C3dem: “Verso le elezioni del 4 marzo e oltre”

| 2 Comments

“Cattolici democratici: partecipare al voto, guardando ai valori  della Costituzione”. Documento dell’assemblea nazionale della Rete di Associazioni cattolico-democratiche “C3dem – Costituzione, Concilio, Cittadinanza” (Bologna, 10 febbraio 2018)

 

Il momento delle elezioni nazionali è sempre un passaggio molto importante in democrazia. Non dovrebbe essere l’unica occasione in cui si fa appello al popolo; al contrario, la partecipazione dovrebbe essere promossa sempre, al di là dei singoli appuntamenti elettorali. Ma esso esprime un decisivo ritorno di cittadine e cittadini ad esercitare responsabilità e sovranità. Siamo chiamati a eleggere un Parlamento che dovrà dar prova di saper trovare formule e intese per governare il Paese.

A settant’anni dall’entrata in vigore della Costituzione, il momento del voto dovrebbe essere ancora un’emozione significativa e un momento simbolico, sia per i giovani che vanno a votare per la prima volta, sia per chi magari ha vissuto la nascita della Carta fondamentale. Rischia però di non esserlo. Il Paese – che pure presenta tante energie positive, risultati importanti e capacità di impegno in ogni ambito – è attraversato da un rancore diffuso, da una sfiducia verso le classi dirigenti, i politici, persino gli esperti. Il rischio dell’astensionismo riguarda molte persone e lambisce mondi culturali e civili. La protesta, il disagio rischiano di trasformarsi in un silenzioso e risentito abbandono.

Vorremmo richiamare qui che non è mai giusto rinunciare al voto e al suo essere strumento di partecipazione e di scelta libera e consapevole. Noi pensiamo che sia ancora possibile correggere la deriva verso l’astensionismo a cui abbiamo assistito negli ultimi anni. Ma ognuno deve fare la sua parte.

In primis deve attivarsi la classe politica, che molto spesso ha sottovalutato la distanza crescente tra sé e il Paese. Occorre un soprassalto di consapevolezza e di impegno, più ascolto e umiltà, maggiore schiettezza e piena disponibilità alla verifica delle proprie posizioni, rinunciando alla demagogia delle facili promesse.

Ma anche la “società civile” e i cittadini hanno le loro responsabilità: il distacco è, anche, conseguenza di visioni distorte di ciò che la politica è chiamata a fare, cioè operare per il bene comune ma con i mezzi possibili e le inevitabili mediazioni. C’è invece chi si aspetta esclusivamente risposte ai propri bisogni personali o di gruppo; così come chi vorrebbe soluzioni, semplificate e quasi “magiche” a problemi complessi. Se è doveroso respingere ogni forma di illegalità, etichettare tutta o quasi la classe politica come irrimediabilmente corrotta e incapace non è rispettoso della verità dei fatti e non contribuisce a produrre cambiamenti in positivo.

E va infine detto che, se oggi molti luoghi e strumenti di partecipazione non sono attrattivi – e questo è un problema su cui le forze politiche devono interrogarsi – anche la rinuncia in partenza, da parte di tanti, ad ogni coinvolgimento finisce per indebolire ulteriormente i collegamenti tra politica e società, finendo per avvantaggiare chi intende la politica come attività riservata a gruppi ristretti.

In questa campagna elettorale e nella prossima legislatura, riteniamo fondamentale:

– mettere al centro il lavoro, i giovani, l’equità, una crescita sostenibile, le attese delle famiglie e delle persone in difficoltà, la formazione e la cultura, la lotta al malaffare e alla corruzione, la valorizzazione dei “nuovi italiani”, l’integrazione (e non la cacciata) dei migranti (secondo le proposte di numerosi Enti cattolici contenute nella “Nuova agenda sulle migrazioni” presentata l’8 febbraio), la cooperazione allo sviluppo;

un forte rilancio del progetto d’integrazione europea, di fronte ad un anti-europeismo dilagante, a tentazioni di isolamento, chiusura, sovranismo, riaffermando come il nostro Paese abbia beneficiato della Ue in termini di sicurezza, pace, sviluppo;

