4 Aprile 2017
by Giampiero Forcesi
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LA DEMOCRAZIA NELLA TRINCEA DEI GAZEBO

4 Aprile 2017

Un’analisi di Marzio Barbagli sull’evoluzione del disagio tra le classi sociali in Italia negli ultimi 15 anni (“Se il malcontento è di classe”, lavoce.info). Sabino Cassese, in un colloquio con Il Foglio, racconta “Come nasce una repubblica neopopulista”. Maurizio Ferrera, in un editoriale del Corriere della Sera, esalta la funzione delle forze politiche di responsabilità nazionale: “I nuovi populismi e l’assedio ai valori condivisi”. In qualche modo la pensa così anche Mauro Calise, guardando alle primarie Pd: “La democrazia nella trincea dei gazebo”. Viceversa Michele Prospero sul Manifesto critica “il populismo di sistema” e difende i  5 Stelle: “Da Rousseau a Marx: la risposta dell’antipolitica”.  Sul Corriere un’intervista a Davide Casaleggio: “Il candidato premier? In autunno il nome”.  Su Il Dubbio Enrico Novi scrive: “Davigo e Ardita sogno (quasi) proibito dei grillini”. In un ricordo del giornalista del Sole 24 Ore, Fabrizio Forquet, Sergio Fabbrini critica il giornalismo che si oppone al potere ‘a prescindere’ (“Un anno senza la passione di Fabrizio”). Mentre Stefano Rodotà, intervistato da Repubblica, dice: “La politica non tocchi le intercettazioni”, Enrico Novi su Il Dubbio riferisce il parere del capo della Procura di Roma: “Pignatone contro la gogna mediatica e la giungla delle intercettazioni” . Assai ironico Paolo Mieli sul Corriere sul rapporto tra magistrati e politica: “La variante pugliese della giustizia italiana”.

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1 Marzo 2017
by Giampiero Forcesi
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IL SUICIDIO ASSISTITO DI DJ FABO

1 Marzo 2017

Sul Sole 24 ore gli interventi di Francesco D’Agostino, presidente emerito del Comitato nazionale di bioetica, “La morte non può essere un diritto ma è necessario trovare mediazioni”, e di Gilberto Corbellini, docente di bioetica a Roma, “Senza una legge sul fine vita abusi e pratiche non trasparenti”. Luigi Manconi, sull’Unità: “Due idee di sovranità sul proprio corpo”, e l’Appello di Matteo, giovane disabile gravissimo, cui Manconi  si riferisce (“Dj Fabo, non andare a morire”, Avvenire del 25/2). Sul Corriere della Sera Mauro Covacich scrive: “Quel dilemma per i cattolici: perché una morte dignitosa nega la sacralità della vita?”. Paolo Rodari su Repubblica: “Dalle crociate di Ruini ai toni soft di Bagnasco: così il papa ha ispirato la svolta sul fine vita”. La presidente della Commissione Affari sociali della Camera, Donata Lenzi: “Ora subito la legge. Ma anche con quella sarebbe dovuto andare all’estero” (intervista a Repubblica). Altri contributi: Cesare Mirabelli, “Non c’è un diritto a morire, la Costituzione tutela la vita” (Avvenire); Stefano Rodotà, “Autodeterminazione e responsabilità” (Repubblica); Aldo Masullo, “A chi spetta la scelta di morire?” (Mattino); Gaetano Quagliariello, “Una sconfitta. Lo Stato non può dare la morte” (Il Dubbio); Emma Fattorini, “Temi difficili. La legge non può risolvere tutto” (Unità); Piergiorgio Cattani, “Consideriamo la sofferenza interiore” (Trentino); Giuseppe Savagnone, “Il rispetto dovuto” (Avvenire); Marco Politi,Testamento biologico. Inutile e indecente per la politica nascondersi dietro alla chiesa” (Il Fatto); Ferdinando Camon, “La libertà dell’individuo e il rispetto della scelta” (Trentino). La testimonianza  di Giovanna Da Ponti, “Voglio vivere. La libertà non è fare ciò che vuoi” (intervista a La Stampa).

