2 Gennaio 2016
by Giampiero Forcesi
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ITALIANIEUROPEI: LA NUOVA CHIESA DI BERGOGLIO

2 Gennaio 2016

Il numero 6/2015 di “Italianieuropei” dedica un dossier alla nuova chiesa di Bergoglio. Tra i contributi: Paolo Corsini, “Papa Francesco tra ecclesiologia e cattolicesimo politico”; Maria Cristina Bartolomei, “Papa Francesco e la modernità”; Massimo Faggioli, “Bergoglio e le Americhe”; Alberto Melloni, “Riforma del papato, riforma della chiesa”; Giovanni Nicolini, “La spiritualità di Francesco”. Altri articoli sono di Domenico Rosati, Marco Impagliazzo, Antonio Menniti Ippolito, Vittorio Possenti, Mario Morcellini, Stefano Zamagni, Anna Chiara Valle, Andrea Grillo e Monica Frassoni.

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1 Gennaio 2016
by Giampiero Forcesi
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Unioni civili: l’importanza di una seria mediazione culturale

1 Gennaio 2016
di Guido Formigoni

 

Sta per arrivare in parlamento il momento topico della discussione per la legge sulle unioni civili. Le cose sono ancora molto combattute. La contraddizione sostanziale mi sembra questa: esiste ormai da anni un aperto dialogo e uno spazio di intesa tra culture diverse su questi temi, che ha prodotto alcuni articolati e positivi superamenti dei vecchi steccati cattolici/laici, conservatori/progressisti, sostenitori dei diritti individuali/sostenitori della stabilità sociale. Ma quando si arriva a un punto di caduta concreto, sembra purtroppo ancora molto difficile uscire da una sorta di richiamo simbolico alla nettezza delle posizioni, che conclude all’impotenza reciproca nel trovare un punto di consenso.

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1 Gennaio 2016
by Giampiero Forcesi
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LO STATO DEGLI ITALIANI

1 Gennaio 2016

Grazie al consueto sondaggio Ilvo Diamanti presenta su Repubblica “Lo Stato degli italiani”, cioè un’analisi dell’umore odierno degli italiani nel rapporto con le istituzioni; e Massimo Bordignon annota che “Il più amato è il Papa, bene la scuola”. In una assai critica intervista al Manifesto Stefano Rodotà parla dello scontento del Paese e afferma: “Non è populismo, è crisi della rappresentanza” (“Una falsa democrazia anticipa il nuovo regime”). Il direttore del Mattino, Alessandro Barbano, dopo le polemiche sulla disattenzione del governo per il Sud, intervista Matteo Renzi: “La sfida al Sud è partita”. Il Corriere della Sera chiude l’anno con un editoriale di Dario Di Vico: “Economia, la svolta che ancora non c’è”. Il Redattore sociale analizza “Il sociale nel 2015, anno dei rifugiati e della lotta alla povertà”. Avvisaglie di nuovi aspri conflitti sulle riforme costituzionali: Roberto D’Alimonte, sul Sole, spiega che  “Il premier punta sul referendum perché incassa consensi universali”; Pierluigi Bersani al Corriere dice che “E’ un errore puntare sul referendum”; Alessandro Pace su Repubblica mette in guardia: “Il rischio del premier”; il Corriere della Sera pubblica due pareri opposti sull’Italicum (R. D’Alimonte,Si tratta di un punto d’equilibrio” e G. Pasquino, “Serve soltanto a chi governa”); Stefano Ceccanti,La scommessa del referendum” (Unità). Il saluto di Mario Calabresi nell’ultimo editoriale su La Stampa: “Insieme siamo entrati nel futuro”.

 

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1 Gennaio 2016
by Giampiero Forcesi
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FRANCESCO: APRIRE NUOVE VIE. MATTARELLA: ABBATTERE PREGIUDIZI E DIFFIDENZE

1 Gennaio 2016

Ha detto Francesco nell’omelia del primo giorno dell’anno, Giornata mondiale della pace: “Dove non può arrivare la ragione dei filosofi né la trattativa della politica, là può giungere la forza della fede che porta la grazia del Vangelo di Cristo, e che può aprire sempre nuove vie alla ragione e alle trattative”. Ha detto Sergio Mattarella nel discorso di fine anno: “Bisogna lavorare per abbattere, da una parte e dall’altra, pregiudizi e diffidenze, prima che divengano recinti o muri, dietro i quali potrebbero nascere emarginazione e risentimenti”.

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30 Dicembre 2015
by Giampiero Forcesi
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CRISI DELLE CLASSI DIRIGENTI, DELLE ELITE, DELLE UNIVERSITÀ

30 Dicembre 2015

“Stiamo vivendo una fase di grande distanza tra il mondo delle professioni e del sapere e il mondo della politica. Ma se non si combinano i due fattori (…) la politica rischia di inaridirsi”. In un’intervista al Mattino del 29 dicembre (“Non solo primarie per creare classe dirigente”) il ministro Andrea Orlando pone il problema della mancata formazione della classe dirigente, ovunque, ma soprattutto nel Meridione, dove – dice – al Pd, che è oggi alla guida di tutte le regioni, spetta dimostrare che “c’è stato un cambio di marcia”. Riprende il filo del discorso Alessandro Campi, sempre sul Mattino: “Il lungo divorzio tra partiti e società civile”. Sul Corriere della Sera Mauro Magatti scrive che “ancora dominate da un’etica individualistica e consumistica, le elite sembrano non saper riconoscere – e ancor meno interpretare – il bisogno diffuso di più legame sociale” (“Il neo-liberismo è in crisi di risultati e di idee”). Ancora sul Corriere Ernesto Galli Della Loggia, riprendendo i dati di un rapporto della Fondazione Res (“Nuovi divari. Un’indagine sulle università del Nord e del Sud”), descrive la situazione di impoverimento delle università italiane, soprattutto meridionali, e si appella a Renzi perché rivolga la sua attenzione a una questione che è cruciale per il Paese (“Università, il declino da fermare”).

