Vito D’Ambrosio sul sito del Meic: “Per una cultura politica: ciò che siamo, ciò che vogliamo”.
19 Febbraio 2018
by Giampiero Forcesi
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19 Febbraio 2018
by Giampiero Forcesi
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Vito D’Ambrosio sul sito del Meic: “Per una cultura politica: ciò che siamo, ciò che vogliamo”.
17 Febbraio 2018
by Giampiero Forcesi
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“Il cambio di passo del premier, l’asse con Calenda e il sostegno di Prodi” (Monica Guerzoni, Corriere della sera). Graziano Delrio, “Un errore dividerci, ma ora possiamo recuperare” (intervista a Il Resto del Carlino). “Mediaset, Bonino, Maroni: il partito delle larghe intese” (Andrea Carugati, La Stampa). Mario Ajello, “La tela di Minniti” (Messaggero). Marco Panarari, “Le larghe intese non sono un tabù” (La Stampa). Francesco Verderami, “Il ritorno alle urne non conviene a nessuno” (Corriere della sera). Bruno Vespa, “L’orizzonte dell’unità” (Quotidiano nazionale). Antonio Polito spiega perché un governo pur si farà: “L’attesa del 5 marzo”. Luciano Fontana, direttore del Corriere, intervistato da Il Fatto: “Il primo compito del post voto è una nuova legge elettorale”. IL DIBATTITO A SINISTRA: Enzo Scandurra, “Contro la destra è necessario unire la sinistra” (Manifesto). Gianni Ferrara, “Come costruire un nuovo patto tra stato e mercato” (Manifesto). LE IMPRESE E IL VOTO: Dario Di Vico, “La Confindustria e il voto”; Paolo Bricco, “Quella passione civile del fare impresa”; Gianni Trovati, “Da Confindustria il piano per l’Italia” (Sole 24 Ore). Mauro Magatti, “Piccole e medie imprese, il Paese che ce la fa” (Corriere della sera). Anna Maria Furlan, “Un ‘patto della fabbrica’ per dare futuro al Paese” (Avvenire).
17 Febbraio 2018
by Giampiero Forcesi
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Gli ultimi sondaggi consentiti dicono: “Nessuna maggioranza possibile, M5S in testa, cala ancora il Pd” (Ilvo Diamanti, Repubblica); “Centrodestra in testa, ma nessuna maggioranza” (Roberto d’Alimonte, Sole 24 ore); Lavinia Rivara, “Collegi, la destra fa il pieno” (Repubblica). I sondaggi dicono anche che “Siamo diventati più euroscettici” (Marco Bresolin, La Stampa). Emanuele Macaluso, che ha partecipato a tutte campagne elettorali del dopoguerra, dice che questa è “Una campagna elettorale miserevole” (Il Dubbio). Sui limiti di questa campagna elettorale scrivono anche Sebastiano Maffettone sul Messaggero (“Le paure che la politica non capisce e non gestisce”) e Giovanni Orsina su La Stampa (“La finzione della campagna elettorale”). Stefano Folli imputa alla scarsa autorevolezza di centrodestra e centrosinistra se il M5S va avanti nonostante i tanti passi falsi (“Chi si illude di recuperare i voti grillini”). Dario Di Vico sul Corriere della Sera osserva: “I temi dell’impresa rimossi dai partiti”. Claudio Cerasa spiega quale è “L’unico contratto utile con gli italiani” (Il Foglio).
17 Febbraio 2018
by Vittorio Sammarco
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Ricalca in buona parte i contenuti del documento “Aprire il Paese ad un futuro di speranza”, da lui firmato, e pubblicato sul nostro sito ieri, la lettera/articolo di Lino Prenna, coordinatore nazionale di “Agire politicamente”, che il quotidiano Avvenire ha pubblicato oggi, con il titolo “Trappole del presente, speranza di futuro”, e con l’occhiello che dice: “Voto che mette alla prova i cattolici democratici”. Nella lettera si ribadiscono alcuni rilievi critici al Pd e però si torna anche a dire che resta attuale, e possibile, il progetto che sta all’origine della nascita del Pd e che va declinato nella progressiva costruzione di una democrazia anche sociale ed economica. Non compare, invece, nella lettera, il riferimento alla rete c3dem e al documento che anch’essa ha redatto in vista delle elezioni e che pure abbiamo pubblicato sul sito pochi giorni fa. Quanto a quest’ultimo, ne ha pubblicato alcuni stralci il “SIR”, servizio d’informazione religiosa della Cei (“Elezioni. Rete c3dem – associazioni cattolico democratiche: mettere al centro lavoro, giovani, Europa; vincere chiusure e astensionismo”).
16 Febbraio 2018
by Giampiero Forcesi
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L’associazione, che ha condiviso il documento redatto per le elezioni dalla rete c3dem di cui è membro fondatore, intende formulare, con questa nota, una più esplicita declinazione politica dei principi e dei valori che, in genere, guidano la prassi associativa del mondo cattolico, consapevole del pluralismo politico dei cattolici ma anche responsabile delle proprie ragioni fondative
15 Febbraio 2018
by Giampiero Forcesi
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Di tanto in tanto l’autore manda ad amici, sparsi qua e là, i suoi pensieri, firmandosi ovviamente con il solo nome. Estendiamo alla rete c3dem questo suo messaggio
Un tempo i futuri erano migliori. Ma anche i presenti non scendevano troppo in basso.