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8 Dicembre 2016
by Giampiero Forcesi
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TRA PATRIOTTISMO COSTITUZIONALE E VOLONTÀ DISTRUTTIVA

8 Dicembre 2016

Sul rapporto tra democrazia rappresentativa e democrazia diretta si sofferma su Repubblica Stefano Rodotà, che esalta il ruolo dei referendum, ricordando anche la raccolta di firme per un referendum contro il jobs act realizzata dalla Cgil (“Quanto conta la voce dei cittadini”). Nando Dalla Chiesa, su Il Fatto, commenta il voto parlando del voto dei giovani: “Hanno perso tutto, non i valori”. Carlo Smuraglia, intervistato dal Manifesto, osserva: “Non è un successo dei partiti. C’è voglia di attuare la Carta”. Assai diversa l’analisi di Massimo Recalcati, intervistato dall’Unità: “Un Paese vittima dell’odio, che gode della distruzione”. Sul Manifesto Massimo Villone scrive: “Il ceffone del popolo sovrano”. Sul suo blog Walter Tocci riporta il discorso che aveva preparato per la Direzione del Pd: “L’astuzia della Costituzione”.

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19 Ottobre 2016
by Giampiero Forcesi
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UNO SPECIALE DE “IL MANIFESTO”: LE ISTITUZIONI SARANNO A IMMAGINE DI MATTEO RENZI

19 Ottobre 2016

Il Manifesto pubblica un numero speciale per motivare il No al referendum (e all’Italicum): Stefano Rodotà, “La Carta ci ha unito, con Renzi oggi ci divide”; Norma Rangeri dice che con le riforme renziane va “A processo il modello di società indicato dalla Costituzione”; Luigi Ferrajoli, “Un capo allo specchio. Le istituzioni saranno tutte a sua immagine”; Mauro Volpi, “Il Parlamento del Sì: da straccio a zerbino”; Lorenza Carlassare, “Non c’è più limite, l’equilibrio è spezzato”; Francesco Pallante, “Dieci sistemi diversi, nuove camere nel caos”; Massimo Villone, “Migliorare si può, e non c’è bisogno di cambiare la Carta”; Gaetano Azzariti, “Ripartire da una sola Camera”; Simone Pajno, “Lo Stato taglia il nodo e riduce il pluralismo”; Francesco Bilancia, “Il capo e la sua cerchia: un sistema su misura”; e, tra gli altri, Antonio Floridia che motiva la preferenza per il proporzionale: “Anno zero, equilibrio tedesco”. Sempre sul Manifesto una riflessione più ampia di Gianandrea Piccioli: “Con la morte della politica il crollo morale della società”.

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8 Ottobre 2016
by Giampiero Forcesi
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MAGISTRATI, POLITICI E MEDIA: IN TANTI A SBAGLIARE

8 Ottobre 2016

La duplice assoluzioni di Marino e di Cota, dopo quella di Penati, spingono di nuovo a riflettere sui rapporti tra magistratura e politica: Gianluca Di Feo, “Come uscire dal cortocircuito” (Repubblica); Carlo Nordio, “La rincorsa giustizialista punisce la politica” (Messaggero); Luciano Violante, “Basta con la subalternità della politica ai magistrati” (intervista al Corriere della Sera); Paolo Pombeni, “Duelli politici e sponde giudiziarie” (Sole 24 Ore). 5 STELLE: Chiara Appendino, “Non governo con il bazooka. Torino più importante del M5S” (intervista con Massimo Gramellini, La Stampa). LEGGE ELETTORALE: Francesco Verderami fa il punto sull’Italicum: “Nuovo Italicum. La difficile partita per un accordo” (Corriere della Sera). REFERENDUM: Stefano Folli, “Al premier serve un’idea per salvarsi dal duello rusticano sul referendum” (Repubblica); Raffaele Porrissini, “Frascaroli, la prodiana di sinistra, vota Sì” (Italia Oggi); Sandra Zampa (altra prodiana), “Un Sì per non tagliare le radici dell’Ulivo” (Unità); Lina Palmerini, “Il controcanto di Confalonieri” (Sole 24 Ore); Umberto Minopoli replica a Adriano Sofri che aveva criticato Renzi di aver cercato il consenso a destra perdendolo a sinistra:  “Caro Sofri, Renzi è la sinistra che sa governare” (Il Foglio); dalla rivista socialista un comunicato: “Mondoperaio per il Sì alla riforma”; Michele Ainis spiega perché questo referendum stia mettendo a soqquadro il Paese: “Noi, estenuati alla meta” (Repubblica); Stefano Rodotà rispiega i suoi No: “Se il referendum spacca il Paese” (Repubblica); Gianfranco Pasquino (pare non voluto in un confronto con Renzi) dichiara: “Ero pronto a smascherare l’aria fritta” (intervista al Manifesto); Giuliano Ferrara, “Fate finire la guerra dei trent’anni” (Il Foglio). MONDO: Romano Prodi, “Il mondo ha bisogno di una Cina più integrata” (La Stampa); Barack Obama, “Ecco le idee che lascio all’America” (Repubblica); Ferdinando Giugliano, “L’onda lunga dell’effetto Brexit” (Repubblica).

