4 Gennaio 2017
by Giampiero Forcesi
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L’ISLAM COME NEMICO, LA DIAGNOSI SBAGLIATA

4 Gennaio 2017

Angelo Panebianco sul Corriere della Sera critica quanti negano che il terrorismo islamista abbia una connotazione religiosa: “Il terrore e il ruolo dell’Islam”. Gli dà in sostanza ragione Vittorio E. Parsi in un’intervista a Qn (“Vicini alla guerra di religione”) e in un articolo sul Sole 24 Ore (“Finisce il sogno neo-ottomano”). Va giù sparato Giuliano Ferrara: “Storia della non violenza infame” (Foglio). Diverso l’approccio del politologo francese Mathieu Guidère, intervistato sull’Avvenire: “Europa, vittima di una diagnosi sbagliata”. Sul tema si legga uno fra i molti articoli della rivista Oasis: Chiara Pellegrino, “I terroristi ignorano la tradizione islamica”. Su Repubblica Renzo Guolo analizza “L’esercito globale del califfo”. Tra gli scenari per il nuovo anno, Ugo Tramballi analizza “La debole pax russa” (Sole 24 ore); sempre sul Sole, Gianni Toniolo fa il punto sull’andamento dell’economia a livello mondiale: “La crescita globale c’è basta saperla vedere”; Paul Krugman fa un ipotesi su Trump: “Trump recita in tv il ruolo di populista” (ma in realtà è un prototipo della destra repubblicana); e Luca Ricolfi si chiede: “Il 2017 sarà l’anno dei populismi in Europa?”.

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2 Gennaio 2017
by Giampiero Forcesi
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IL CAMPO MINATO AI CONFINI DELL’EUROPA

2 Gennaio 2017

Stefano Stefanini, su La Stampa, ricorda che da ieri l’Italia è membro del Consiglio di Sicurezza dell’Onu e che ha la presidenza del G7, e avverte di quanti e quanto gravi problemi internazionali dovrebbero vedere l’Italia impegnata per la loro risoluzione se non anche protagonista (“Il campo minato ai confini dell’Europa”). L’intervista di Staffan De Mistura (Onu) sulla situazione in Siria: “La tregua in Siria questa volta può funzionare” (Corriere della Sera). Alessandro Orsini, “Il nodo della Siria che spaventa anche l’Europa” (Messaggeto). Bernardo Valli, “I nuovi nemici di Erdogan” (Repubblica). Adriana Cerretelli, “I ventotto e quel lusso pericoloso dell’inazione” (Sole 24 ore). Sul confronto tra Obama, Trump e Putin, Michael Walzer dice al Corriere della Sera: “Ma questo è soltanto l’inizio. C’è un piano americano per mostrare ai russi l’arroganza dello zar”; e alla Stampa: “I fantasmi del passato si riaffacciano sull’Europa”. Mario Del Pero, “Due debolezze nascose dietro i muscoli” (Messaggero). Diverso il giudizio di Mario Platero sul Sole: “Trump apre al dialogo per voltare pagina”.

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27 Dicembre 2016
by Giampiero Forcesi
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ISRAELE. ALEPPO. PUTIN E TRUMP. LA UE. L’EURO. MONTE DEI PASCHI

27 Dicembre 2016

Yael Dayan, “Le Nazioni Unite hanno ragione: pace e colonie sono inconciliabili” (Intervista all’Unità). Zvi Schuldner, “L’isolamento e l’isteria di Natanyahu” (Manifesto). Paolo Mieli,La lezione di Aleppo” (Corriere della Sera). Alberto Negri, “Dopo Aleppo ci sarà un’altra Aleppo” (Sole 24 ore). Luciano Violante, “Putin punta a disgregarci, potrebbe sostenere Le Pen” (Intervista al Mattino). Antonio Armellini, “La nuova Yalta cui sta pensando Donald Trump” (Corriere della sera). Francois Mathieu, “Un sogno sull’Unione” (Repubblica). Giorgio La Malfa e Paolo Savona, “Berlino deve riflettere sul futuro dell’euro” (lettera al Corriere). MPS: Angelo De Mattia, “Ora lo Stato gestisca Mps” (Avvenire); Isabella Bufacchi, “Il salvataggio non sarà una passeggiata” (Sole 24 ore); Alberto Mingardi, “Sventare la tentazione statalista” (La Stampa); Marcello Esposito, “Chi paga il regalo fatto al mercato” (Repubblica).

