8 Agosto 2013
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I primi cento giorni del governo e le esortazioni al Pd a mettergli fine

8 Agosto 2013

Enrico Letta ha presentato un documento in cui ha spiegato ciò che il governo ha fatto nei primi cento giorni (credibiltà, istituzioni, lavoro, persona/famiglia/diritti, casa, impresa, innovazione/cultura, giustizia, ambiente ).  “Gli italiani – dice – capiscono che non c’è alternativa. Non a questo governo, ma alla necessità, per una volta, di mettere da parte le contrapposizioni e le viscere per avere stabilità e far sì che la politica torni ad essere quello che è per definizione: la cura della cosa pubblica”. Ma la discussione politica, incentrata sul dopo condanna a Berlusconi,  sembra prendere un’altra piega: “Perché bisogna dire di no” (Ezio Mauro, editoriale di Repubblica del 7 agosto); così anche Guido Crainz sulla Repubblica del 6 (“La devastazione delle regole”) e Asor Rosa sul Manifesto (“La manovra eversiva”). Anche Gian Enrico Rusconi su La Stampa del 5 è per andare subito alle elezioni (“Niente paura delle urne”). Diciotto parlamentari  del Pd, tra cui la Puppato e Bettini, firmano un appello che chiede la riforma elettorale e il ritorno alle urne. Claudia Mancina, però, su Europa, fa notare che “Berlusconi non è stato battuto per via politica” e questo rende molto debole il Pd. Anche Sergio Romano mette in guardia il Pd dal cercare le urne (“Farsi del male isolati da tutti”, Corsera 6/8) e Marco Onado sul Sole aveva rivolto un appello: “Non bruciate il rispetto ritrovato dall’Italia”.

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7 Agosto 2013
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Non possumus

7 Agosto 2013
di Vincenzo Ortolina

Maurizio Lupi non può, ovviamente, che dissentire dal don Sciortino di “Famiglia cristiana”. Il quale, con la consueta schiettezza, ha scritto che, nella situazione data, la soluzione più razionale (e più utile per il Paese) sarebbe che Berlusconi si ritirasse per sempre dalla vita politica. Beccandosi così, il coraggioso prete, del “moralista” dall’ esponente ciellino, ormai insopportabilmente sovraesposto mediaticamente, tra l’altro. E raggiunto invece dalla sorprendente considerazione di Gasparri, per il quale l’appellativo di “don” applicato al direttore del settimanale cattolico nascerebbe dal fatto che, da giovane, costui era un ammiratore di noti artisti che avevano essi pure un tale appellativo, senza essere preti. Va da sé, a me pare, che la condanna dell’ex premier, confermata da giudici non credo impazziti, non può che avere il suo corso.

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6 Agosto 2013
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Riforma elettorale e riforme costituzionali. Quattro domande al prof. Valerio Onida

6 Agosto 2013
di redazione di c3dem

 

Qualche tempo fa abbiamo rivolto quattro domande al prof . Valerio Onida. Gravato dai molti impegni che sappiamo, il presidente emerito della Corte Costituzionale non ha potuto rispondere subito. Lo ha però fatto adesso e siamo lieti di pubblicare le sue risposte.

 

Lei pensa che sia necessario (e ormai maturo) cambiare qualcosa della Costituzione per quello che riguarda l’assetto istituzionale?

I problemi più veri e gravi del paese non sono nell’assetto costituzionale, ma nell’assetto economico-sociale, nella crisi dei partiti e nella struttura, nelle procedure e nella cultura delle amministrazioni, nonché nel modo in cui si scrivono le leggi. Tuttavia non c’è dubbio che alcune riforme della parte II della Costituzione, da tempo discusse, siano utili per un miglior assetto del sistema.

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4 Agosto 2013
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La Chiesa italiana e Silvio Berlusconi. L’esame di coscienza che non ci sarà

4 Agosto 2013

Aldo Maria Valli pubblica in Vino Nuovo una severa riflessione sui rapporti tra la Chiesa cattolica italiana e Berlusconi, e si chiede: a quando un esame di coscienza? “Come è stato possibile che per tanti, troppi anni la Chiesa istituzionale e un largo numero di sedicenti cattolici abbiano appoggiato quest’uomo? Com’è stato possibile che…”

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2 Agosto 2013
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VOCI DELLA POLITICA

