7 Marzo 2017
by Giampiero Forcesi
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“Un centrosinistra plurale può salvarci dal populismo”. Intervista a Franco Monaco

7 Marzo 2017
di Pierluigi Mele

 

Pubblichiamo l’intervista che Franco Monaco ha rilasciato il 6 marzo a Pierluigi Mele nel blog da lui curato (“Confini”) nell’ambito di Rai News. Nella foto Franco Monaco, il primo a destra, in un incontro ca Milano lo scorso 14 febbraio, insieme a Giuliano Pisapia, Laura Boldrini, Gad Lerner e Massimiliano Smeriglio

 

Onorevole Monaco, lei è un “ulivista” della prima ora. E’ stato, ed è tuttora, molto vicino a Romano Prodi, è stato tra i fondatori del PD. Quindi lei può aiutarci a capire più in profondità la crisi del suo partito. Per molti la crisi del PD è dovuta alla persona di Matteo Renzi. Per alcuni è visto come un “usurpatore” della tradizione, o delle tradizioni, del PD. Non pensa che le colpe siano un po’ più larghe? Di trasformismi all’interno del PD ve ne sono stati diversi…

Prima di stabilire le responsabilità, merita fissare la portata del fatto. La scissione segna l’affossamento del progetto del PD nel solco dell’Ulivo, quale partito di centrosinistra a vocazione maggioritaria, inclusivo verso il centro ma anche verso sinistra. E resta agli atti che quel fallimento si è prodotto nel tempo in cui Renzi era alla guida del PD.

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6 Marzo 2017
by Giampiero Forcesi
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IL RISCHIO WEIMAR E IL QUIRINALE

6 Marzo 2017

Stefano Folli, su Repubblica, invita esplicitamente il presidente Mattarella a intervenire nella pericolosa involuzione politica in atto: “Il rischio Weimar e il Quirinale”. Paolo Mieli, sul Corriere della sera, considera un azzardo il tentativo di rivincita che Matteo Renzi sta mettendo in atto in queste settimane e titola il suo editoriale “Il cammino a ritroso della politica italiana”. Il Corriere pubblica un’intervista di Aldo Cazzullo a Andrea Orlando: “Io posso battere Matteo”. Guglielmo Epifani dice a Il Fatto: “Il Pd renziano è crollato. Siamo usciti troppo tardi”. Gianfranco Pasquino, sul mulino online, scrive che nel Pd non esistono più spazi di discussione sulle politiche e la visione complessiva, mentre la rielaborazione di una cultura politica riformista avrebbe dovuto essere centrale per guidare una comunità e un Paes (“Scissione e culture politiche”). Giuliano Pisapia, intervistato dal Corriere, dice: “Noi alleati di chi unisce”. Alessandro Campi, sul Mattino, spiega “Perché Berlusconi ritorna in gioco”. Massimo Adinolfi, ancora sul Mattino, critica, però, la magistratura sul caso Consip: “Se si incrina il rapporto di fiducia tra magistrati e investigatori”. Quanto alle cose da fare da parte del governo Gentiloni, Massimo Giannini scrive su Repubblica: “Sotto il vulcano un’occasione irripetibile”; Gianfranvo Viesti sul Mattino dice “Perché tagliando si può migliorare”; Carlo Calenda: “La crescita ma senza scorciatoie” (intervista al Messaggero). Tommaso Nannicini (a proposito del programma di Renzi) scrive: “Irpef. Nel nostro piano i giovani pagano meno”.

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6 Marzo 2017
by Giampiero Forcesi
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LA VALLE: “IL COMPITO DELLA POLITICA? SBLOCCARE LA CIVILTÀ”

6 Marzo 2017

Raniero La Valle analizza la fase che si è aperta dopo il referendum del 4 dicembre e allarga la sua riflessione alla crisi della politica e, più ancora, al compito che, a suo dire, essa dovrebbe assumersi nel  tempo che viviamo: “Il compito della politica? Sbloccare la civiltà”. Il testo, circolato in diversi ambiti, è qui tratto da Adista Documenti n. 8, del 25 febbraio.

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6 Marzo 2017
by Giampiero Forcesi
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NUSSBAUM, FUKUJAMA, FABBRINI, PRODI, MACRON

6 Marzo 2017

Sergio Fabbrini, “Il Libro bianco e la visione confusa del futuro dell’Unione europea” (Sole 24 ore). Stefano Montefiori, “La Francia del futuro secondo Macron” (Corriere della sera). Il programma di Emmanuel Macron. Martha Nussbaum, “I valori americani non sono tramontati. Troppi pessimisti, io vedo compassione” (intervista al Corriere della sera). Francis Fukujama, “La post verità mette in pericolo le democrazie” (Sole 24 ore). Romano Prodi, “L’accordo che verrà tra Cina e Stati Uniti” (Messaggero). Marta Dassù, “La svolta moderata di Trump” (La Stampa).

