8 Luglio 2016
by Vittorio Sammarco
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RAPPORTO INPS 2016. I CHIAROSCURI DELLA SOCIETA ITALIANA

8 Luglio 2016

E’ uscito il Rapporto annuale Inps 2016. Ne scrivono, su lavoce.info, Chiara Saraceno  (“Selfie in chiaroscuro della società italiana”), Maria de Paola (“Crescita del Sud. Una rondine non fa primavera”), Simone Ferro (“Mercato del lavoro, bilancio di un anno”). Su La Stampa scrive Linda Laura Sabbadini: “Rapporto Inps. Cade un pregiudizio: gli stranieri non tolgono il lavoro agli italiani”. Sul Corriere della Sera Maurizio Ferrera: “Quale welfare sostiene davvero i più bisognosi?”. Qui il testo integrale del Rapporto.

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7 Luglio 2016
by Vittorio Sammarco
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NELL’IPOTESI CHE VINCA IL NO

7 Luglio 2016

All’intervista di Massimo D’Alema alla Stampa di mercoledì (“Se Renzi perde, possibili altri governi senza di lui”) replica Mauro Calise sul Mattino (“L’antico vizio di cucinare il governo”). Intanto, “La controriforma di D’Alema fa discutere i costituzionalisti” (Alessandro Di Matteo, La Stampa). Paolo Pombeni valuta “Tutte le incognite sottese a un’improbabile crisi di governo” (Sole 24 Ore). Marzio Breda spiega: “Il Colle e l’ipotesi che vinca il No” (Corriere della Sera). Francesco Bei riferisce “La svolta di Renzi: ‘Perdo? Resterò segretario’” (La Stampa). Claudio Cerasa critica Renzi: “Il modo sbagliato di andare al referendum” (Foglio). Uno studio di C. Vezzoni e P. Segatti su ilmulino online: “Il referendum costituzionale tra personalizzazione e antipolitica”. Nando Pagnoncelli avverte: “I 13 punti in più dei 5Stelle sul Pd al secondo turno dell’Italicum” (Corriere della Sera). Luigi Zanda, intervistato dal Sole 24 Ore: “L’Italicum può cambiare, ma partiti divisi”.  “Piero Ignazi critica “Il mantra della governabilità” (Repubblica).

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5 Luglio 2016
by Vittorio Sammarco
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DIRITTI INDIVIDUALI E MERCATO NON BASTANO

5 Luglio 2016

Diritti individuali e mercato sono indispensabili a una democrazia, ma non bastano; servono valori condivisi, senso civico, memorie, e corpi intermedi, cioè la politica e delle elite legittimate: così Giovanni Orsina su La Stampa(“Il girotondo delle democrazie”). Ancora una riflessione su come intendere la democrazia in casi come il referendum sulla Brexit: Antonio Polito, “La roulette russa nelle democrazie” (Corriere della Sera). Piero Ignazi, in un’intervista all’Unità, dice: “Il nodo è ancora la distanza tra i cittadini e il potere”. Sempre sull’Unità Pietro Reichlin discute e critica alcune tesi di T. Piketty: “Piketty, la sinistra, l’uguaglianza”. Ora anche l’Economist riconosce che le grandi infrastrutture della vita collettiva devono essere sottratte al mercato: lo scrive Giuseppe Berta in “Brexit e i limiti della globalizzazione” (Mattino). Natalino Irti riflette sull’antipolitica (che è sempre, in realtà, una politica) e scrive sul Corriere un articolo intitolato “L’antipolitica come visione alternativa della società”. Stefano Fassina sul Manifesto riflette sulla costruzione di un polo di sinistra e spiega perché “Per tornare in campo rottamare Renzi non basta”. Alle idee del ministro tedesco Wolfgang Schauble espresse due giorni fa (“Che cosa fare ora”, intervista al Corriere) e la replica del governo italiano scrive Marco Valerio Lo Prete: “L’Europa secondo Palazzo Chigi e secondo Schauble” (Foglio).

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5 Luglio 2016
by Vittorio Sammarco
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IL PD E LA SINDROME DI GIANO BIFRONTE

5 Luglio 2016

Goffredo De Marchis racconta la Direzione Pd: “L’allarme del segretario: l’obiettivo di alcuni è cacciarmi da Palazzo Chigi” (Repubblica). Il discorso di Matteo Renzi in Direzione: “Io difendo la dignità del Pd” (Unità). Commenti: Stefano Folli, “La sindrome di Giano bifronte” (Repubblica); Andrea Colombo, “Renzi non cambia direzione” (Manifesto); Lina Palmerini,Il messaggio che il Pd manda al Paese” (Sole 24 ore); Massimo Adinolfi,Matteo e l’impresa dell’aria nuova” (Mattino). Aveva scritto ieri Claudio Cerasa: “Serve uno sveglia-Renzi” (Foglio), e, però, l’Unità informa che “Oltre il 70% degli elettori dem sta con Renzi“. Scrive Giuliano Ferrara: “Guicciardini recensore di Renzi” (Foglio).

