28 Luglio 2016
by Vittorio Sammarco
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DOPO LA MORTE DI PADRE HAMEL. IL MONDO E’ IN GUERRA, MA NON PER LA RELIGIONE

28 Luglio 2016

Alcuni tra i molti articoli degli ultimi due giorni, dopo l’assassinio di padre Hamel (e prima e dopo le parole di papa Francesco sull’aereo per la Polonia): Andrea Tornielli, “Il papa: il mondo è in guerra, ma la religione non c’entra” e “Il muro di Francesco di fronte ai cattolici che invocano lo scontro di civiltà” (La Stampa). Antonio Spadaro sj. “Ora dialoghiamo con i musulmani per non fare il gioco dei terroristi” (intervista al Messaggero). Il vescovo di Rouen, Dominique Lebrun, “E’ giusto avere paura, ma le risposte da dare sono dialogo e preghiera non chiese militarizzate” e l’imam di Saint Etienne, Mohamed Karabila, “Così i nuovi barbari vogliono dividerci” (Repubblica). Card. Jean-Louis Tauran, “Il sangue si può fermare con il coraggio del dialogo” (intervista a Repubblica). Mario Calabresi, “Oscurare l’orrore”. Alberto Melloni, “Il cuore cristiano dell’Europa obiettivo della jihad” (Repubblica). Massimo Franco, “Un papa aperto che naviga contro corrente” (Corriere della Sera). Massimo Introvigne, “Se Francesco separa la fede dalla spada” (Messaggero). Alessandro Rosina, “Disinnescare le bombe” (editoriale di Avvenire). Andrea Riccardi, “La messa non è finita” (Avvenire). Emma Fattorini, “Questa è guerra alle religioni” (Unità). Lucetta Scaraffia, “La trappola della guerra di religione” (Mattino). Stefano Stefanini, “Se la fede diventa pragmatica” (La Stampa). Sebastiano Maffettone, “Non cadere nella trappola del conflitto” (Messaggero). Bruno Forte, “Serve un sussulto di passione morale contro la barbarie” (Sole 24 ore). Card. Angelo Bagnasco, “L’Europa non deve vergognarsi di essere cristiana” (intervista al Corriere della Sera). Matteo Matzuzzi, “Un papa immobile di fronte al jihad” e Claudio Cerasa, “Il genocidio cristiano arriva in Europa” (Il Foglio).

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27 Luglio 2016
by Vittorio Sammarco
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LA GERMANIA IN CONFLITTO TRA IDENTITÀ E CITTADINANZA

27 Luglio 2016

Angelo Bolaffi su Repubblica indica il travaglio in cui si dibatte la Germania: “Germania fra identità e cittadinanza”. In un’intervista all’Unità Gian Enrico Rusconi definisce “Devastante l’impatto su Berlino e sull’idea di uguaglianza” dei fatti di violenza avvenuti nelle ultime settimane. Carlo Bastasin, sul Sole 24 Ore, coglie lo sforzo della Merkel di far fronte alla paura dei tedeschi: “Se Angela sceglie l’empatia e non l’odio”. Federico Fubini intervista il capo del PPE, Manfred Weber: “I profughi sono vittime, ma vanno controllati” (Corriere della Sera). Paolo Pombeni, in un’intervista a QN, sottolinea un altro aspetto e dice: “Berlino reagirà, pronta a rafforzare l’impegno militare contro l’Isis”.

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26 Luglio 2016
by Giampiero Forcesi
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L’EUROPA DELLA PAURA E DELLA SFIDUCIA

26 Luglio 2016

“Tenere insieme una democrazia capace di parlare solo di diritti in un contesto economico di bassa crescita e in un quadro internazionale disordinato e carico di violenza è il problema che abbiamo davanti”: così Mauro Magatti sul Corriere della Sera (“Le sfide dopo la fine del neoliberismo”). Sempre sul Corriere Ernesto Galli Della Loggia parla della difficoltà psicologia di credere nel futuro, oggi in Europa, anche a causa della delegittimazione, operata da elite “superficialmente progressiste”, di fattori quali “l’impiego della forza, la dimensione dello Stato, e il Cristianesimo”, che ha provocato “un vuoto sociale e culturale enorme” (“Noi europei e la paura del declino”). Zygmunt Bauman, in un’intervista allo stesso giornale, dice che le radici dell’insicurezza sono molto profonde e evidenzia che si vive ormai in una situazione cosmopolita senza però averne una consapevolezza adeguata (“Alle radici dell’insicurezza”). Su Repubblica di ieri Ilvo Diamanti aveva scritto che viviamo “tempi feroci” (“La banalità del terrore”) e oggi Marc Lazar sullo stesso giornale analizza il populismo montante e scrive che “siamo in attesa di risposte forti per dare più sicurezza agli europei senza rimettere in discussioni i nostri valori”, di “un nuovo orientamento della politica europea”, ma il timore è che i nostri dirigenti attuali non siano all’altezza, e che dunque debba muoversi la società civile (“L’Europa ritrovi il suo coraggio”). Sul Corriere della Sera Antonio Polito ammonisce che “I populisti vanno presi sul serio”.  Sul Secolo XIX Franco Cardini invita a reagire alla paura e scrive che “L’epoca della paura spinge a recuperare l’antico rapporto con la vita”. Andrea Bonanni, ancora su Repubblica, scrive che i comportamenti di fiducia, di cooperazione e di solidarietà che sono stati alla base dell’Unione europea non sono un lusso a cui poter rinunciare oggi di fronte alle difficoltà e alla paura: sono le strutture portanti su cui basare la nostra esistenza (“L’Europa e il prezzo della sfiducia reciproca”).