– il rifiuto di ogni uso strumentale dell’ansia, della paura, della sfiducia, sentimenti che vanno ascoltati e interpretati nelle loro ragioni profonde, ma anche “contenuti” rispetto a derive irrazionali e pericolose, e non certo fomentati da chi riveste un ruolo politico;

– il rifiuto di ogni atteggiamento e discorso aggressivo, razzista e divisivo, in nome del rispetto e della fratellanza di tutti coloro che condividono la vita sulla nostra terra;

l’impegno per il benessere delle persone e delle generazioni future, della salvaguardia dell’aria, dell’acqua, del suolo.

Vorremmo che questi giorni di campagna elettorale fossero capaci di coinvolgere la società civile, con occasioni di incontro per consentire alle persone di rimettersi in gioco, di capire di più sulla nostra vita collettiva, uscendo dai pregiudizi e dagli schematismi. Crediamo che anche questo sia un modo di praticare una “cittadinanza attiva”. Vorremmo che questa fosse un’occasione per riconnettere la classe politica con tutti i cittadini e le cittadine, per vivere la politica come esercizio comune di comprensione della vita collettiva e di costruzione di progetti.

Vorremmo che, dopo il voto, le forze che negli anni passati hanno dato vita all’area di centro sinistra tornassero a cercare con sincerità le ragioni e la praticabilità di un impegno comune.

Come rete di associazioni anche noi vogliamo dare un contributo utile – in questo periodo e oltre – secondo le nostre caratteristiche e possibilità. Lo faremo secondo quella sensibilità che chiamiamo cattolico-democratica. Ci ispiriamo alla Costituzione, al Concilio Vaticano II, a una lunga tradizione culturale, a una piena condivisione dell’ appello di Papa Francesco per una politica rivolta prioritariamente a costruire la pace e la giustizia. Vogliamo rilanciare i temi che abbiamo qui richiamato, valorizzando la ricchezza dei diversi apporti e cercando di coinvolgere le giovani generazioni, e sollecitare un discernimento responsabile.

Ci impegniamo a offrire occasioni di approfondimento e di elaborazione alla luce dei valori costituzionali, che non sono da evocare in modo astratto e retorico ma che vanno fatti vivere, attraverso scelte concrete, nelle dinamiche e nelle sfide della realtà di ogni giorno, e dei quali va recuperato lo spirito di fondo volto a trovare sempre di nuovo un terreno d’interesse comune anche tra forze ideologicamente diverse, contrastando le divisioni che attraversano la società italiana

Vogliamo ricordare, prima di tutto a noi stessi, che la nostra Costituzione nacque settant’anni fa su un terreno già fertile, preparato – mentre ancora infuriava la guerra – da gruppi informali di giovani e meno giovani, che misero la propria intelligenza a servizio di profondi valori ideali. Continuiamo a pensare, nonostante tutte le difficoltà, che lavorare sul piano culturale sia ancora oggi indispensabile per rendere migliore la vita civile e dare linfa alla buona politica.

 

2 Comments

  1. Condivido il messaggio

  2. Sono pienamente d’accordo su quanto scritto , vorrei rimarcare che se alle prossime elezioni dovesse vincere il “partito dell’astensione” o peggio se le brute forze populiste/razziste riusciranno ad avere voce nelle Istituzioni assisteremo all’epifania dell’erosione delle relazioni tra esseri umani . Il sereno ed educato dibattito politico e’stato progressivamente sostituito da dal rancore ,l’odio sociale e la divisione .I legami sociali si rompono con una facilita’ sconcertante ,sia quelli matrimoniali che quelli fondati sull’amicizia e sull’accoglienza dell’altro . Litigare , alzare la voce essere maleducati sono ormai diventati un obbligo sociale

Lascia un commento

Required fields are marked *.