2 Maggio 2016
by Vittorio Sammarco
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L’EUROPA SPACCATA. LE BOMBE SU ALEPPO. LO SCONTRO NEL PD. IL LAVORO CHE MANCA

2 Maggio 2016

L’editoriale di Romano Prodi: “Più profondo il solco che ci divide da Berlino” (Messaggero); e quello di Eugenio Scalfari: “L’Europa spaccata e moritura” (Repubblica). Sui bombardamenti su Aleppo l’articolo di Andrea Riccardi: “La storia chiederà conto a chi non fa” (Avvenire). La riflessione di Stefano Rodotà: “Referendum, il compromesso e la democrazia” (Repubblica). Il botta e risposta, sui rapporti con Verdini, tra Roberto Speranza (“Ma questo patto rischia di far chiudere i Dem”, Repubblica) e Giorgio Tonini (“Tutte le cose che Speranza fa finta di non sapere”, Unità). L’intervista a Rosy Bindi sull’Unità: “Bisogna investire al Sud”. Sulla questione lavoro, l’analisi di Ilvo Diamanti: “Lavoro, i giovani senza un futuro” (Repubblica); quella di Dario Di Vico: “Politiche del lavoro, risultati altalena” (Corriere della Sera); l’appello di Tiziano Treu: “Subito l’Agenzia per il Lavoro” (Unità); e la riflessione di Luigino Bruni:L’umana ricchezza” (Avvenire).

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30 Aprile 2016
by Vittorio Sammarco
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1° MAGGIO. DEMOCRAZIA. RIFORMA COSTITUZIONALE. BERTINOTTI E CL

30 Aprile 2016

Savino Pezzotta, “Solo con il lavoro si riesce a rendere la società più solidale” (Il Dubbio). Per Jean Paul Fitoussi,La Francia sta sbagliando tutto. Il jobs act di Renzi è la soluzione” (intervista a QN). Aldo Schiavone riflette: “La vecchia democrazia non è immutabile. La rete può innovarla” (Corriere della Sera). Riforma della Costituzione: S. Vassallo e E. Gualmini rivolgono “Cinque domande a Travaglio” (Unità); per Sergio FabbriniLe riforme costituzionali ci rafforzano in Europa” (Sole 24 ore); per Cesare PinelliCi sarà un vero Senato dei territori” (Unità). Fausto Bertinotti, su Il Fatto: “Io, comunista, vi spiego perché dialogo con CL”.

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30 Aprile 2016
by Vittorio Sammarco
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PAURA DELL’IMMIGRAZIONE. MEDIO ORIENTE

30 Aprile 2016

A proposito della paura diffusa negli strati popolari verso l’immigrazione e della vittoria in Austria di un partito di destra populista, Claudio Magris scrive sul Corriere: “Il campanello d’allarme che dobbiamo ascoltare”; e Adriana Cerretelli sul Sole 24 ore: “L’amara lezione austriaca”. L’ipotesi (singolare) di Giovanni Orsina: “I sovranisti che spaccano la destra” (La Stampa). Intervistata da La Stampa Federica Mogherini fa un appello: “Gli Stati devono seguire l’Europa”. Sul Corriere Andrea Riccardi scrive su “Il sangue dei cristiani”. Luigi Manconi, sul Manifesto: “Dichiarare l’Egitto ‘paese non sicuro’”.

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29 Aprile 2016
by Vittorio Sammarco
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LA SCELTA DI BERLUSCONI

29 Aprile 2016

Francesco Verderami, “La dignità non ha prezzo” (Corriere della Sera). Alessandro Campi, “Il Cavaliere, il Campidoglio e la saggezza ritrovata” (Messaggero). Lina Palmerini, “Berlusconi e la scissione del centro” (Sole 24 ore).  Pierferdinando Casini, “Il Cavaliere graffia ancora” (intervista a La Stampa). Ezio Mauro, “La scappatoia del funambolo” (Repubblica). Claudio Cerasa, “AD 2016, Berlusconi ha vinto” (Foglio). Marco Follini, “Finalmente centro e destra si dividono” (Il Dubbio).