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24 Luglio 2016
by Vittorio Sammarco
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DOPO MONACO. E  KABUL

24 Luglio 2016

Alessandro Perissinotto, “La lucida follia che colpisce senza movente” (Il Mattino). Marco Zatterin, “Gioventù violenta come in America” (La Stampa). Marco Buscetta, “L’esercito dei perdenti radicali” (Manifesto). Carlo Bastasin,Merkel rassicura senza alzare i toni” (Sole 24 Ore). Ieri avevano detto: Angelo Bolaffi, “Nazismo e immigrazione rendono la Germania una polveriera” (intervista al Mattino); Giovanni Di Lorenzo, “Il Paese rischia il panico” (intervista al Corriere della Sera); Gian Enrico Rusconi, “In un anno la Merkel dai profughi alla paura” (intervista al Fatto). Alberto Stabile, “Strage di sciiti a Kabul” (Repubblica).

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24 Luglio 2016
by Giampiero Forcesi
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MATTEO RENZI: “COSÌ RIFAREMO L’UNIONE”. PRODI E LA BREXIT, TRUMP, LA CRISI GLOBALE, LA SOVRANITA’

24 Luglio 2016

EUROPA – Matteo Renzi, “Così rifaremo l’Unione” (Unità). Lina Palmerini, “Dopo gli attentati torna il dilemma nel Pd tra paura e valori di sinistra” (Sole 24 Ore). Gianni Toniolo, “Il rischio globale e il dilemma Italia” (Sole 24 Ore). BREXIT – Romano Prodi, “Il lungo addio degli inglesi giova soltanto alla Germania” (Messaggero). STATI UNITI – Maurizio Molinari,Usa, cambia il rapporto con il potere” (La Stampa). Timothy Garton Ash, “Il ‘progetto rabbia’ di Trump che spacca l’America” (Repubblica). MONDO – Biagio De Giovanni, “La crisi del mondo globale” (Il Mattino). SOVRANITA’ – Eugenio Scalfari, “Il Califfo e il fulmine di Zeus sul popolo sovrano” (Repubblica). Natalino Irti, “Antipolitica e tecnocrazia” (Corriere della Sera). Arjan Appadurai, “Il risveglio degli stati nazionali (ma l’Occidente non è in declino)” (intervista su ‘Lettura’ del Corriere).

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24 Luglio 2016
by Vittorio Sammarco
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FRANCO MONACO: “CARO NAPOLITANO LASCIA STARE LEOPOLDO ELIA”

24 Luglio 2016

Su Il Fatto Quotidiano Franco Monaco prende le distanza da Giorgio Napolitano in merito alla riforma costituzionale: “Caro Napolitano, lascia stare Leopoldo Elia”. Il Fatto pubblica anche un’intervista a Luigi De Magistris: “La mia Napoli d’estate in difesa della Costituzione”. Sul Manifesto Massimo Villone scrive che si deve votare No al referendum per difendere i diritti dei cittadini: “Un voto contro un governo oligarchico”. Su La Stampa Giuseppe Salvaggiulo annota: “Prof, partitini e dissidenti. La Babele dei comitati per il No alla Riforma”. Aldo Di Matteo, su La Stampa, racconta la discussione in casa Pd: “I sondaggi e il cambio di strategia Pd: che fare?”. Quanto alla legge elettorale, Gianfranco Pasquino torna a dire, ancora su La Stampa, “Ecco perché l’Italicum va cestinato”.

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23 Luglio 2016
by Vittorio Sammarco
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RENZI E LA STRATEGIA DEL SOMMERGIBILE

23 Luglio 2016

Giancarla Codrignani conferma sull’Unità il suo voto favorevole alla riforma costituzionale (“Costituzione e riforma”). Viceversa sul Manifesto Gianni Ferrara ribadisce la sua opposizione all’Italicum (“La falla democratica nelle leggi elettorali maggioritarie”). Giovanni Sabbatucci su La Stampa difende la legge elettorale: “Legge elettorale, i punti deboli delle critiche”. Maria Teresa Meli spiega l’approccio attuale di Renzi: “Renzi e la strategia del sommergibile” (Corriere della Sera). Sullo scenario di centrodestra scrivono Francesco Verderami (“Parisi, i moderati e la mossa di Berlusconi”, Corriere della Sera); Claudio Cerasa (“Parisi ci spiega che centrodestra ha in mente”, Il Foglio); Lina Palmerini (“Se al Cavaliere conviene un timido no alle riforme”, Sole 24 ore); Stefano Folli (“Un centrodestra da rifondare lontano dalla Lega”, Repubblica); Stefano Ceccanti (“L’assemblea costituente”, La Nazione). Due parlamentari del Pd, Cesare Damiano e Maria Luisa Gnecchi, presentano “Un’agenda sociale per l’unità del Pd e per il governo” (Unità). Enrico Rossi torna a dire: “Matteo ora deve cambiare, serve una guida di 15 persone” (intervista a Repubblica).

