Che a Ernesto Galli della Loggia non piaccia papa Francesco rientra nell’area delle legittime preferenze. Che egli si impegni in un editoriale molto addentro a dinamiche di tipo teologico è già un po’ più particolare. Appare però addirittura curiosa l’argomentazione che egli svolge…
Sembra di scorgere un pizzico di pregiudizio secondo cui il “vero religioso” sia qualcosa imparato da piccolo, consegnato imbalsamato dalla tradizione e che non possa cambiare mai.


