Spero tanto che Salvatore Vassallo segua questo sito e risponda. In una sua recente intervista al Corriere prende infatti le distanze da una qualche legge che regolamenti le primarie di partito: “I problemi delle primarie non si risolvono per legge”. A difesa della sua deregulation, Vassallo chiama in causa le tradizioni della Dc e del Pci, che le suppone senza democrazia interna e nelle mani dei capibastone; non si scandalizza troppo dei soldi regalati all’elettore napoletano ricordando, forse, gli spaghetti di Achille Lauro; e compie un salto azzardato quando paragona il mercimonio del voto delle primarie napoletane con la richiesta di un consiglio del nome da votare al segretario del vecchio Pci emiliano. Una pratica, quella di consigliare un nome da votare, presente in tutte le elezioni democratiche del mondo. Vassallo insomma, gli impicci napoletani, i brogli e il voto comprato e a Roma gonfiato, li ritiene “…una dinamica purtroppo nota di un voto organizzato”, da digerire e sopportare con pazienza perché non c’è niente da fare.