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22 Luglio 2016
by Giampiero Forcesi
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STEFANO PARISI E IL CENTRODESTRA. MARIO DRAGHI E LE BANCHE ITALIANE

22 Luglio 2016

L’intervista a La Stampa di Stefano Parisi che ha riaperto il dibattito nel centro-destra: “Così cambierò il centrodestra”. Sempre su La Stampa il commento di Marcello Sorgi (“Il segnale da cogliere”) e le reazioni: Ugo Magri, “Parisi in campo, FI irritata, ma Berlusconi lo spinge”. Di Draghi e le banche scrivono Alessandro Merli sul Sole 24 Ore (“Draghi, le scelte che impone l’intelligenza politica”) e Federico Fubini sul Corriere della Sera (“Il richiamo di Draghi all’Italia. I crediti e le riforme lente”). Stefano Folli su Repubblica parla chiaro: “Renzi fa l’attendista, ma è lui che deve sciogliere il nodo dell’Italicum”. E Giuseppe De Rita sul Corriere della Sera si augura che finalmente “La legge di stabilità superi la politica dell’emendamento”.

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22 Luglio 2016
by Vittorio Sammarco
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IL FALLIMENTO DEL LIBERALISMO IMPOLITICO

22 Luglio 2016

MONDO – Due filosofi, intervistati dall’Unità, cercano di leggere il cuore della crisi globale: Giacomo Marramao, “Se la democrazia è solo regole, non regge la sfida identitaria”; Biagio De Giovanni, “Siamo davanti al fallimento del liberalismo impolitico”. USAMassimo Gaggi, “Il mondo secondo Donald Trump” (Corriere della Sera); Federico Rampini, “Da Putin alla Nato: quelle idee di destra che fanno breccia anche a sinistra” (Repubblica); Gianni Riotta, “Trump e l’illusione di una nuova grandezza” (La Stampa); Mario Del Pero,Lo strappo di Trump che smarca gli Usa” (Messaggero); George Lakoff (linguista), “Carisma e battute, la formula Trump parla direttamente al nostro cervello” (Repubblica). TURCHIABernardo Valli, “Se la Turchia si fa islamica” (Repubblica); Emma Bonino, “L’Unione europea cauta perché sui migranti dipende da Ankara” (intervista all’Unità); Alberto Negri, “Turchia, il nuovo malato d’Europa” (Sole 24 ore); Can Dundar,Se il colpo di stato diventa un ‘dono di Dio’” (Repubblica). TERRORISMOLuigi Manconi e Sumaya Abdel Qader (consigliera comunale a Milano), scambio di lettere sul Corriere della Sera, “Il ruolo dei musulmani per sconfiggere il terrorismo”. MIGRANTI Piero Colaprico, “Così diamo un nome ai migranti morte in mare” (Repubblica).

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21 Luglio 2016
by Vittorio Sammarco
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ERDOGAN E LA DEMOCRAZIA. SABINO CASSESE VS PAOLO MIELI

21 Luglio 2016

Martedì 19 luglio Paolo Mieli aveva scritto un editoriale sul Corriere della Sera (“Quel silenzio sul golpe”) rimproverando ai governi occidentali di non aver condannato subito il tentativo di golpe in Turchia in quanto perpetrato contro un governo eletto democraticamente. Anche nel caso che violi diritti civili e sociali, se però è stato eletto democraticamente, tale governo deve essere rispettato – ha scritto Mieli -; sarà poi il popolo al successivo turno elettorale a poter scegliere in modo da tutelare i diritti violati. Replica oggi, sempre sul Corriere, Sabino Cassese, con un editoriale nel quale sostiene che non basta parlare in nome del popolo perché ci sia democrazia, e che i governi nazionali non debbono rendere conto soltanto ai popoli che li hanno eletti, ma anche agli altri popoli e ai governi che li rappresentano: “Solo una concezione errata della democrazia – afferma Cassese – può far pensare che, se un popolo vuole instaurare una dittatura, la comunità internazionale deve assistere in silenzio” (“Erdogan, il consenso e il rispetto dei diritti”). Sul tema anche Nadia Urbinati, “La democrazia dispotica” (Repubblica); Giorgio Ferrari, “E’ l’addio all’Occidente” (Avvenire); Alberto Negri, “L’imbarazzo che ci rende complici delle dittature” (Sole 24 Ore).

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