8 Novembre 2016
by Giampiero Forcesi
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“QUELLI CHE HANNO MANDATO VIA PRODI ORA VOTANO NO”

8 Novembre 2016

Dice Sandra Zampa, in un’intervista a La Nazione: “Quelli che hanno mandato via Prodi ora votano No”. E Piero Fassino, intervistato sull’Unità da Sergio Staino, esclama: “Basta a un No pregiudiziale. Abbiamo un destino comune”. Il Foglio pubblica un recente discorso del magistrato Nino Di Matteo a Palermo: “Arrestiamo la riforma. Manifesto politico di un magistrato”. A Roma Il Comitato “Roma per il Sì” organizza per il 30 novembre un incontro cui prenderanno parte Goffredo Bettini, Giuseppe Vacca, Mario Tronti, Pietro Reichlin e Claudia Mancina (qui il suo documento politico).

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8 Novembre 2016
by Giampiero Forcesi
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RENZI CONTRO JUNCKER. E CONTRO BERSANI …

8 Novembre 2016

Per Massimo Franco la polemica di Renzi con Bruxelles è soprattutto ad uso interno (“Lo scontro con l’Europa un’arma referendaria”, Corriere della Sera). E forse la pensa così anche Juncker, almeno secondo Andrea Bonanni (“La ragione e l’azzardo”, Repubblica). Ma l’attenzione è incentrata sul Renzi e sul Pd che escono dalla Leopolda: Miguel Gotor, “Renzi è un piccolo De Gaulle cui sfugge il presente” (intervista a Il Dubbio); Michele Prospero, “Un capo in cerca di acclamazione” (Manifesto); Piero Ignazi (che vede all’orizzonte la scissione del Pd), “Il Pd e il deficit di democrazia interna” (Repubblica); Valentino Parlato, “La radiazione del Manifesto e i linciaggi di Renzi” (Manifesto). E ancora sul Manifesto Piero Bevilacqua scrive: “Ecco perché è importante riuscire a battere Renzi”. In un colloquio con Francesca Schianchi Matteo Renzi afferma: “La minoranza spera nella spallata”. Alessandro Campi dice: “La scissione non serve a nessuno” (Messaggero). Il Corriere della Sera pubblica un commento un po’ rassegnato di Michele Salvati: “La malattia profonda del nostro sistema politico” (Corriere della Sera).

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8 Novembre 2016
by Giampiero Forcesi
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TRUMP CONTRO HILLARY

8 Novembre 2016

Mario Platero, “Un’America senza fiducia nelle istituzioni” (Sole 24 ore). Slavoj Zizek, “Trump. Meglio votare lui, così la sinistra si sveglia” (Repubblica). Ian Baruma, “Trump e il segreto del leader populisti” (Repubblica). Michael Walzer, “Hillary è vincente, ma non convince gli elettori di sinistra” (La Stampa). Mario Calabresi, “L’onda da fermare” (Repubblica). Massimo Gaggi, “La dinastia e l’anomalia” (Corriere della Sera). Marta Dassù, “Con Hillary la tenacia alla Casa Bianca” (La Stampa). Vittorio E. Parsi, “Risalire il vento” (Avvenire).

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8 Novembre 2016
by Giampiero Forcesi
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I diritti delle generazioni future

8 Novembre 2016
di Mario Giuseppe Molli

 

La classe dirigente politica attuale volentieri non agita i temi relativi alle  generazioni giovani e future, sapendo benissimo come questi non abbiano una forte presa sulle masse, catturate da una dilagante omologazione consumista e individualista. Inoltre è consapevole che mettere al centro le istanze delle generazioni future è un’operazione che rischia di fatto di scivolare nell’irrilevanza e probabilmente di non costruire il consenso necessario a vincere o comunque a rimanere in sella, e alla fine ad avere un peso nell’attuale congiuntura politica.