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5 Marzo 2017
by Giampiero Forcesi
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RENZI TIRA DRITTO E CERCA LA RIVINCITA

5 Marzo 2017

A difendere con maggior determinazione la validità della posizione di Matteo Renzi è, tutt’ora, il politologo Mauro Calise, sul Mattino: “Sinistra nella trincea degli oligarchi”. Anche Marcello Sorgi su La Stampa prova a comprenderne la strategia (ieri: “Su congresso e primarie Matteo tira dritto e vuole la rivincita”; oggi: “Uscire dal trash politico”). Altri mettono in luce l’accanimento anti-Renzi: Franco Cangini, su La Nazione, “Si è aperta la caccia al cinghiale”; Carlo Fusi, su Il Dubbio, “E’ partita la caccia grossa contro il leader Pd”. Critica l’irresponsabilità di coloro che vogliono mettere in crisi il governo sul caso Lotti Paolo Pombeni (“Fare emergere le responsabilità, tutelare la governabilità”). Critici sui giudici per il caso Consip sono Massimo Adinolfi (“Qualche domanda alla sinistra delle anime belle”, Mattino) e Emanuele Macaluso (“Il potere dei pm ci sovrasta e schiaccia il dibattito politico”, Il Dubbio). Duri nei riguardi di Renzi e del giglio magico i giudizi di Ezio Mauro su Repubblica (“Il groviglio dei fedelissimi”) e di Massimo Franco sul Corriere (“Rischio tutti contro tutti nel Partito democratico”). Poi: Michele Emiliano, “L’ego di Matteo rovina per l’Italia” (intervista al Corriere); Roberto Speranza, “Lotti deve dimettersi” (intervista a Repubblica); Gianni Cuperlo, “L’era del fiorentino è finita, ma anch’io sono all’ultimo giro” (intervista a Il Fatto). La replica di Matteo Renzi a Beppe Grillo.

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3 Marzo 2017
by Giampiero Forcesi
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CRICCA TOSCANA O INCHIESTA MAL FONDATA?

3 Marzo 2017

Franco Monaco ironizza sui renziani e polemizza con Andrea Orlando (“La grande fuga dei renziani da Renzi” Il Fatto). Daniela Preziosi sul Manifesto scrive: “Con Orlando i lettiani nel nome dell’Ulivo”. Rosa Russo Jervolino in un’intervista a Il Dubbio: “Rimango nel Pd anche se il clima è diventato irrespirabile”. Emanuele Macaluso, soprattutto guardando Napoli, dice: “Le primarie sono un’offesa per chi ama la politica” (Il Dubbio). In un’intervista a Il fatto Miguel Gotor dice: “Il Pd ucciso dagli interessi di una cricca toscana”. Ma Luciano Violante, intervistato dall’Avvenire, replica: “Cautela, altre inchieste si sono sgonfiate”, e Claudio Cerasa sul Foglio scrive “Contro la Repubblica fondata sulle procure”. Sul Mattino Luigi Covatta, in polemica con Stefano Folli, spinge Renzi a tirare dritto per la sua strada, quella del riformismo possibile (“La questione morale a due facce”). Viceversa Ugo Mattei sul Manifesto dice che “A sinistra serve una ‘quarta posizione’”.

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3 Marzo 2017
by Giampiero Forcesi
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MATTARELLA: “IL CORAGGIO DI ANDARE CONTROCORRENTE”

3 Marzo 2017

Sergio Mattarella, in un recente discorso, indica una direzione di marcia: “Visione mercantilistica e il coraggio di andare controcorrente” (Sole 24 ore). Adriana Cerretelli, sullo stesso giornale, fa il punto sulla questione europea: “Europa in cerca di antidoti al disastro”.  Per affrontare i cambiamenti necessari servirebbe un’alleanza delle forze politiche che credono nella Ue, ma forse in Italia ciò non si riuscirà a farlo: lo sostiene Michele Salvati sul Corriere della sera (“La difficile partita delle riforme da fare”). Marco Causi, economista del Pd, prova a indicare “Come curare il declino italiano” (a proposito di  un libro di Salvatore Rossi, sull’Unità). Giuseppe Berta sul Secolo XIX analizza “L’economia da rilanciare e la ricetta di Calenda”.). Leonardo Becchetti, su Avvenire, scrive su “Le micro-imprese e un Paese da riavviare”.