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25 Settembre 2016
by Giampiero Forcesi
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IL BALLO IN MASCHERA DELL’ITALICUM (E DEL REFERENDUM)

25 Settembre 2016

Il punto sull’Italicum: “C’è l’accordo. L’Italicum sarà cambiato” (Tommaso Ciriaco, Repubblica). “Consulta, un rinvio opportuno” dice Giorgio Tonini (Italia Oggi). Così anche Sabino Cassese: “Giusto il rinvio della Consulta. Non si toglie voce al popolo” (Il Giorno). Massimo Villone sul Manifesto dice: “Lo strappo della Consulta”. Per Gaetano Azzariti, “La Consulta ha fatto bene, ma Renzi non è credibile” (Il Fatto). Dice Stefano Rodotà: “Prendono tempo. Governo disinvolto e irresponsabile” (intervista al Fatto). Stefano Folli titola così il suo commento: “Il ballo in maschera della riforma” (Repubblica). Marcello Sorgi commenta la posizione proporzionalista dei 5 Stelle: “Quello strano ritorno al passato proporzionale” (La Stampa). Mauro Calise spiega “Perché la legge elettorale sarà decisa con il referendum” (Mattino). Luciano Violante: “Il ballottaggio è valido se va a votare il 50% degli elettori del primo turno” (intervista al Sole). E sul referendum, per il Sì, ha risposto alle domande di Giovanni Floris a “Di martedì” Stefano Ceccanti (vedi la registrazione video). Sul Corriere Raniero Benedetto dà conto di un “Dibattito tra il ministro Boschi e Valerio Onida a Milano”. Per Alessandro Campi, sul Mattino, questa è “L’occasione per cambiare accettando qualche rischio”.

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14 Luglio 2016
by Giampiero Forcesi
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IL SÌ DI GIOVANNI BAZOLI. LA DELUSIONE DI ALESSANDRO PACE

14 Luglio 2016

“Riusciremo a curare il nostro sistema bancario, nazionale e globale, se riporteremo più democrazia finanziaria dentro le banche, una democrazia che invece dai patron della finanza è vista soltanto come attrito, costo, inefficienza”. Così Luigino Bruni in un editoriale dell’Avvenire (“Democrazia bancaria”). Un banchiere, Giovanni Bazoli, spiega al Corriere della Sera “Perché voterò sì al referendum”. Sul Manifesto due interventi contro la riforma costituzionale: Massimo Villone, “Solo il No può scardinare il blocco renziano”; e Stefano Rodotà, “Renzi e i suoi, ceto politico divisivo e inadeguato” (intervista). Se Renzi è divisivo, anche a sinistra del Pd c’è divisione: Massimo Zedda, “Perché Sinistra Italiana ha fallito” (Unità); “Sinistra Italiana: Cofferati lascia” (Manifesto); e, sul Fatto Quotidiano, Alessandro Pace, presidente del Comitato del No, racconta: “Noi del No silenziati e abbandonati da tutti, persino dalla Cgil”. L’assessore di sinistra nella giunta Cinquestelle a Roma, Paolo Berdini, scrive contro l’espansione urbana (“Soldi e salute persi in città”, Manifesto).

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9 Luglio 2016
by Giampiero Forcesi
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DE BENEDETTI A RENZI: RISCHI DI DIVENTARE IL FASSINO D’ITALIA