2 Agosto 2013

Franco Monaco sull’Unità dell’1 agosto replica a Dario Franceschini : “Primarie, leader e premier sono una cosa sola”. Antonio Funiciello su Europa dell’1 agosto: “Chi tocca le primarie, tocca l’essenza del partito”. Michele Nicoletti, in una lettera a Repubblica del 31 luglio, parla di riforma della legge elettorale: “Ecco la nostra fiocina contro il porcellum”.  Stefano Ceccanti scrive che nel modificare il porcellum si può addirittura fare peggio (“Legge elettorale: mai è neutra”, Italia Oggi). Rosy Bindi, in un ampio intervento sull’Unità del 2 agosto (“Costituzione, non dividiamoci”), spiega perché non vede uno scandalo nella modifica dell’art. 138 della Costituzione. Sul tema del percorso di riforma della Costituzione interventi di Valerio Onida, critico anche lui della drammatizzazione in atto sulla riforma dell’art. 138 (“Riforma del 138. Ma quale attentato alla Costituzione”, intervista all’Unità del 30 luglio), di Piero Alberto Capotosti, di nuovo intervista all’Unità (“Facciamo come in Germania. Sì al governo del Cancelliere”), di Andrea Manzella (“Le garanzie della Costituzione”, Repubblica 1 agosto), di Giuseppe De Rita (“E se lasciassimo in pace le Province?”, Corriere della Sera). E poi: Umberto Ranieri sul Pd: “Il cupio dissolvi del Pd” (Il Foglio, 1 agosto), Stefano Rodotà, “Inegalité. Così le differenze sociali mettono a rischio la democrazia” e Alain Touraine, “Se i diritti sono diversi” (Repubblica, 1 agosto).

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2 Agosto 2013
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DOPO LA CONDANNA DI BERLUSCONI. IL GOVERNO CADRA’? PER COLPA (O PER MERITO) DI CHI?

2 Agosto 2013

Dopo la sentenza della Cassazione che ha condannato Berlusconi, il presidente Giorgio Napolitano ha emesso un comunicato in cui richiama i partiti al rispetto della sentenza e all’impegno a sviluppare ora un clima favorevole alle riforme istituzionali, tra cui quella della giustizia. L’editoriale di Ezio Mauro su Repubblica (“Le conseguenze della verità”) va in direzione opposta: “Non è la destra – scrive – che deve decidere se può restare al governo dopo questa sentenza. E’ la sinistra. Perché la pronuncia della Cassazione non è politica: ma il quadro che rivela è politicamente devastante. Per questo chi pensa di ignorarlo per sopravvivere avrà una vita breve, e senz’anima”. Antonio Polito, nell’editoriale del Corriere (“Siate seri, tutti”), è invece d’accordo con la linea di Napolitano e scrive che chi propone che sia il Pd ad aprire la crisi “avrebbe il dovere di spiegare a chi e a che cosa servirebbe una crisi di governo”. Marco Tarquinio, direttore di Avvenire, parla di “lucido realismo” di Napolitano (“Prima l’Italia”). Per Stefano Folli, sul Sole 24Ore, il videomessaggio di Berlusconi dimostra che il leader Pdl vuole evitare le avventure, ma il rischio maggiore è che sia il Pd a soccombere sotto il peso delle sue contraddizioni e a rinunciare alle larghe intese (“Il sasso che rotola  a valle”). Giudizio simile nel commento di Marcello Sorgi su La Stampa (“La sua stagione ora si è chiusa”). L’editoriale di Claudio Sardo, direttore dell’Unità (“La fine di un’epoca”), resta in mezzo al guado, ma definisce “avventurista” chi “nel Pd pensa di utilizzare strumentalmente la sentenza per destabilizzare Letta”. Per Piero Alberto Capotosti è stato un errore la forte drammatizzazione della vicenda Mediaset e della relativa sentenza della cassazione, perché si è visto il pericolo che tanto la magistratura quanto la politica perdano la propria autonomia; egli propone di reintrodurre la prerogativa parlamentare dell’autorizzazione a procedere,  che era nella Costituzione e che fu abrogata nel 1993 (“Politica-giudici, doppia sconfitta”, Il Messaggero).

