8 Maggio 2018
by Giampiero Forcesi
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FRANCESCO SULLE TRACCE DI DON ZENO 

8 Maggio 2018

Il 10 maggio papa Francesco si recherà a Nomadelfia (in provincia di Grosseto). Ne scrivono il quotidiano Il Tirreno e l’Agenzia del Sir (”Un popolo di famiglie dove la fraternità è legge” e “Don Zeno Saltini, un prete in eccesso”). Note anche sul sito di Nomadelfia. In questi giorni è uscito un libro singolare, di cui è autore Fausto Marinetti, prete, per dieci anni a fianco di don Zeno Saltini, il fondatore della comunità di Nomadelfia, e poi per molti anni missionario in Brasile. Il libri si intitola “Caro Francesco. Riflessioni, testimonianze, messaggi”, Tau editrice. È una sorta di colloquio a distanza tra l’autore, papa Francesco e don Zeno, incentrato sulla testimonianza radicale offerta da don Zeno di condivisione con la vita dei poveri e degli emarginati. Per il libro scrivere a: fausto.marinetti@gmail.com (o chiamarlo al 331.732.92.03).

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8 Maggio 2018
by Giampiero Forcesi
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MATTARELLA: “SAREBBE LA PRIMA VOLTA CHE IL VOTO POPOLARE NON PRODUCE ALCUN EFFETTO”

8 Maggio 2018

Il testo della Dichiarazione con cui il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, al termine delle consultazioni del 7 maggio per la formazione del nuovo governo, ha preso atto dell’assenza di un accordo e ha preannunciato la formazione di un “governo neutrale, di servizio”. Ha concluso dicendo che, se tale governo venisse bocciato in Parlamento, “sarebbe la prima volta nella storia della Repubblica che una legislatura si conclude senza neppure essere avviata. La prima volta che il voto popolare non viene utilizzato e non produce alcun effetto”. E non resterebbe che votare “subito, nel mese di luglio, ovvero in autunno”.

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5 Maggio 2018
by Giampiero Forcesi
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E ADESSO, PRESIDENTE?

5 Maggio 2018

Il parere di due quirinalisti: Marzio Breda, “Lo schema del premier di tregua e i ministri di tutte le aree politiche” (Corriere della sera); Ugo Magri, “Mattarella farà un appello al paese e per l’esecutivo cerca nomi pop” (La Stampa). Il parere di Massimo Villone sul Manifesto: “Il capo dello Stato con le spalle al muro”. La proposta di Carlo Rognoni sul Secolo XIX: “L’ipotesi più convincente è affidare l’incarico a Tajani”. Lo spericolato editoriale di Mario Calabresi su Repubblica: “Un governo politico o meglio il voto”. Le analisi politiche di Stefano Folli (“La linea rossa della crisi istituzionale”, Repubblica), di Francesco Verderami (“La mediazione di Giorgetti e il piano inclinato verso le elezioni” (Corriere della sera) e di Bruno Vespa (“Appello al buon senso”, Il Mattino). A PROPOSITO DI PD: Fabio Martini, “L’allarme di Veltroni: il Pd è arrivato a un punto limite” (La Stampa); Emanuele Macaluso, “Ma adesso Renzi non è più padrone assoluto del Pd” (Il Dubbio). A PROPOSITO DI M5S: Alessandro Campi, “Gridare al golpe significa tradire il Sud” (Messaggero); Giovanni Orsina, “M5S, cade la maschera moderata” (La Stampa); Marcello Sorgi, “Ora il comico apre la successione a Di Maio. ‘Dibba’ è pronto” (La Stampa). INOLTRE: Liliana Segre, “Il razzismo e la lezione di Vico” (Repubblica). Savino Pezzotta, “Non ero marxista ma grazie a lui ho capito il lavoro” (Il Dubbio). Enrico De Mita, “Politica e nostalgia dei professionisti” (Sole 24 ore). Maurizio Molinari, “Il peggior nemico della democrazia? La ribellione della gente comune” (in dialogo con Yascha Mounk, La Stampa).

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4 Maggio 2018
by Giampiero Forcesi
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IL PD IMMOBILE. MORO E PAOLO VI. FRANCESCO E MARX

4 Maggio 2018

Piero Ignazi (Repubblica): “Il partito immobile”. Massimo Adinolfi (Il Mattino): “L’unità di facciata del partito immobile”.  Virginio Merola, sindaco dem di Bologna: “Una falsa unità. E’ un partito personale. In futuro meglio divisi” (La Stampa). Federico Geremicca, “La confusione che blocca i democratici” (La Stampa). Stefano Ceccanti : “Le mie convinzioni” (dal suo blog del 3 maggio). Fabio Vander sul Manifesto: “Benjamin e il partito della sinistra”. Marzio Breda, quirinalista del Corriere della sera: “L’idea di un super partes”. Il sondaggio di Nicola Piepoli: “Il centrodestra sfiora il 40%. Indietro i Cinque stelle” (La Stampa). SU MORO: Miguel Gotor, su Il Fatto: “La ragion di Stato fermò i 10 miliardi di paolo VI per Moro”. Raniero La Valle, “Fu un sacrificio” e “Democrazia in affanno”, in cui mette il link a un suo articolo dell’aprile 1978 (dal sito lachiesadeipoveri). ALTRO: Gian Enrico Rusconi, “La battaglia solitaria del pontefice ai populismi” (La Stampa). Laura Pennacchi, “Modello di sviluppo e capitalismo nell’era digitale” (Manifesto). Antonio Gibelli, “Non buttate Marx” (Secolo XIX). Dario Di Vico, “Il Nord a trazione leghista e la sfida con l’Europa” (Corriere della sera). Sull’Avvenire un editoriale di Massimo Calvi sulla questione demografica: “Fare i conti con la realtà”.