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3 Luglio 2016
by Vittorio Sammarco
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TERRORISMO, NAZIONALISMI E RISCATTO DELL’EUROPA

3 Luglio 2016

TERRORISMO: Il ritorno agli interessi nazionali, dice Biagio De Giovanni, è il vero punto debole della guerra al terrorismo (“Ma il disordine globale indebolisce la risposta”, Mattino). Roberto Tottoli racconta “L’estremismo identitario che invade l’Est” (Corriere della Sera). Fiorenza Sarzanini, “Un Paese più fragile. Renzi manda gli 007. La nuova strategia” (Corriere della sera). BREXIT-EUROPA: Andrea Manzella  indica l’urgenza di un piano europeo per il Sud per ridare senso e unità all’Unione europea (“Un’Europa per i giovani”, Repubblica). Maurizio Ferrera indica “I fossati culturali in Europa stanno diventando pericolosi” (Corriere della sera). Massimo Franco riferisce: “Il Vaticano teme l’effetto Brexit nell’Europa orientale” (Corriere della Sera). Bruno Forte, “Il senso profondo della Patria Europa” (Sole 24 ore). Lorenzo Bini Smaghi difende la Ue: “La demagogia anti Bruxelles come arma di politica interna” (Corriere della Sera). Angelo Bolaffi teme per l’Europa:  “L’Austria e la trappola per la Ue” (Repubblica). Un’intervista di Thomas Piketty su Repubblica: “Il capitalismo ha bisogno di regole per tornare a servizio della collettività”.

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3 Luglio 2016
by Vittorio Sammarco
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LE ELITE, IL POPOLO E I SINDACI NEOBORGHESI

3 Luglio 2016

Roberto D’Alimonte sul Sole 24 Ore torna dire: “Premio alla coalizione: leva politica per far saltare la coerenza dell’Italicum”; e Gianfranco Pasquino sul Fatto polemizza con lui: “L’Italicum e i cavoli a merenda”. Dario Di Vico sul Corriere della Sera riflette sull’opzione di Confindustria per il sì al referendum: “Quando a dare l’allarme sono proprio le elite”. Contro le elite scrive invece Nadia Urbinati su Repubblica (a proposito dei commenti al Brexit): “Gli intellettuali contro la democrazia”. Giuseppe De Rita interpreta con ottimismo la vittoria di molti grillini alle elezioni amministrative: “La sfida alle corporazioni dei sindaci neoborghesi” (Corriere della Sera); più cauto Paolo Macry, sempre sul Corriere: “Gli elettori senza patria, volto nuovo della politica“. Sull’Unità un’intervista a Andrea Riccardi: “Fase difficile per Roma. L’incontro con il papa? Non è un’incoronazione”.

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2 Luglio 2016
by Vittorio Sammarco
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RENZI CAMBIA STRATEGIA?

2 Luglio 2016

Dopo l’avviso di Ilvo Diamanti (“I 5 Stelle sorpassano il Pd, Di Maio più popolare di Renzi”), Fabio Martini su La Stampa analizza, positivamente, i primi segni di cambiamento nella strategia di Renzi, che ora appare più attento ai concreti bisogni popolari: “Se Matteo rincorre i populisti”. Lo stesso fa Lina Palmerini sul Sole 24 ore: “Renzi e la nuova pelle del ceto medio”. Ne scrive anche Mauro Calise sul Mattino: “Il cambiamento di strategia”. E in un’intervista a La Stampa Piero Fassino dice: “Lascio una Torino in piedi, il populismo si batte con nuove idee”. E sull’Avvenire Leonardo Becchetti vede con favore l’evoluzione dei 5 Stelle e scrive: “Benedetta concorrenza”. Ma il dibattito resta vivo su referendum e legge elettorale: Massimo Adinolfi, “Italicum, perché Renzi non lo cambierà” (Mattino); Roberto D’Alimonte, “Perché il collegio uninominale non assicura la governabilità” (Sole 24 ore); Graziano Del Rio, “Il sistema di voto è ottimo. Per chi vuole cambiarlo sarà difficile avere i numeri” (intervista a Repubblica); Stefano Folli, “Le trappole nascoste nel tiro alla fune sull’Italicum” (Repubblica); Michele Ainis, “Il rischio monopolare” (Repubblica); Massimo Villone, “Premio di coalizione: solo un lifting” (Manifesto); Enrico Letta, “Non aspettiamo che la casa bruci” (intervista all’Espresso); Stefano Ceccanti, “Cambiare la seconda parte per renderla coerente con la prima” (benecomune.net); Silvia Truzzi su G. Zagrebelsky, “Costituzione, ecco perché bisogna salvarla” (Il Fatto). Sull’ipotesi di ri-alleanza Renzi-FI scrivono Claudio Cerasa (“Un’estate al Nazareno, oh oh!”, Foglio) e Marcello Sorgi (“Nazareno-bis, idea utile ma impossibile”, La Stampa). E Nino Bartoloni Meli sul Messaggero racconta le ipotesi del dopo-Renzi: “Caos dem, Franceschini e Orlando in movimento”.

