4 Maggio 2018
by Giampiero Forcesi
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IL PD IMMOBILE. MORO E PAOLO VI. FRANCESCO E MARX

4 Maggio 2018

Piero Ignazi (Repubblica): “Il partito immobile”. Massimo Adinolfi (Il Mattino): “L’unità di facciata del partito immobile”.  Virginio Merola, sindaco dem di Bologna: “Una falsa unità. E’ un partito personale. In futuro meglio divisi” (La Stampa). Federico Geremicca, “La confusione che blocca i democratici” (La Stampa). Stefano Ceccanti : “Le mie convinzioni” (dal suo blog del 3 maggio). Fabio Vander sul Manifesto: “Benjamin e il partito della sinistra”. Marzio Breda, quirinalista del Corriere della sera: “L’idea di un super partes”. Il sondaggio di Nicola Piepoli: “Il centrodestra sfiora il 40%. Indietro i Cinque stelle” (La Stampa). SU MORO: Miguel Gotor, su Il Fatto: “La ragion di Stato fermò i 10 miliardi di paolo VI per Moro”. Raniero La Valle, “Fu un sacrificio” e “Democrazia in affanno”, in cui mette il link a un suo articolo dell’aprile 1978 (dal sito lachiesadeipoveri). ALTRO: Gian Enrico Rusconi, “La battaglia solitaria del pontefice ai populismi” (La Stampa). Laura Pennacchi, “Modello di sviluppo e capitalismo nell’era digitale” (Manifesto). Antonio Gibelli, “Non buttate Marx” (Secolo XIX). Dario Di Vico, “Il Nord a trazione leghista e la sfida con l’Europa” (Corriere della sera). Sull’Avvenire un editoriale di Massimo Calvi sulla questione demografica: “Fare i conti con la realtà”.

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1 Maggio 2018
by Giampiero Forcesi
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IL (DISCUTIBILE) RITORNO DI MATTEO RENZI

1 Maggio 2018

Dopo l’uscita domenicale di Renzi in Tv: Monica Guerzoni, “L’ex segretario Pd soddisfatto per lo share da Fazio” (Corriere della sera); Emilia Patta, “Pd, i dialoganti contro Renzi” (Sole 24 ore); Stefano Cappellini, “Il leader dem che imita il sacro blog” (Repubblica); Luigi Zanda, “Quando ci si dimette dopo aver dimezzato i voti si abbandona” (intervista al Corriere della sera); Stefano Folli, “Così finisce la legislatura mai nata” (Repubblica); Gustavo Zagrebelsky, “L’Aventino renziano è vagamente eversivo” (intervista a Il Fatto); Walter Tocci, “Il Pd deve discutere con il M5S. Anche l’SPD ci ha ripensato” (Il Fatto); Sandra Zampa, “Ormai il problema è l’identità del partito” (intervista a La Stampa); Massimo Adinolfi, “Matteo, ovvero l’ex ancora in sella. Com’è difficile ritirarsi a vita privata” (Mattino); Giandomenico Crapis, “I tre errori dell’ex segretario” (Manifesto).

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30 Aprile 2018
by Giampiero Forcesi
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DALLE MONETINE A CRAXI ALL’ANTIPOLITICA DI OGGI