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29 Luglio 2013
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Ma Fassina ha torto? Poi un invito alla responsabilità, il ruolo di Renzi e la questione della Costituzione

29 Luglio 2013

Le dichiarazioni di Fassina sull’evasione di sopravvivenza è all’origine di due interessanti editoriali che lo difendono: “La sinistra che nega la realtà” (Luca Ricolfi, La Stampa) e “La spesa facile che non indigna” (Angelo Panebianco, Corriere). Interessante anche l’editoriale di Alessandro Barbano sul Mattino, “Se la politica è nemica della società” (dice che la crisi imporrebbe politica e società capaci di assumere il senso di responsabilità invocato da Napolitano tre mesi fa). Di Fassina un’intervista sul Secolo XIX (“Fassina, basta con il fuoco amico”). Franceschini, intervistato da Repubblica sostiene che “Matteo è la nostra carta vincente, ma partito e premier vanno distinti”. La Bindi è intervistata dal Mattino: “Bindi: il nostro destino non si lega al premier”. Per Gentiloni, intervistato dall’Avvenire, “I vertici del partito, non Renzi, sono il vero problema per il governo”. Su Repubblica uno Scalfari moderato (“Per salvare il Paese il catalogo è questo”) e un Salvatores Settis critico acerrimo dell’iniziativa del governo sulla Costituzione (“I custodi della Carta”). Sullo stesso tema intervengono Rosy Bindi, intervistata dal Fatto (“Non si cambia la Costituzione a colpi di maggioranza”), Massimo Luciani sull’Unità (“Chi difende la Costituzione?”), critico con il M5S, il direttore dell’Unità, Claudio Sardo (“In gioco il destino della sinistra”) e Michele Salvati (“Una buona legge elettorale per una coalizione all’italiana”).

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28 Luglio 2013
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SIAMO TUTTI CECILE KIENGE

28 Luglio 2013

“Siamo tutti Cecile Kienge” è il titolo a tutta pagina dell’Unità di domenica 28 luglio. “Kienge, la vergogna e l’assurdo” (Elena Loewenthal, La Stampa); “Destra e sinistra con Kienge” (Messaggero); “Razzisti al tappeto. Elogio di una nera” (Vittorio Feltri, Il Giornale); “Mai più” (Sole 24 Ore); “Boldrini: Kienge vincerà, ora la legge sulla cittadinanza” (P. Lio, Repubblica); “Basta insulti. Temo per le mie figlie” (intervista della Kienge su Repubblica); “La solidarietà non basta. Tocca a noi difendere Cecile” (Gad Lerner, Repubblica); ne scrive, tra gli altri, anche l’Osservatore Romano: “Episodio di intolleranza contro il ministro Kienge”.

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28 Luglio 2013
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Un Patto per non precipitare

28 Luglio 2013
di Vittorio Sammarco

Un patto contro la povertà. Lo lanciano Acli e Caritas, con l’obiettivo di arrivare ad introdurre anche in Italia il Reddito di Inclusione sociale.  Sottoscriverlo è già importante, ma non basta: occorre l’impegno di associazioni movimenti e partiti.

La povertà in Italia si fa più drammatica. Gli ultimi dati dell’Istat lo evidenziano con forza: secondo l’Istituto nazionale di statistica le persone in povertà relativa sono 9 milioni 563 mila (il 15,8% della popolazione); di questi, 4 milioni e 814 mila (8%) sono poveri assoluti, cioè persone che non riescono ad acquistare beni e servizi essenziali per una vita dignitosa. Un aumento deciso rispetto all’anno precedente in cui erano 8.163.000 le persone in povertà relativa e 3 milioni 415 mila quelle in povertà assoluta.

E mentre le discussioni politiche si arrovellano su questioni che non sempre appaiono importanti, ecco che parte la proposta di un Patto Aperto contro la Povertà, lanciata da Acli e Caritas il 24 luglio

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27 Luglio 2013
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RENZI E IL PD. E ALTRO

27 Luglio 2013

Commenti alla Direzione del Pd di venerdì 26: “Il vaso di coccio della maggioranza” (Claudio Tito, Repubblica), “Letta e Renzi, i due percorsi che spaccano i democratici” (Massimo Franco, Corriere della Sera), “Renzi sta finendo nell’angolo, ma la colpa è anche un po’ sua” (Stefano Folli, Sole 24Ore), “E ora il Pd vuole ‘prodizzare’ Renzi” (Andrea Colombo, Manifesto). Poi altro: “Scelta civica. L’ala cattolica tentata dall’Udc” (Corriere della Sera); “A passo lento la ripresa si avvicina” (Mario Deaglio, La Stampa); “Legge elettorale: il governo prova a mediare” (F. Fantozzi, Unità); “Province svuotate di poteri diventano assemblee di comuni” (L. Salvia, Corriere); “Il problema resta. Omofobia, impossibile pretesa” (Francesco d’Agostino, Avvenire); “La mia vita prigioniera in fuga dall’amore violento” (testimonianza di Giulia, Corriere).

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