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24 Novembre 2016
by Giampiero Forcesi
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Le conseguenze di mr. Trump

24 Novembre 2016
di Guido Formigoni

 

La vittoria di Trump è stata quanto di più sorprendente potesse uscire dalle urne americane dell’8 novembre. E non solo per la débacle dei sondaggi (ormai una ricorrenza talmente diffusa da essere diventata quasi una norma). Piuttosto, perché porta alla Casa Bianca un candidato che, al di là del successo alle primarie, si portava dietro moltissimi elementi che potevano essere ritenuti degli handicap: un partito spaccato e indebolito con una parte rilevante di maggiorenti che l’avevano platealmente sconfessato, una posizione personale tutt’altro che solida data la storia di avventato tycoon e bancarottiere, una propensione estesa alle gaffes e alla dimostrazione di una solidissima incompetenza su moltissime questioni, infine una coalizione contraria di interessi forti che sembrava invincibile.

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21 Novembre 2016
by Giampiero Forcesi
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L’ASSENZA DI LAVORO CHE GENERA MOSTRI

21 Novembre 2016

Mariana Mazzucato spiega quale è “Il capitalismo secondo Trump” e quali sono invece le correzioni da apportare al capitalismo in direzione di uno Stato più attivo che investa in innovazione (Repubblica). Thomas Picketty legge il caso Trump sostenendo che c’è bisogno di riorientare la globalizzazione, favorendo commercio e scambi ma riducendo le disuguaglianze e imponendo vincoli fiscali e ambientali (“La forbice più larga della disuguaglianza”, Repubblica). Massimo Recalcati: “Non è più il lavoro ma la sua assenza a generare mostri” (Repubblica). Enzo Moavero Milanesi riflette sui rapporti Usa-Europa e dice: “Un piano Marshall per i migranti. L’Europa dialoghi con Trump” (intervista ad Avvenire). Romano Prodi: “A Cina e Usa non conviene e una guerra commerciale” (Messaggero).

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17 Novembre 2016
by Giampiero Forcesi
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SE TRUMP COSTRINGE LA UE A GUARDARSI ALLO SPECCHIO

17 Novembre 2016

Ivo Caizzi, “Il veto italiano a Bruxelles”, Corriere della Sera. Cauto giudizio,in sostanza, il giudizio di Romano Prodi: “Da Renzi eccesso di polemiche con l’Europa” (intervista a Repubblica). Fabio Martini su La Stampa la vede invece così: “Attacco all’UE per vincere il referendum”. Un’intervista di Pierre Moscovici al Sole 24 Ore: “L’Italia va aiutata, ma resta un divario da colmare”. Adriana Cerretelli valuta, in due articoli su Sole, che c’è un salutare effetto Trump sull’Unione europea: “Se Trump costringe la Ue a guardarsi allo specchio” e “L’Europa cambia linea e riparte dall’espansione”. Ma anche la pressione del governo Renzi  ha avuto la sua parte nell’accenno Ue a cambiare linea, come scrive Roberto Gualtieri sull’Unità: “Ue, il necessario salto di qualità”. Vladimiro Zagrebelsky teme però che le idee più retrive di Trump trovino largo consenso nell’opinione pubblica europea (“Quelle idee condivise nell’Unione”, La Stampa). Intanto “Obama a Berlino offre il mantello della difesa dei valori liberali a Angela Merkel” (Danilo Taino, Corriere della sera); anche se, come dice Roberto Toscano (Repubblica), “Obama lascia una democrazia decadente”.  Gianni Toniolo sul Sole 24 Ore mette in evidenza la questione cruciale che sta alla base del consenso a Trump: “Il voto Usa e i perdenti della tecnologia”.