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7 Novembre 2016
by Giampiero Forcesi
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RISCHIO DI UNA DERIVA DEMAGOGICA E DI UN’ALTERNATIVA INESISTENTE

7 Novembre 2016

“E’ evidente che la sinistra ha fallito. Il problema è che, dopo aver ucciso la ‘vecchia’, nessuna Leopolda ci ha ancora spiegato quale sia, e soprattutto se debba esistere, una ‘nuova’ sinistra”. Così Massimo Giannini conclude su Repubblica la requisitoria della settima Leopolda renziana (“Il capolinea della sinistra”). Giovanni Orsina, su La Stampa, critica Renzi per la sua politica da spaccone e da gigione e per aver agito finora ‘a credito’ in quanto privo di un passato che giustificasse la sua presenza al vertice del paese, e però conclude con queste parole: “Se il gigione spaccone debitore dovesse fallire, quali alternative ci propone una politica debole, divisa, e assediata dall’antipolitica?” (“La trappola del calendario”). Così pure Massimo Adinolfi sul Mattino (“Il nuovo Pantheon e l’ambizione di cambiare il Paese”), ma più propenso a sostenere Renzi. Marco Follini, sul Corriere, dice cose non dissimili da quelle di Orsina nell’articolo “La riforma costituzionale e la sua deriva demagogica”. Sergio Fabbrini, nel difendere la riforma costituzionale, arriva però a dire che “è discutibile la pretesa che i cittadini possano risolvere questioni di tecnica istituzionale”, e quindi sostiene che il referendum in questo caso è un’opzione sbagliata (“La sfida di istituzioni efficaci”, Sole 24 ore). Maurizio Ferraris si interroga sui rapporti tra democrazia e verità (“Tutto l’umanesimo che serve per salvare la democrazia”, Repubblica). Gianni Cuperlo spiega il suo Sì dopo l’accordo sulla riforma dell’Italicum: “Voglio essere coerente. A Matteo chiedo lealtà” (Intervista al Corriere). La delusione di Roberto D’Alimonte: “Il nuovo Italicum dem? Luci e ombre. Se vince il No ritorna il proporzionale” (intervista al Messaggero). Mauro Calise fotografa “Il premier al rush finale” (Mattino).

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6 Novembre 2016
by Giampiero Forcesi
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I DOVERI DEL FRONTE DEL NO

6 Novembre 2016

Lo storico Giovanni De Luna sostiene, su La Stampa, che i sostenitori del No dovrebbero dire che governo potrebbe nascere dalla caduta del governo Renzi (“Referendum, i doveri del fronte del No”). Per Massimo Franco, sul Corriere della Sera, la vittoria del Sì potrebbe essere pericolosa per Renzi quanto la vittoria del No, perché manterrebbe l’Italicum com’è e aprirebbe la strada ai Cinquestelle (“Gli analisti non esagerano le ricadute del referendum”). Intanto la sinistra dem si divide: Emilia Patta sul Sole 24 ore scrive. “Cuperlo verso il Sì, ma i bersaniani attaccano”. Sul Foglio il già bersaniano Umberto Minopoli scrive: “Il grande errore del mio amico Bersani”. Ernesto Galli Della Loggia critica, sul Corriere della sera, la sinistra antiriformista e gli ex democristiani del fronte del No (“Referendum, la doppia battaglia”). Sulla Leopolda renziana scrivono Claudio Cerasa sul Foglio (“Renzi, la Leopolda e il modello scala mobile”), Massimo Adinolfi sul Mattino (“Leopolda, l’ultima sfida di chi ha cambiato la sinistra: rifare la politica”), Stefano Folli su Repubblica (“Una convention con tante crepe. Il premier stretto nella sua tenaglia”). Un’intervista di Raffaele Marra, pietra dello scandalo nel governo cinque stelle di Roma, al Fatto quotidiano (“Perché non sono io l’uomo nero di M5S”).