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2 Maggio 2018
by Giampiero Forcesi
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CI HA LASCIATO, A 94 ANNI, FILIPPO GENTILONI

2 Maggio 2018

Il Manifesto del primo maggio pubblica un articolo di Luca Kocci, che traccia il profilo biografico di Filippo Gentiloni, prima gesuita poi marito e padre di due figli, giornalista per decenni de Il Manifesto e di Com Nuovi Tempi (poi Confronti), uomo di rara lucidità (“Addio a Filippo Gentiloni, il credente laico”). Sul quotdiano anche la ristampa dell’ultimo contributo di Filippo, nella sua rubrica settimanale “Divino”, scritto nell’aprile del 2005 (“Lo spazio necessario del silenzio”). Nel suo blog lo ricorda anche Stefano Ceccanti, che pubblica una pagina di un piccolo libro di Gentiloni dedicato alle figure di Abramo e di Ulisse. Lo ricordiamo con affetto.

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1 Maggio 2018
by Giampiero Forcesi
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IL (DISCUTIBILE) RITORNO DI MATTEO RENZI

1 Maggio 2018

Dopo l’uscita domenicale di Renzi in Tv: Monica Guerzoni, “L’ex segretario Pd soddisfatto per lo share da Fazio” (Corriere della sera); Emilia Patta, “Pd, i dialoganti contro Renzi” (Sole 24 ore); Stefano Cappellini, “Il leader dem che imita il sacro blog” (Repubblica); Luigi Zanda, “Quando ci si dimette dopo aver dimezzato i voti si abbandona” (intervista al Corriere della sera); Stefano Folli, “Così finisce la legislatura mai nata” (Repubblica); Gustavo Zagrebelsky, “L’Aventino renziano è vagamente eversivo” (intervista a Il Fatto); Walter Tocci, “Il Pd deve discutere con il M5S. Anche l’SPD ci ha ripensato” (Il Fatto); Sandra Zampa, “Ormai il problema è l’identità del partito” (intervista a La Stampa); Massimo Adinolfi, “Matteo, ovvero l’ex ancora in sella. Com’è difficile ritirarsi a vita privata” (Mattino); Giandomenico Crapis, “I tre errori dell’ex segretario” (Manifesto).

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30 Aprile 2018
by Giampiero Forcesi
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DALLE MONETINE A CRAXI ALL’ANTIPOLITICA DI OGGI

30 Aprile 2018

Il pensiero, a volte criptico, di Arturo Parisi: “Inutile e pericoloso rivotare con la vecchia legge elettorale” (intervista al Messaggero). L’opinione del liberal Michele Salvati: “Un percorso riformista che non deve interrompersi” (Corriere della sera). Il giudizio di Gian Franco Pasquino sul no di Renzi ai Cinque stelle: “Preferisce l’Italia giù nel baratro. Contento lui…” (intervista a Il Fatto). Un’aperture parziale quella di Carlo Rognoni sul Secolo XIX: “Dem, giusto il tavolo anche se non funzionerà”. Il Foglio raccoglie opinioni sull’ipotesi di accordo Pd-M5s: “Un governo da incubo”. Marco Conti su Renzi: “Il sostegno esterno del Pd a un governo per le riforme” (Messaggero). Francesco Pacifico, “Governo del presidente: costituzionalisti divisi” (Mattino). Ugo Magri, “Berlusconi tentato dall’offerta dem, ma insiste per Salvini premier” (La Stampa). Per Claudio Cerasa si potrebbe fare un governo tra centrodestra e Pd: “Perché il Pd con il M5S sì, e il Pd con il centrodestra no?” (Foglio). E sui 25 anni dalle monetine a Craxi Giovanni Orsina offre una saggia riflessione: “Non basta una monetina per cambiare” (La Stampa). Intanto, ecco “Trump il lunatico, che sta cambiando il mondo” (Danilo Taino, Corriere della sera) e “Europa contro i dazi ma l’Italia è fuori dalla partita” (Marco Zatterin, Secolo XIX).

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28 Aprile 2018
by Giampiero Forcesi
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Moro, Dossetti e le nostre chiusure

28 Aprile 2018
di Lino Tosetti

 

Pubblichiamo volentieri questo scritto che l’autore ha inviato alla redazione di C3dem

 

Quando, a pochi giorni dal suo rapimento, l’on. Aldo Moro parlando all’assemblea dei gruppi parlamentari della Dc, per condurre il suo partito alla scelta della solidarietà nazionale, non usò argomenti tattici o di piccola convenienza, e invitando ad “affinare l’anima”, con una riflessione definita a posteriori il suo “testamento politico”, esplicitamente affermò:

«Possiamo dire che abbiamo cercato seriamente e lentamente la verità…

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