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15 Novembre 2016
by Giampiero Forcesi
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MEDIA, SIATE PIÙ UMILI

15 Novembre 2016

Interessante segnalazione di Francesco Verderami: “Così cresce il partito del proporzionale” (Corriere della sera). Stefano Folli descrive “L’ora del disordine” nella politica italiana, dopo la vittoria di Trump (Repubblica). Mauro Magatti dice della necessità per i media di riconoscere la difficoltà di raccontare e spiegare la realtà (“La battaglia dell’umiltà”, Corriere della sera). Alessandro Portelli sul Manifesto descrive le miopie con cui si legge la realtà americana (“Troppe etichette, troppi sondaggi, poca vita reale”). Ernesto Galli Della Loggia spiega la vittoria del trumpismo con l’indifferenza di destra e sinistra verso valori, abitudini, e vita quotidiana degli strati popolari (“La politica e gli ideali perduti”, Corriere della sera). Non del tutto dissimile “L’amaca” di Michele Serra su Repubblica. Angelo Cannatà, sul Fatto, rimprovera a Scalfari di dar ragione al papa ma poi difendere le oligarchie del potere (“Scalfari e il papa: due posizioni contrastanti”). Negare i diritti umani ai migranti, ci ricorda Michele Ainis, significa diminuire, non aumentare, la nostra insicurezza (“L’esorcismo dei diritti per fermare la paura”, Repubblica). In un’intervista a Repubblica Giulio Tremonti esalta il populismo: “Il populismo è la rivoluzione”. Su una lunghezza d’onda non lontana anche Paolo Favilli sul Manifesto: “Trump, il populismo e la misura del consenso”. Su Il Fatto un drastico Fabrizio D’Esposito esalta papa Francesco populista: “Populismo parola maltrattata. La scossa del papa rivoluzionario”.

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14 Novembre 2016
by Giampiero Forcesi
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RASSEGNARSI AL POPULISMO (MAGARI QUELLO INCLUSIVO)?

14 Novembre 2016

Paolo Pombeni, sul mulino online, dice che in Italia bisogna smetterla tutti di fomentare il populismo e riportare la razionalità in politica (“Un’altra politica”). Roberto Esposito pare invece orientarsi a distinguere tra populismo inclusivo (che non fa muri contro gli immigrati) e populismo esclusivo, e a contentarsi del primo (“L’altro populismo”, Repubblica). Claudio Cerasa difende i media che hanno contrastato Trump, anche se hanno sbagliato le previsioni sull’esito del voto (“L’America, Trump e la grande lezione del giornalismo obiettivo”, Il Foglio). Enzo Moavero Milanesi esamina “L’impatto del fattore Trump sui fragili equilibri della Ue” (Corriere della Sera). Giovanni Sabbatucci scrive su “I rapporti Usa-Ue e il ruolo chiave della Germania” (La Stampa). Paolo Onofri valuta “L’effetto Trump sulla ripresa italiana” (Repubblica). Gianni Riotta s’aggira “Tra gli ex operai di Detroit che hanno tradito Hillary” (La Stampa). Sabino Cassese sottolinea che Hillary ha preso 600.000 voti popolari più di Trump (“Democrazia americana. I paradossi del voto popolare”), Corriere della Sera). Per l’analista Joseph Nye Trump “Non potrà governare con le minacce. E l’eredità di Obama resterà” (intervista a Repubblica). Per il giornalista Michael WolffDonald non ha idea di cosa fare, ma è genuino, non sarà un mostro” (intervista al Corriere della sera). Salvatore Cannavò, su Il Fatto, rifila un giudizio drastico (e filo-M5S): “La vecchia socialdemocrazia non ha più nulla da dire”).

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13 Novembre 2016
by Giampiero Forcesi
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ILLUDERSI SU TRUMP?