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29 Aprile 2016
by Vittorio Sammarco
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GIUSTIZIA, CORRUZIONE, COSTITUZIONE

29 Aprile 2016

Ernesto Galli Della Loggia, “Dove nasce la nostra corruzione” (Corriere della sera). Alfio Mastropaolo, “Dove nasce la corruzione” (Manifesto). Carlo Federico Grosso, “Ma il sistema giustizia va cambiato” (La Stampa). Cesare Mirabelli, “Prescrizione lunga, rischio di forzature” (Messaggero). Ugo Magri, “Mattarella, i politici e i giudici” (La Stampa). Rosaria Capacchione, “Contro i corrotti serve la politica” (Unità). Paolo Pombeni,Più etica senza se e senza ma” (Sole 24 ore). Claudia Mancina, “L’etica e la politica” (Unità). Barbara Spinelli, “I veri giustizialisti sono i nostri politici” (Il Fatto). Emanuele Felice, “Trasformare la società per recuperare il Meridione” (La Stampa). S. Vassallo e E. Gualmini, “Cari professori del No” (Unità). Savino Pezzotta, “Pregi e difetti della riforma costituzionale” (Il Dubbio).

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29 Aprile 2016
by Vittorio Sammarco
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SUL MIGRATION COMPACT PROPOSTO DALL’ITALIA

29 Aprile 2016

Raccogliamo qui alcuni articoli intorno alla proposta avanzata dal Governo italiano all’Europa alcuni giorni fa. I più recenti sono entrambi negativi: Maurizio Ambrosini, “Le parole non dette nel Migration compact” (lavoce.info); Giuseppe Campesi, “La filosofia del Migration compact” (ilmulino.online). Giorgio Barba Navaretti sul Sole 24 Ore valuta positivamente l’iniziativa italiana: “Alla UE serve una strategia di investimento sui migranti”. Anna Finocchiaro, ospite dell’Avvenire, dà un giudizio favorevole: “Gestire i flussi dall’Africa, la strada giusta della UE”. Marco Mongello sull’Unità offre qualche esempio positivo di questa politica già perseguito dall’Italia: “La nostra Africa”; e l’Unità pubblica il testo dell’intervento all’Onu di Matteo Renzi in cui parla dell’Italia come ponte tra Europa e Africa: “L’impegno per i paesi africani”. Giacomo Filibeck, vicesegretario generale del PSE, dà un parere positivo: “Sì del Pse al Migration compact: è un piano coraggioso” (intervista all’Unità). Il parere abbastanza positivo di Andrea Riccardi: “Guarire l’Africa per fermare i migranti” (Famiglia cristiana) e “L’Europa è la nuova periferia. L’Africa va salvata con la cooperazione” (intervista al Mattino). Il parere, più cauto, di Giulio Albanese sull’Avvenire: “Investire giustizia”. Due articoli recenti vanno oltre il Migrant compact: Luigi Manconi, sul Corriere, dice: “Rifugiati, servono permessi umanitari di soggiorno”; Christopher Hein, “Il vento gelido del Nord spazza i diritti di milioni di persone” (intervista all’Unità).

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28 Aprile 2016
by Giampiero Forcesi
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Le trivelle… l’affluenza alle urne… e il futuro della democrazia in Italia

28 Aprile 2016
di Nino Labate

 

Gli storici narrano che nella Grecia antica la stragrande maggioranza del  popolo era povera, ignorante e sostanzialmente senza diritti. Nonostante che la forma di governo dei molti nasca in quel paese, la democrazia politica antica intesa come governo di popolo, era valutata dalle èlite e dai filosofi che contavano come un sistema politico inferiore all’aristocrazia, intesa come governo di pochi, ricchi e sapienti. Sono passati 2500 anni e la democrazia bene o male si è diffusa. In questo lunghissimo tempo si è pure capito che il popolo diventato intanto cittadino ha i suoi diritti e che non è ignorante. Anche se continua a essere povero.

