29 Dicembre 2017
by Giampiero Forcesi
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“LA SOCIETÀ INTOSSICATA”

29 Dicembre 2017

Va letto, per il buon senso che lo pervade e per i pericoli che sottolinea, l’articolo di Massimo Ammanniti su Repubblica: “La società intossicata”. Anche da Ammanniti viene un elogio a Paolo Gentiloni, di cui scrive Fabio Martini su La Stampa (forse un po’ esagerando): “Il premier si smarca da Renzi e sottolinea tutte le differenze”. Ne scrivono anche Lina Palmerini sul Sole 24 ore: “La campagna del premier in sintonia col Colle”, e Alessandro Campi sul Messaggero: “La legislatura che ha cambiato le leadership”. Di qualche interesse l’intervista a Massimo D’Alema fatta dal direttore della Gazzetta del Mezzogiorno, in cui D’Alema racconta di aver aperto la campagna elettorale in una parrocchia pugliese, invitato da un gruppo cattolico (“Il Manifesto di d’Alema. ‘Il Salento va rispettato’”). Su Il Dubbio un’intervista di Alfredo D’Attorre (Liberi e uguali): “I 5 stelle sono come il Pd: guardano a destra”. Sul Sole 24 ore Francesco Clementi spiega quale è “Il raggio d’azione del Governo” dopo lo scioglimento delle Camere.

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7 Novembre 2017
by Giampiero Forcesi
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SICILIA. COMMENTI AL VOTO

7 Novembre 2017

Sui risultati del voto in Sicilia (qui i dati elaborati dal CISE della Luiss) alcuni commenti: quelli inviati agli amici da Stefano Ceccanti (Pensierino sui commenti, e Note sugli aspetti istituzionali); quello del blog del dem Dario Parrini (“Dalle elezioni in Sicilia arrivano tre conferme”); la e-news di Matteo Renzi; due interviste di Arturo Parisi (“Leadership di Renzi senza alternative”, all’Avvenire; “Matteo non può candidarsi a premier”, al Mattino); Dario Franceschini, “No a rese dei conti. Creiamo un’alleanza” (intervista al Corriere della sera); Luigi Zanda, “Matteo, pensaci: due ruoli ora sono troppi” (intervista a Repubblica); Alfredo D’Attorre, “Renzi ascolti il Paese e faccia un passo indietro” (intervista al Manifesto); Mauro Calise, “La democrazia nel buco nero del non voto” (Mattino); Alessandro Campi,La sfida è a due. Si allontanano le larghe intese” (Messaggero); Giovanni Orsina, “L’alchimia che ha deciso la sfida” (la Stampa); Lina Palmerini, “Il debole argine populista tra sinistra divisa e Berlusconi alleato dei sovranisti”; Ezio Mauro, “La sinistra che non c’è” (Repubblica); Antonio Polito, “Il tramonto di un progetto” (Corriere della sera); Stefano Folli, “Il voto utile e quello disperato” (Repubblica); Massimo Franco, “Il vicolo cieco di un partito alla ricerca di capri espiatori” (Corriere); Marco Tarquinio, “Quello che non torna” (Avvenire); Norma Rangeri, “Le dimissioni di un uomo solo allo sbando” (Manifesto); Claudio Cerasa, “La nuova percezione di Berlusconi. Storia di una rivoluzione” (Foglio).

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12 Gennaio 2017
by Vittorio Sammarco
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IN CERCA DI CLASSE DIRIGENTE