30 Aprile 2018

Il pensiero, a volte criptico, di Arturo Parisi: “Inutile e pericoloso rivotare con la vecchia legge elettorale” (intervista al Messaggero). L’opinione del liberal Michele Salvati: “Un percorso riformista che non deve interrompersi” (Corriere della sera). Il giudizio di Gian Franco Pasquino sul no di Renzi ai Cinque stelle: “Preferisce l’Italia giù nel baratro. Contento lui…” (intervista a Il Fatto). Un’aperture parziale quella di Carlo Rognoni sul Secolo XIX: “Dem, giusto il tavolo anche se non funzionerà”. Il Foglio raccoglie opinioni sull’ipotesi di accordo Pd-M5s: “Un governo da incubo”. Marco Conti su Renzi: “Il sostegno esterno del Pd a un governo per le riforme” (Messaggero). Francesco Pacifico, “Governo del presidente: costituzionalisti divisi” (Mattino). Ugo Magri, “Berlusconi tentato dall’offerta dem, ma insiste per Salvini premier” (La Stampa). Per Claudio Cerasa si potrebbe fare un governo tra centrodestra e Pd: “Perché il Pd con il M5S sì, e il Pd con il centrodestra no?” (Foglio). E sui 25 anni dalle monetine a Craxi Giovanni Orsina offre una saggia riflessione: “Non basta una monetina per cambiare” (La Stampa). Intanto, ecco “Trump il lunatico, che sta cambiando il mondo” (Danilo Taino, Corriere della sera) e “Europa contro i dazi ma l’Italia è fuori dalla partita” (Marco Zatterin, Secolo XIX).

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28 Aprile 2018
by Giampiero Forcesi
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Moro, Dossetti e le nostre chiusure

28 Aprile 2018
di Lino Tosetti

 

Pubblichiamo volentieri questo scritto che l’autore ha inviato alla redazione di C3dem

 

Quando, a pochi giorni dal suo rapimento, l’on. Aldo Moro parlando all’assemblea dei gruppi parlamentari della Dc, per condurre il suo partito alla scelta della solidarietà nazionale, non usò argomenti tattici o di piccola convenienza, e invitando ad “affinare l’anima”, con una riflessione definita a posteriori il suo “testamento politico”, esplicitamente affermò:

«Possiamo dire che abbiamo cercato seriamente e lentamente la verità…

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28 Aprile 2018
by Giampiero Forcesi
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Ritrovare il tempo e la comunità smarrita

28 Aprile 2018
di Francesco Lauria

 

“Riflessioni notturne, a latere di un viaggio nel cuore dell’Europa, prima dell’Apocalisse”. Così il sottotitolo di questo articolo, frutto di un recente viaggio di studio a Bruxelles, promosso dalla Cisl della Toscana e dall’Istel (Istituto di studi toscani di economia e del lavoro), nell’ambito di un percorso formativo per quadri sindacali. L’autore è membro del Centro Studi Nazionale che la Cisl ha a Firenze

 

Chi deve interpretare il tempo che resta per ritrovare una bussola nella comunità smarrita? A latere di un viaggio “sindacale” nel cuore dell’Europa, mentre in televisione o dagli schermi dei nostri smartphone osserviamo i missili occidentali delineare una possibile nuova “guerra umanitaria”, è questa la domanda notturna che risuona…

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28 Aprile 2018
by Giampiero Forcesi
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M5S-PD, SFIDA ALLA LOGICA?

28 Aprile 2018

Non sembra aver torto Marcello Sorgi: “Verso gli esiti di una legislatura nata già morta” (La Stampa). Francesco Verderami indica l’ultima spiaggia: “La Carta di una ‘maggioranza di responsabilità’” (Corriere della sera). Ieri Sorgi aveva scritto: “Unica via d’uscita è l’armistizio tra Di Maio e Renzi”. Ma sulla trattativa Pd-M5S, in realtà, scommettono in pochi: Emilia Patta, “Spiragli da Renzi: ascolteremo chi indicherà Mattarella” (Sole 24 ore); Daniela Preziosi, “Renzi torna (in Tv) e detta la linea al Pd” (Manifesto); Stefano Folli, “Renzi al bivio: o la sua linea o correrà da solo” (Repubblica). Giancarlo Bosetti, “M5S-Pd, sfida alla logica” (Repubblica). Dice Paolo Pombeni sul Sole 24 Ore: “Il contratto non basta. Al governo servono tenuta e prospettive”. Per Gianni Cuperlo, “La via è stretta, potremmo fallire, ma dobbiamo sederci al tavolo” (al Corriere della sera). Giorgio Tonini, sul blog di Libertà eguale, dice: “Dialogo con i Cinque stelle? Solo se l’Europa è al centro”. Per Rosy Bindi, “L’Italia prima del Pd. Si può discutere con i 5 Stelle ma non sia un patto di poltrone” (a Repubblica). La linea di Repubblica l’ha indicata Mario Calabresi: “Dialoganti, non subalterni”. A Michele Serra, nella sua amaca di oggi, però non dispiacerebbe un governo Pd-M5S. Giovanni Orsina su La Stampa parla di “Suicidio della politica”. Ernesto Galli della Loggia scrive: “I partiti e le promesse. Cambiare è facile. A parole” (Corriere della sera). Gianfranco Brunelli intervista Arturo Parisi su Il Regno: “Elezioni del 4 marzo: cataclisma e apocalisse”.