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25 Aprile 2016
by Vittorio Sammarco
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DALL’ULIVO A RENZI. RENZI E I PM. ONIDA E CANFORA SULLA RIFORMA DEL SENATO. PRODI SU DRAGHI

25 Aprile 2016

Ilvo Diamanti traccia sintonie e distonie tra l’esperienza dell’Ulivo e quella del Partito di Renzi: “Dall’Ulivo al PDR, il volto e le radici” (Repubblica). Walter Veltroni spiega perché “L’Ulivo è il padre del Pd” (Unità). Claudio Cerasa sul Foglio spiega le “Quattro parole-chiave per capire il nuovo bipolarismo” (che non è più solo sull’asse destra-sinistra). Matteo Renzi, intervistato da Repubblica, dichiara: “Non siamo più subalterni ai pm”. Mario Calabresi su Repubblica cerca di individuare “I rimedi per una guerra che è fuori del tempo”. Valerio Onida spiega a Repubblica perché è contrario alla riforma Boschi: “Sono tagli demagogici. Risorge lo statalismo che fa danni all’Italia”. Luciano Canfora sul Manifesto racconta “La lunga storia degli attacchi alla Costituzione, dal suo varo a Renzi”.  Romano Prodi, in un’intervista al Corriere della Sera, offre un’analisi pessimistica: “Rischio stagnazione secolare: Draghi ha finito le munizioni”. Andrea Bonanni illustra i contenuti de “Il vertice” dei leader europei con Obama (Repubblica).

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24 Aprile 2016
by Vittorio Sammarco
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PIER CAMILLO DAVIGO E LE ACCUSE ALLA POLITICA

24 Aprile 2016

L’intervista di Pier Camillo Davigo che ha suscitato tante polemiche: “I politici rubano di più ma adesso non si vergognano” (Corriere della Sera, 22 aprile). Giovanni Bianconi fa il bilancio delle polemiche: “Giustizia e politica: cosa resta dopo la zuffa” (Corriere della Sera). Francesco Verderami fa il punto politico: “Renzi e i timori che sia l’inizio di una crociata” (Corriere).  Alcune delle critiche a Davigo: Marco Olivetti, “L’illusione bellica” (Avvenire); Carlo Federico Grosso, “Corruzione, l’ANM eviti le ricette morali” (La Stampa); Luciano Violante, “Non tutti sono disonesti. Così un favore ai corrotti” (intervista al Mattino); Matteo Feltri, “Quelle carriere politiche messe alla gogna da accuse che al processo finiscono in nulla” (La Stampa); Donatella Stasio, “Davigo, l’ANM e il rischio di una deriva corporativa” (Sole 24 ore); Raffaele Cantone, “Le manette non bastano, anche la magistratura ha le sue colpe” (intervista al Corriere della Sera); Anna Canepa, “Davigo ha parlato per sé” (intervista al Manifesto). A favore: Marcello Maddalena, “Davigo ha ragione, la riprovazione verso la corruzione si è attutita” (intervista a La Stampa); Nino Di Matteo, “La politica è incapace di colpire i corrotti” (intervista a Repubblica). L’intervista rilasciata da Stefano Rodotà al Fatto sulle dichiarazione di Renzi prima dell’intervista a Davigo: “Mi ricorda Craxi quando bastonò i giudici di Calvi”.

 

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24 Aprile 2016
by Giampiero Forcesi
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Riforma costituzionale. Tutti gli errori del No

24 Aprile 2016
di Stefano Ceccanti

 

Quest’articolo è uscito oggi sull’Unità. Lo pubblichiamo il giorno successivo all’articolo, di parere opposto, con cui Franco Monaco ha commentato favorevolmente il documento di 56 costituzionalisti contrari alla riforma Boschi. Diamo così conto delle diverse posizioni che animano la stessa area politico-culturale da cui è sorta la rete c3dem. E ci auguriamo che il dibattito prosegua e porti ad approfondimenti e chiarimenti, in vista della più ampia convergenza possibile sui punti essenziali

 

L’aspetto positivo del documento che ha deciso di esternare la propria posizione per il No è che si presenta senza toni apocalittici. Seguiamo l’ordine usato nel presentare gli argomenti e valutiamoli.

Il primo è quello per cui il testo sarebbe stato approvato da una maggioranza ristretta e variabile. In realtà è stato elaborato e votato nelle prime letture dal Pd e dall’intero centrodestra, mentre il M5S si è autoescluso. L’unica cosa che è variata è stata che dopo l’elezione di Mattarella i parlamentari che hanno ri-fondato Forza Italia hanno votato contro non per ragioni di contenuto ma per quella elezione ritenuta una forzatura, mentre il resto degli eletti di centrodestra ha continuato a votare. Si è sempre trattato di una maggioranza di circa il 60% di Camera e Senato, nettamente al di sopra di quella richiesta dall’articolo 138 e comunque soggetta alla verifica referendaria.

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