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4 Novembre 2016
by Giampiero Forcesi
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ANDREA GUERRA: IL GOVERNO SI APRA A NUOVE ENERGIE E COMPETENZE

4 Novembre 2016

Andrea Guerra, “Ora Matteo trovi il coraggio di fare un nuovo governo” (intervista a La Stampa). LAVORO E CRESCITA: Giuseppe Berta,C’è poco lavoro ma almeno si torna a cercarlo” (Mattino). Pietro Ichino, “Ora può decollare l’alternanza scuola-lavoro” (intervista a Libero). Yoram Gutgeld, “La crescita è debole ma cala il divario con la Ue” (intervista al Corriere della sera). DEMOCRAZIA E DIFFAMAZIONE: Alessandro Campi, “La volontà popolare al tempo della diffamazione strategica” (Mattino). MUSULMANI IN ITALIA: Michele Ainis sui musulmani e la libertà religiosa “Non lasciare senza diritti la comunità musulmana” (Repubblica). LE DISUGUAGLIANZE E LA POLITICA: Michael Spence, “Disuguaglienze, ora il tema esiste. La politica ha guardato altrove” (intervista al Sole).

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4 Novembre 2016
by Giampiero Forcesi
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DA LONDRA A ROMA. LA DISPUTA SULL’IDEA DI DEMOCRAZIA

4 Novembre 2016

Sergio Romano, “Brexit, il dilemma politico di Londra” (Corriere della sera). Leonardo Maisano, “Westminister e la disputa sull’idea di democrazia” (Sole 24 ore). Tony Blair, “Brexit, la libertà di cambiare idea” (Repubblica). Lina Palmerini, “Da Londra a Roma: quale ruolo al Parlamento” (Sole 24 ore). Mauro Calise, “Referendum, se decide la pancia del Paese” (Mattino). Marco Olivetti, “Tre ragioni per sostenere la necessità del nuovo senato” (Avvenire). Sabino Cassese, “La domanda rispetta la legge. Troppi falsi problemi sulla riforma” (intervista al Mattino). Luigi Di Maio, “Missione in Europa per le buone ragioni del No” (intervista al Corriere della sera). Ileana Argentin, “Le ragioni di un Sì da sinistra” (Unità). Monica Guerzoni, “Italicum, l’offerta di Renzi: eliminiamo il ballottaggio”. Roberto Speranza, “Con l’Italicum non posso che votare No” (intervista alla Gazzetta del Mezzogiorno).

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3 Novembre 2016
by Giampiero Forcesi
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LA BUFERA SULL’IPOTESI DEL RINVIO DEL REFERENDUM

3 Novembre 2016

Carlo Bertini, “Dimissioni e reincarico a tempo. Il piano di Renzi se vince il No” (La Stampa). Emilia Patta, “La difficile intesa sull’Italicum e lo strappo di Bersani” (Sole 24 ore). Famiglia Cristiana intervista Sabino Cassese (“La riforma dà un segnale alla Ue. Dimostra che sappiamo aggiornarci”) e a Valerio Onida (“La Carta è fatta per durare, non per provare il dinamismo del paese”): leggi qui entrambe le intervisteFerdinando Giugliano, “La London School scommette sulla vittoria del No” (Repubblica). Alessandro Pace, su Repubblica: “Riforma illegittima di un Parlamento legittimo”. Poi, sul tema di un possibile rinvio del voto (aperto da un intervento di Pierluigi Castagnetti: vedi qui), ancora Alessandro Pace in un’intervista a La Stampa: “Rimandarlo è una violazione delle norme costituzionali”; Massimo Villone, “L’illusione che rinviare significhi vincere”; Massimo Adinolfi, “La democrazia e i giochi pericolosi” (Mattino); Stefano Folli, “Il segno della debolezza”. E ancora: Marcello Sorgi, “Il voto sotto la lente dei giudici” (La Stampa); Stefano Ceccanti, “Deriva giustizialista” (Il Giorno); Luigi Ferrarella, “Così la giudice Dorigo può inviare alla Consulta il ricorso di Onida” (Corriere della sera).

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