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30 Giugno 2016
by Vittorio Sammarco
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LA RIFORMA? UN BITORZOLO

30 Giugno 2016

Il Renzi-pensiero nella sua ultima e-news del 29 giugno. In un’intervista al Fatto Paolo Prodi dà un giudizio sferzante: “La riforma è un bitorzolo che cresce sulla Costituzione”. Carlo Bertini riferisce: “Italicum, forse torna il premio di coalizione” (La Stampa). Anche Paolo Pombeni sul Sole racconta “Il pressing su premio di coalizione e quorum”, ma si mostra scettico. Stefano Ceccanti ribadisce: “Cambiare sarebbe suicida, darebbe ai grillini la patente di vincenti” (intervista a La Stampa). Il grillino Luigi Di Maio, in un’intervista a Il Giornale, dice: “Tante affinità tra noi grillini e gli elettori di centrodestra”. Marco Travaglio, a chi discute se cambiare l’Italicum, dice “Pagliacci” (Foglio). E a Travaglio è dedicato un articolo di Ceccanti sull’Unità: “Travaglio e le regole del caos per difendere l’instabilità”. In un editoriale su La Stampa Marcello Sorgi scrive: “Manca del tutto uno sfidante del premier interno al Pd”.

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30 Giugno 2016
by Vittorio Sammarco
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BREXIT, DEMOCRAZIA, FUTURO DELL’UNIONE EUROPEA

30 Giugno 2016

Alessandro Rosina, sul mulino online, riflette sulla “grottesca rappresentazione” della democrazia che si è avuta col voto britannico e sulla nuova questione posta da società a forte invecchiamento chiamate a votare su scelte che riguardano soprattutto il futuro delle nuove generazioni (“Brexit, un voto contro le giovani generazioni”). Alberto Quadrio Curzio sul Sole 24 Ore discute anch’egli sul paradosso del voto britannico e indica le cose da fare: “Se decide lo 0,12% dei cittadini europei”. Sempre sul Sole 24 Ore un’efficace analisi  della Brexit, e delle bugie del leave, è data da Chris Pattern, ora rettore dell’università di Oxford: “Tragedia britannica in atto unico”. Sul Corriere della Sera, invece, Ernesto Galli Della Loggia riprende la polemica con le elite troppo lontane dall’opinione pubblica (“Il solco profondo sull’Europa tra le elite e il mondo reale”). Roberto Esposito su Repubblica propone un rilancio della Ue sulle fondamenta culturali della latinità e del germanesimo (“L’anima dell’Europa dopo Brexit”). L’economista Jeffrey Sachs, sul Sole, propone un rilancio europeo sul fronte dei divari mondiali tra povertà e ricchezza (“Per ripartire la Ue punti sulla cooperazione globale”). Gianni Ferrara, sul Manifesto, dice che il problema primo, per la Ue, è diventare più democratica (“Il deficit della Ue è la democrazia”).

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29 Giugno 2016
by Vittorio Sammarco
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LA LEZIONE DELLA BREXIT. INTERPRETAZIONI

29 Giugno 2016

Per Elisabetta Gualmini e Salvatore Vassallo “La lezione della Brexit” è soprattutto che la crisi economica , l’inadeguatezza delle istituzioni a fronteggiarne gli effetti più negativi e la tendenza dei media a cavalcare le leggende antiestablishment favoriscono il malcontento, che è fatto anche di ignoranza e di pregiudizio (Unità). Marco Revelli legge diversamente “La lezione di Torino” (Manifesto) e critica proprio l’establishment sabaudo. Così anche Rita Di Leo, sempre sul Manifesto: “Nelle democrazie consolidate ‘il popolo’ e cioè i disoccupati, i precari, le periferie hanno usato il loro voto per vendicarsi” per non aver avuto politici all’altezza dei loro bisogni sotto scacco (“La vendetta degli sconfitti”). Per Barbara Spinelli, sul Fatto, il risultato del referendum britannico è la vendetta della realtà sulle astrazioni e i calcoli errati dei burocrati comunitari (“I leader di paglia dell’Unione: così sono falliti i sogni”). Sul Corriere della Sera Sabino Cassese si limita a dire che ora i governi devono smettere di voler tenere al guinzaglio l’Unione europea (“L’esito della Brexit è una lezione per l’Italia”). Per Stefano Folli, su Repubblica, c’è anche un’altra lezione, questa per Renzi: “L’azzardo di Cameron che palazzo Chigi non può permettersi”.

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