Ora, mirando la campagna elettorale, possiamo dire che siamo al fondo.
Per non recriminare anch’io come fan tutti, mi permetto di indicare cosa sento nel fondo del fondo.
12 Febbraio 2018
by Giampiero Forcesi
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Lo storico ed ex direttore del Corriere della Sera, Paolo Mieli, paragona le prossime elezioni a quelle del 1919 ed evoca la marcia su Roma (“La storia e il futuro che i partiti non vedono”). Grande preoccupazione anche in Sergio Fabbrini sul Sole 24 ore di domenica: “Il buio oltre la siepe elettorale”. Ancora sul Corriere, Antonio Polito guarda a Mezzogiorno: “Qui fronte del Sud: la partita decisiva”, Ferruccio De Bortoli accusa di passività le classi dirigenti: “In silenzio verso il voto. Dov’è la classe dirigente?”, e il presidente di Confindustria, Vincenzo Boccia, lancia un appello: “Basta promesse, avanti le riforme”. Federico Geremicca, su Il Secolo XIX, racconta di “Quel vento contrario che spaventa l’ex rottamatore”. Roberto Perotti inizia una serie di articoli sul costo delle promesse dei partiti: “Le promesse del Pd costano 56 miliardi” (Repubblica). Le riflessioni del sindaco di Macerata, Romano Carancini, in un colloquio col Corriere della sera: “Io sindaco nemico del popolo?”. Claudio Tito, su Repubblica, scrive: “5 stelle al bivio: ‘se stiamo fuori, scompariamo’”. Mauro Calise: “La politica non si fa senza curriculum” (Mattino). LAVORO: L’esperto Enrico Morelli su Repubblica: “Il robot non ci toglie il lavoro. Ingenuo pensarlo”. ESTERI: Domenico Quirico è in Niger e scrive: “Nel Niger che attende gli italiani. ‘Fermare i migranti? Perdete tempo’” (La Stampa). Romano Prodi: “Le due Coree e l’illusione olimpica” (Messaggero). Sul petrolio nel Mediterraneo scrive Gianluca De Feo: “Se dall’abisso può sgorgare una strada per la pace” (Repubblica).
12 Febbraio 2018
by Giampiero Forcesi
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“Cattolici democratici: partecipare al voto, guardando ai valori della Costituzione”. Documento dell’assemblea nazionale della Rete di Associazioni cattolico-democratiche “C3dem – Costituzione, Concilio, Cittadinanza” (Bologna, 10 febbraio 2018)
Il momento delle elezioni nazionali è sempre un passaggio molto importante in democrazia. Non dovrebbe essere l’unica occasione in cui si fa appello al popolo; al contrario, la partecipazione dovrebbe essere promossa sempre, al di là dei singoli appuntamenti elettorali. Ma esso esprime un decisivo ritorno di cittadine e cittadini ad esercitare responsabilità e sovranità. Siamo chiamati a eleggere un Parlamento che dovrà dar prova di saper trovare formule e intese per governare il Paese.
11 Febbraio 2018
by Giampiero Forcesi
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Una bella descrizione del corteo antifascista e antirazzista di Macerata per la penna di Goffredo Buccini sul Corriere della sera (“Migliaia al corteo antirazzista. Pd sotto attacco”). Maria Teresa Meli, sul Corriere, racconta “L’amarezza di Renzi: ‘tutto è usato contro di me’”); così Laura Cesaretti su Il Giornale: “Renzi processa ‘Repubblica’: attaccate i fascisti non me”. D’altro lato, “Gli elettori del Pd sempre meno pro migranti”, scrive Renato Mannheimer su Il Giornale. Ma Pietro Fassino dice: “Il 24 ci troveremo uniti contro il fascismo” (intervista a Repubblica). Equilibrate parole di Luciano Violante all’Avvenire: “Attenti ai segnali di violenza e di discriminazione”. Ma Roberto Saviano, sull’Espresso, attacca Pd e 5 Stelle: “Quel silenzio elettorale”; così Marco Revelli sul Manifesto: “Chi è sceso in piazza ci ha salvato la faccia e la Costituzione”. Francesco Bei su La Stampa difende il Pd, ma osserva: “Sui migranti la babele della sinistra”.
9 Febbraio 2018
by Giampiero Forcesi
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Diversi editorialisti si sono soffermati sull’intervista con cui Romano Prodi ha chiarito la sua decisione di andare a votare “per l’affermazione del centrosinistra”. Un convincimento perentorio: “LeU non è per l’unità del centrosinistra. Punto!“. Prendendo le distanze dagli scissionisti, Romano Prodi con quelle poche parole ha fatto però capire qualcosa in più. Ha cioè dimostrato la sua perenne antipatia verso le scissioni, e la sua antica propensione per l’unità delle forze riformiste,