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25 Aprile 2018
by Giampiero Forcesi
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MA UN PD DEBOLE E DISUNITO PUÒ CONDIZIONARE I 5 STELLE?

25 Aprile 2018

Emilia Patta, sul Sole 24 ore, racconta la scelta di Di Maio: “Governo M5S-Pd o ritorno al voto”, Commenta Marcello Sorgi: “L’ultimatum del M5S complica tutto in casa dem” (la Stampa). Dice Stefano Folli: “Solo Renzi può uscire dalla crisi” (Repubblica), concorda Piero Fassino: “Renzi è un innovatore, sbaglierebbe a dire di no” (a La Stampa). Persino Franco Monaco si appella a Renzi nel suo articolo sull’Huffington post (“M5S-Pd: sei paradossi, sei opportunità”). Luigi Berlinguer propone “Un compromesso come fece Enrico” (a Il Fatto). Stefano Passigli, sul Corriere della sera, sostiene che al Pd conviene di provare a condizionare il M5s: “Il Pd e il decisivo potere dell’ago della bilancia”. Non così Ezio Mauro, su Repubblica, che diffida dei Cinquestelle e, soprattutto, denuncia l’inconsistenza dell’attuale Pd (“La mezza rivoluzione di Di Maio”). Diffidenti anche Biagio De Giovanni (“Due partiti troppo lontani per allearsi”, Mattino) e Carlo Rognoni (“Tra dem e grillini troppe differenze sul ruolo dell’Europa”, Secolo XIX). Per Claudio Cerasa meglio tornare al voto piuttosto che un accordo Pd-M5s (“Mattarella in campo per evitare Salvini”, Foglio). Emanuele Macaluso esorta: “Il Pd dica quali sono le sue condizioni” (Il Dubbio). Arturo Parisi è molto scettico: “Ignorato troppo a lungo il Paese”, a Italia Oggi). Scettico lo è anche Aldo Carra sul Manifesto (“Pd-M5s, la tentazione di fare terra bruciata”).

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25 Aprile 2018
by Giampiero Forcesi
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L’ADDIO A GIOVANNI GALLONI

25 Aprile 2018

Si sono svolti ieri a Roma, alla presenza di Sergio Mattarella, i funerali di Giovanni Galloni, storico esponente della DC ed ex vicepresidente del CSM: aveva 91 anni. Ha celebrato il rito funebre il figlio Matteo, sacerdote impegnato in una missione in Africa, e ne ha tratteggiato la figura al termine del rito l’altro figlio, Nino, economista.  Galloni era nato a Paternò, in provincia di Catania, il 16 giugno del 1927: si laureò in Giurisprudenza, conseguì la docenza in Diritto Agrario nel 1959 e insegnò in diverse università (Napoli, Firenze e Roma Tor Vergata). Fu tra i fondatori della corrente di sinistra della Democrazia Cristiana, vicepresidente del partito e per due volte vicesegretario negli anni Sessanta e Settanta. Fu anche ministro della Pubblica Istruzione nei governi Goria e De Mita (tra il 1987 e il 1989), direttore del Popolo, quotidiano politico organo del Partito Popolare (dal 1982 al 1986) e vicepresidente del Consiglio Superiore della Magistratura dal 1990 al 1994. Un articolo di Rainews raccoglie alcune dichiarazioni di esponenti politici. Il ricordo di Piero Sansonetti su Il Dubbio: “Addio Galloni, gigante dimenticato”.

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