15 Marzo 2016
by Giampiero Forcesi
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15 Marzo 2016
Elezioni regionali tedesche. I socialisti perdono ovunque, rischiando di arrivare vicini alla soglia di sopravvivenza del 5%. I democristiani sono in forte calo. Avanzano i verdi (nel Baden) e l’estrema destra: sia all’ovest (Baden, Palatinato) sia soprattutto nella regione della Sassonia-Anhalt (Magdeburgo), un Land povero della fu Germania comunista.
In Polonia, Ungheria, Cechia, Slovacchia, Austria, Slovenia, Croazia – nelle terre un tempo asburgiche, e, salvo l’Austria, comuniste per quarant’anni – dominano partiti o politiche di estrema destra, davvero ai limiti del ritorno di un nuovo fascismo.
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Usando categorie marxiste, il fascismo classico aveva come base sociale la media e piccola borghesia, impoverita o impaurita dal timore di impoverirsi, ed il “sottoproletariato”, manovalanza politica e militare pronta a tutto; aveva come collante ideologico il culto di un capo, la ricerca di una identità etnico-nazionale con riferimenti “ideologici” anche al cristianesimo (Maurras e Petain in Francia, mons. Tyso nella Slovacchia pro-nazista), l’odio verso il diverso (gli ebrei).
Oggi ritroviamo in molti movimenti di destra, estrema e meno estrema, le medesime caratteristiche
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