contraddizioni degli italiani: Mario Ajello, “Che 2017 sarà”; Enzo Risso, “La crisi della rappresentanza”. Nell’indagine Demos-Repubblica emergono dati simili: Ilvo Diamanti, “Gli italiani e lo Stato”; Stefano Folli, “La ricerca continua di un padre ideale”; Fabio Bordignon, “Vuole le riforme anche chi votò No al referendum”. Sull’inserto La lettura del Corriere ci si interroga sulle possibilità di un futuro diversi nei vari campi; Maurizio Ferrera risponde per la politica, analizzando le utopie del Novecento e le derive tecnocratiche, e parlando di un’utopia gentile che dovrebbe essere perseguita: l’integrazione europea (“E’ possibile oggi”). Aldo Carra sul Manifesto parla delle speranze della sinistra-sinistra: “Un anno difficile a sinistra. E che serva di transizione”. Gian Maria Gros-Pietro, su La Stampa, invita a “Battere il disagio con la qualità dei beni pubblici”. Alberto Quadrio Curzio, sul Sole 24 ore, dice della “Equazione impossibile tra debito e crescita”. Giuseppe Berta, sul Mattino, teme il ritorno al protezionismo: “Da Trump a Melfi, il neoprotezionismo che minaccia il Sud”. Michele Ainis torna sul tema del burocratismo: “Comma” (Repubblica). Riccardo Petrella, sul Manifesto, lancia un manifesto 2017 per la dignità universale: “In piedi esseri umani, la povertà è un furto”.

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