13 Novembre 2016

Lucrezia Reichlin critica la solo apparente politica economica keynesiana di Trump: “America: un errore illudersi” (Corriere della Sera). Sergio Fabbrini teme l’effetto Trump sulle relazioni internazionali: “L’America isolazionista e l’Europa senza politica” (Sole 24 ore). Anche Romano Prodi esorta l’Europa a decidersi per una maggiore unità: “Ma l’Europa non pensi di delegare il suo futuro” (Messaggero). Luigi Zingales sul Sole 24 Ore ritiene che Trump finirà per fare la politica di Bush con effetti negativi per l’Europa e l’Italia: “La via americana di una ‘nuova’ crescita e i rischi per l’Italia”. Fabrizio Tonello sul Manifesto difende Hillary e Obama ma li giudica subalterni alle politiche neoliberiste:“La fine dell’illusione democratica”. Il direttore del Wall Street Journal, Gerard Baker, definisce Trump un populista e non un conservatore ma afferma: “Sorpresi dal vento populista, ma Trump non odia la finanza” (intervista al Corriere della Sera). Ezio Mauro sull’Espresso fa un’analisi molto fosca e parla di “una destra al cubo salita in cima al mondo” e di una sinistra e di un Occidente ridotti a gusci vuoti: “Cosa insegna all’Europa Trump”. Diversa la lettura del voto americano nell’editoriale di Maurizio Molinari su La Stampa che parla di un paese che dà voce alle sue diverse anime in un dinamismo che resta vitale: “L’eccezione che distingue gli Stati Uniti”. E Gianni Riotta scrive: “Se l’Europa non capisce l’America”.  Bernie Sanders si impegna a riformare il Partito democratico e dare voce alle istanze degli strati popolari emarginati: “Addolorato ma non sorpreso” (Repubblica).

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12 Novembre 2016
by Giampiero Forcesi
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SIAMO MAESTRI O VITTIME DEL POPULISMO?

12 Novembre 2016

Così Romano Prodi: “Siamo noi europei i cattivi maestri del populismo” (intervista a La Stampa), e “Senza regole l’economia globalizzata genera mostri” (intervista a Il Giorno). Barbara Spinelli, sul Fatto, critica i democratici Usa e tutte le sinistre europee, e guarda con simpatia a Grillo: “Le vecchie sinistre si sono suicidate”. Guido Moltedo, sul Manifesto, dà credito invece ai giovani che manifestano nelle città americane contro Trump: “Un conflitto permanente li seppellirà”. Sempre sul Manifesto Leonardo Paggi parla de “La creatività malefica di Donald Trump”. Anche Roberto Toscano non è indulgente con Trump: “Allacciamo le cinture” (Repubblica). Sulla stessa linea è Timothy Garton Ash, “Demoliremo le barriere” (Repubblica). Come la Spinelli, Marco Gervasoni rifiuta di parlare di populismo e nel voto americano legge “Una lezione per la sinistra mondiale” (Gazzettino). Idem Mauro Barberis  sul Secolo XIX: “La vera destra batte sul campo la falsa sinistra”. Sul quotidiano liberale L’Opinione Cristofaro Sola titola: “Donald Trump e la rivincita della democrazia”. Giuliano Ferrara ironizza su “Lo spettacolo dell’Italia ‘de sinistra’ e antipolitica che si sveglia trumpista” e ci ritorna sopra: “Mi dispiace ma non capisco certo trumpismo” (Il Foglio).  Claudio Cerasa sul Foglio avanza un’ipotesi ardita: “Il nuovo bipolarismo dopo Trump“. Gianni Riotta spiega: “Alle origini della rivolta. Il popolo di Trump” (La Stampa). Ian Bremmer s’interroga: “Le crisi globali. Che farà Trump” (Corriere della sera). Francesco Daveri rileva “L’incoerenza economica delle ricette di Donald Trump” (lavoce.info). Giulio Sapelli sostiene che “Torna strategico il dialogo con il Cremlino” (Messaggero). Per Marta Dassù, “Per i governi europei la Casa Bianca è rischiosa sul fronte interno” (La Stampa). Per Donald Sassoon: “Ha vinto con le promesse, ma governare è un’altra cosa” (intervista all’Unità).

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