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30 Dicembre 2015
by Giampiero Forcesi
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Franco Monaco interroga i cattolici democratici e sociali

30 Dicembre 2015

 

“Il deputato Franco Monaco torna a incalzare il ‘suo’ Pd sulla questione della regolazione delle convivenze che Renzi vuole realizzare. Offre anche domande che riguardano tutti , non solo i cattolici dem”. Così Marco Tarquinio, direttore dell’Avvenire, presenta ai lettori la lettera che Franco Monaco gli ha indirizzato, e a cui risponde sul suo quotidiano.

La lettera di Franco Monaco contiene, ad un certo punto, questa passaggio: “Mi sento di porre ai cattolici democratici e sociali una domanda: non avvertono essi il rischio di un doppio, speculare scostamento del Pd rispetto all’Ulivo, così come essi lo avevano pensato e promosso da cofondatori? Un depotenziamento della sua sensibilità sociale, della sua tensione all’uguaglianza, della sollecitudine per i soggetti deboli e, per converso, una deriva verso posizioni individualistiche e laiciste in tema di diritti civili?”.

Lettera e risposta si trovano in “’Unioni sì, matrimoni gay no’. I nodi cruciali per credenti e no” (Avvenire, 30 dicembre).

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30 Dicembre 2015
by Giampiero Forcesi
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LA CONFERENZA STAMPA DI RENZI. IL SOGNO DI ILVO DIAMANTI. I CINQUE STELLE

30 Dicembre 2015

Sulla conferenza stampa di Matteo Renzi (“Ora la sfida più grande”, Unità) i commenti di Stefano Folli su Repubblica (“Tra amministrative e referendum Renzi si gioca il consenso”), di Antonio Polito sul Corriere (“La partita più insidiosa inizia ora”), di Claudio Cerasa (“Renzi e il 2016? Go big or go home”) e di Giuliano Ferrara (“Viva il leader a tempo determinato”) sul Foglio, di Giovanni Sabbatucci sul Messaggero (“La debolezza del Pd può frenare il cammino del leader”) e di Giovanni Orsina su La Stampa (“Quindici mesi difficili in agenda”). E su Repubblica Ilvo Diamanti rivela il suo sogno: “E se nascesse una nuova forma di partecipazione?”. Quanto al Movimento di Grillo, Roberto Weber su Italia Oggi dice che “Si è fermata la crescita del M5S”; ma giorni fa Gianroberto Casaleggio in un’intervista al Corriere diceva: “Vogliamo vincere a Roma. E’ la prova prima del governo”; e sulla stessa pagina Dario Di Vico si soffermava su “La delusione sociale di cui beneficia il grillismo”.

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30 Dicembre 2015
by Giampiero Forcesi
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PAOLO MIELI E FRANCO MONACO. ANGELO PANEBIANCO E STEFANO CECCANTI

30 Dicembre 2015

Un editoriale di Paolo Mieli sul Corriere a favore dell’Italicum (“La lezione elettorale di Madrid”) e una replica di Franco Monaco (lettera al Corriere). All’editoriale sullo stesso tema di Angelo Panebianco sempre sul Corriere (“L’Italicum, il minore dei mali”) risponde Stefano Ceccanti con una lettera al Foglio (“Il male maggiore?”). Sul Sole 24 Ore Roberto d’Alimonte scrive su “Italicum e tripolarismo”.  

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29 Dicembre 2015
by Giampiero Forcesi
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Il Giubileo della misericordia nella crisi dei debiti sovrani

29 Dicembre 2015
di Giovanni Carrosio

 

Il Giubileo straordinario della misericordia viene indetto dal Santo Padre in un momento della storia dell’umanità nel quale l’insostenibilità del debito – sia nella dimensione sovrana che in quella privata – non solo è al centro del dibattito pubblico, ma dà origine a relazioni sociali e politiche inique tra gli individui e tra gli Stati. Otto anni di crisi economica hanno portato a enormi deficit di bilancio degli Stati, alla ricomparsa della povertà nei paesi sviluppati e alla crescita della massa debitoria a livello mondiale. Le recenti vicende greche sono un presagio di come il problema del debito possa fare precipitare i paesi già sviluppati in una spirale di impoverimento. In questo contesto riproporre nella contemporaneità i principi che sono alla base della remissione del debito e della liberazione dalla schiavitù, rimette in moto l’istituzione giubilare e la incarna allo stesso tempo nel mondo contemporaneo e nel suo naturale orizzonte escatologico e messianico.

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