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2 Marzo 2017
by Giampiero Forcesi
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“MATTEO ESCA DALLA NEBBIA”

2 Marzo 2017

Su Il Regno n. 4 Gianfranco Brunelli valuta negativamente il Renzi del dopo referendum perché non ha saputo o voluto spiegare la sconfitta (“La sinistra che ha fallito”) e Paolo Segatti  prova a dire “Perché ha perso il Sì”. Il gesuita p. Francesco Occhetta interviene su Famiglia cristiana: “Pd, quel divorzio senza lacrime”. Sull’inchiesta che tocca il padre di Matteo Renzi  (Giovanni Bianconi, “Così Russo e Tiziano Renzi si facevano promettere soldi”, Corriere della sera) scrivono Stefano Folli (“Matteo esca dalla nebbia”, Repubblica), Paolo Pombeni (“Fare subito chiarezza e garantire la trasparenza”, Sole 24 ore) e Marcello Sorgi (“Colpi bassi e manette in vista delle primarie”, La Stampa). Massimo Franco, più in generale, parla di “Un Pd illuso che la scissione risolvesse la sua crisi” (Corriere).

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2 Marzo 2017
by Giampiero Forcesi
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“QUANDO VEDREMO DAVVERO LA CRISI…”

2 Marzo 2017

L’esito pericoloso e molto probabile della attuale congiuntura politica è una grave ingovernabilità. A questa tesi  di Giovanni Orsina (“Per rispondere alla sfida serve la Costituente”, La Stampa 7 febbraio) replica Marco Olivetti su Avvenire, sostenendo che, sì, servirebbe, ma non è ancora il tempo…: “Costituente? Solo quando vedremo davvero la crisi”. Si sono costituiti, intanto, i gruppi parlamentari del nuovo partito “Articolo 1 – Movimento democratico e progressista” (ecco i 14 senatori, e i 36 deputati). Dice Maria Cecilia Guerra, presidente del gruppo dei senatori: “Siamo parte della maggioranza, ma diremo la nostra” (intervista all’Unità). Per Marcello Sorgi, su La Stampa, “I bersaniani minano l’asse tra Matteo e Pisapia”. Stefano Folli scrive: “Il corpo stanco del Pd e un partito personale a rischio con le primarie” (Repubblica) e Andrea Orlando, a Repubblica, dice: “Soltanto io posso tenere unito il Pd. Emiliano populista”. Ad Angelo Panebianco che aveva parlato sul Corriere de “L’inevitabile frattura nel partito di sinistra” replica Claudio Petruccioli su Italia Oggi: “Renzi dica che partito vuol fare”. Alle proposte di Matteo Renzi  (“Così riscrivo il welfare”, intervista al Messaggero), ribadite da Tommaso Nannicini (Luciano Capone, “Nannicini spiega perché il Pd può rinascere solo con il metodo jobs act”, Il Foglio) replica sul Manifesto Laura Pennacchi: “La piena e buona occupazione non è un ferro vecchio”.

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1 Marzo 2017
by Giampiero Forcesi
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IL SUICIDIO ASSISTITO DI DJ FABO

1 Marzo 2017

Sul Sole 24 ore gli interventi di Francesco D’Agostino, presidente emerito del Comitato nazionale di bioetica, “La morte non può essere un diritto ma è necessario trovare mediazioni”, e di Gilberto Corbellini, docente di bioetica a Roma, “Senza una legge sul fine vita abusi e pratiche non trasparenti”. Luigi Manconi, sull’Unità: “Due idee di sovranità sul proprio corpo”, e l’Appello di Matteo, giovane disabile gravissimo, cui Manconi  si riferisce (“Dj Fabo, non andare a morire”, Avvenire del 25/2). Sul Corriere della Sera Mauro Covacich scrive: “Quel dilemma per i cattolici: perché una morte dignitosa nega la sacralità della vita?”. Paolo Rodari su Repubblica: “Dalle crociate di Ruini ai toni soft di Bagnasco: così il papa ha ispirato la svolta sul fine vita”. La presidente della Commissione Affari sociali della Camera, Donata Lenzi: “Ora subito la legge. Ma anche con quella sarebbe dovuto andare all’estero” (intervista a Repubblica). Altri contributi: Cesare Mirabelli, “Non c’è un diritto a morire, la Costituzione tutela la vita” (Avvenire); Stefano Rodotà, “Autodeterminazione e responsabilità” (Repubblica); Aldo Masullo, “A chi spetta la scelta di morire?” (Mattino); Gaetano Quagliariello, “Una sconfitta. Lo Stato non può dare la morte” (Il Dubbio); Emma Fattorini, “Temi difficili. La legge non può risolvere tutto” (Unità); Piergiorgio Cattani, “Consideriamo la sofferenza interiore” (Trentino); Giuseppe Savagnone, “Il rispetto dovuto” (Avvenire); Marco Politi, “Testamento biologico. Inutile e indecente per la politica nascondersi dietro alla chiesa” (Il Fatto); Ferdinando Camon, “La libertà dell’individuo e il rispetto della scelta” (Trentino). La testimonianza  di Giovanna Da Ponti, “Voglio vivere. La libertà non è fare ciò che vuoi” (intervista a La Stampa).

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