DALLE MONETINE A CRAXI ALL’ANTIPOLITICA DI OGGI

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Il pensiero, a volte criptico, di Arturo Parisi: “Inutile e pericoloso rivotare con la vecchia legge elettorale” (intervista al Messaggero). L’opinione del liberal Michele Salvati: “Un percorso riformista che non deve interrompersi” (Corriere della sera). Il giudizio di Gian Franco Pasquino sul no di Renzi ai Cinque stelle: “Preferisce l’Italia giù nel baratro. Contento lui…” (intervista a Il Fatto). Un’aperture parziale quella di Carlo Rognoni sul Secolo XIX: “Dem, giusto il tavolo anche se non funzionerà”. Il Foglio raccoglie opinioni sull’ipotesi di accordo Pd-M5s: “Un governo da incubo”. Marco Conti su Renzi: “Il sostegno esterno del Pd a un governo per le riforme” (Messaggero). Francesco Pacifico, “Governo del presidente: costituzionalisti divisi” (Mattino). Ugo Magri, “Berlusconi tentato dall’offerta dem, ma insiste per Salvini premier” (La Stampa). Per Claudio Cerasa si potrebbe fare un governo tra centrodestra e Pd: “Perché il Pd con il M5S sì, e il Pd con il centrodestra no?” (Foglio). E sui 25 anni dalle monetine a Craxi Giovanni Orsina offre una saggia riflessione: “Non basta una monetina per cambiare” (La Stampa). Intanto, ecco “Trump il lunatico, che sta cambiando il mondo” (Danilo Taino, Corriere della sera) e “Europa contro i dazi ma l’Italia è fuori dalla partita” (Marco Zatterin, Secolo XIX).

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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