9 Luglio 2016

“Renzi con l’Italicum rischia di diventare il Fassino d’Italia”: questa singolare affermazione è contenuta in un’ampia intervista di Aldo Cazzullo a Carlo De Benedetti pubblicata sul Corriere della Sera (“Il fallimento delle elite aiuta i 5 Stelle. Nuova legge elettorale o voterò no”). Sempre il Corriere pubblica un proprio sondaggio tra i parlamentari del Pd: sui 181 che hanno risposto il 62% chiede cambiamenti alla legge elettorale (Giuseppe Alberto Falci, “I cambiamenti chiesti dai dem”). E ancora sul Corriere Massimo Franco annota: “Un leader pd più morbido non spezza l’assedio”. Giudizio pessimista anche da parte di Stefano Folli su Repubblica: “Il pericolo della palude sul mare piatto del governo”. Fabio Martini su La Stampa dice che “Renzi spera nell’assist della Corte costituzionale” (e cioè che sia essa a cambiare l’Italicum).E c’è un altro assist per Renzi: Lina Palmerini, “Assist dell’Economist al percorso riformatore di Renzi” (Sole 24 Ore). Il Foglio dà conto delle adesioni alla sua proposta di elezioni subito: “Subito elezioni? Nel partito c’è chi dice sì”. Quanto a Matteo Renzi, dice: “Se parliamo di contenuti, arrivano i sì alle riforme” (Unità). Michele Ainis su Repubblica difende i referendum da chi li critica: “Il pianeta dei referendum”. Su Repubblica Stefano Rodotà offre una densa analisi critica: “La doppia partita della legge elettorale”. Sul Manifesto due articoli contro la riforma costituzionale: Geminello Preterossi, “Il referendum: uno stop alla deriva oligarchica”; e Leonardo Paggi (che recensisce un libro di Michele Prospero su Gramsci), “Alla ricerca di un Politico nell’era dei piccoli Napoleoni”.

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27 Giugno 2016
by Giampiero Forcesi
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IL REFERENDUM BRITANNICO ESPRESSIONE DI DEMOCRAZIA?

27 Giugno 2016

“La sinistra dice di amare il popolo, ma il popolo non ama più la sinistra. I ceti alti e medi prediligono la sinistra che però dice (finge?) di rappresentare il popolo”. Così sul Sole 24 Ore Luca Ricolfi. A suo dire il popolo più che affidarsi ai populisti non sa a chi altro affidarsi” e “pare diffidare dell’elite illuminata che lo rispetta quando ‘fa la cosa giusta’ e ne prende commiato quando fa quella sbagliata” (“Il popolo è sovrano ‘se vota come deve’”).  In polemica con le elites scrivono anche Silvia Truzzi su Il Fatto (“Basta con questa mania dei popoli che vogliono votare”), Giuliano Da Empoli sul Messaggero (“Il diritto di tutti di scegliere il proprio futuro”), Pierluigi Battista sul Corriere (“L’arroganza delle elites che criticano la Brexit”). Di diverso parere (con diverse motivazioni) Amartya Sen intervistato dal Corriere (“In democrazia deve decidere chi governa”), Bernard Henry Levy ancora sul Corriere (“Così ha vinto un sovranismo ammuffito”), il filosofo Luciano Floridi sul Mattino (“Così il popolo dei pub si è bevuto la civiltà”), Alain De Botton su Repubblica (“I cittadini britannici sono stati imbrogliati”), Alfio Mastropaolo sul Manifesto (“Fanno il referendum, ma non ascoltano i cittadini”),  e Stefano Rodotà  in un’intervista al Fatto (“Quando i referendum diventano un boomerang”).

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17 Giugno 2016
by Giampiero Forcesi
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LE LITI A SINISTRA

17 Giugno 2016

Breve ma succosa e illuminante, sui divari nella sinistra, l’intervista rilasciata a Repubblica da Tommaso Montinari, storico dell’arte che Virginia Raggi voleva ingaggiare per la sua eventuale giunta a Roma: “Sì, Massimo mi ha chiamato per dirmi di stare con la Raggi”. Alla sinistra italiana, e europea, dedica un’analisi utile, sempre su Repubblica, Marc Lazar che spiega le differenze tra le tre sinistre esistenti: “Il caso nel Pd e le liti a sinistra”. In un editoriale su La Stampa Marcello Sorgi ritiene probabile, dopo i ballottaggi e dopo il referendum (se anche il Sì vincesse, ma di misura), la prospettiva di un partito di sinistra separato dal Pd centrista di Renzi: “Renzi in silenzio prepara la resa dei conti con la minoranza”. Roberto D’Alimonte fa l’ipotesi che Parisi vinca a Milano e dice: “Sala rischia di più. Se Parisi vince sarà il leader del centrodestra” (Sole 24 Ore). E ancora alla sinistra, ma francese, dedica un articolo, sul Corriere della Sera, Jean-Marie Colombani, già direttore di Le Monde: “Ma la Francia è ostaggio di una minoranza”. E ancora: sul caso D’Alema le lettere a Repubblica e la risposta di Mario Calabresi; Stefano Rodotà, senza nominarlo, spiega perché ritiene opportuno votare il M5S: “Dalle urne la società che vogliamo” (Repubblica); Stefano Folli pone l’asticella per il Pd: “L’ultima trincea di Milano e Torino per non perdere” (Repubblica).

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