12 Gennaio 2017

Lodevolmente, e inopinatamente, Il Fatto Quotidiano ha deciso di dedicare tempo e spazio del giornale a ragionare sulla nuova classe dirigente necessaria al Paese. Marco Travaglio lo ha spiegato due giorni fa in un editoriale (“AAA nuova classe dirigente cercasi”) e Stefano Feltri oggi avvia l’indagine: “Quando i politici hanno smesso di studiare al Mulino”. Intanto sul Foglio Davide Allegranti scrive: “Ferruccio De Bortoli ci spiega perché può diventare lo statista”. Il deputato Pd Alfredo Bazoli, sul Foglio, osserva: “A Renzi conviene prendersi il tempo di rilanciare mentre il governo lavora”. Marco Travaglio elenca “Le 8 piaghe di Renzi”. Sul blog mentepolitica.it Paolo Pombeni parla di “Una fase complicata”. A sinistra si discute il progetto Pisapia di nuovo centrosinistra: in un’intervista al Corriere Giuliano Pisapia dice: “Non sono la stampella di nessuno. Le primarie? Darò una mano”; Alfredo D’Attorre, di Sinistra italiana, dice a Il Dubbio: “Pisapia stampella di Renzi? Non ci credo”; Stefano Folli su Repubblica prova a fare il punto: “Pisapia e un percorso pieno di ostacoli. Renzi sulla strada dei progressisti”. Su Il Dubbio Emanuele Macaluso esorta: “Giuliano vai avanti”. Più a sinistra Pippo Civati, intervistato dal Manifesto, propone “Una Costituente delle idee”.

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18 Ottobre 2015
by Giampiero Forcesi
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FRANCO MONACO: È DAVVERO ORA DI DIVIDERSI DA RENZI. PERCHÉ BERSANI NON LO CAPISCE?

18 Ottobre 2015

Sul Manifesto di oggi 18 ottobre Franco Monaco, deputato Pd, pubblica un severo articolo nel quale torna, rafforzandola, su una proposta, una prospettiva, che aveva già più volte indicato nei mesi scorsi: che la minoranza del Pd uscisse dal partito, vista la troppo forte inconciliabilità di posizioni con Matteo Renzi. Ora la ripropone, motivandola anche con la legge di stabilità appena approvata, e manifesta sorpresa verso il rifiuto di Bersani a uscire dal Pd. E fa tre ipotesi sulle ragioni del suo rifiuto (“Bersani sbaglia, meglio separarsi prima di essere indifendibili”). Ieri, all’indomani dell’approvazione della manovra di bilancio, in un’intervista al Corriere, Alfredo D’Attorre, deputato bersaniano, annunciava la propria decisione di lasciare il Pd (“L’addio di D’Attorre: questa legge non la voto”). Sul Manifesto di oggi c’è anche un editoriale di Alberto Burgio, che porta le critiche a Renzi e al suo “sovversivismo antidemocratico” a un livello ulteriore, rivolgendole anche ai pezzi di società civile e politica che in qualche modo sono “complici” di Renzi e persino  alle sue vittime, con un azzardato paragone con le tesi di Primo Levi (“Lo scandalo degli oppressi che collaborano con Renzi”).

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1 Dicembre 2014
by c3dem_admin
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IL PD, IL GOVERNO E LA LEGGE ELETTORALE

1 Dicembre 2014

Matteo Renzi, “Prima l’Italicum, poi il Colle” (intervista a Repubblica”). Elisa Calessi, “I due piani di Renzi per evitare Prodi al Colle” (Il Giornale). Marco Damilano, “Renzi, corsa ad ostacoli” (Espresso). Gianni Cuperlo, “Questo non è il Pd che abbiamo pensato” (Corriere della Sera); Paolo Flores D’Arcais, “Matteo peggio di Silvio, è più bravo” (La Stampa); Alfredo d’Attorre, “Le sue leggi? Scritte per la grande impresa” (Il Fatto); Stefano Fassina, “L’Italicum non va. Renzi, così perdiamo i nostri” (Manifesto). Michele Prospero, “Appassisce il mito del renzismo” (Manifesto). Alessandro Giuli, “Non è il mio tipo. L’opposizione estetica a Matteo Renzi” (Il Foglio). LEGGE ELETTORALE: R. D’Alimonte, C. Fusaro, “Il premio solo alla Camera? Si può fare” (Sole 24 Ore); e ancora Roberto d’Alimonte, “L’astensionismo alle regionali, un monito a chi ostacola le riforme” (Sole 24 ore). Replica Massimo Luciani, “Il sistema di voto funziona se legittimo” (Sole 24Ore).

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