14 Marzo 2017
by Giampiero Forcesi
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Perché la mancata chiusura della transizione resta un problema (che si aggrava)

14 Marzo 2017
di Stefano Ceccanti

 

Mi sembra che il testo di Guido Formigoni pubblicato da c3dem (Nella crisi del Pd la crisi di un modello di democrazia) non tenga presente un dato centrale: per funzionare in modo decente una grande democrazia deve disporre di almeno uno di questi due fattori: un sistema forte dei partiti (pochi partiti, disciplinati e ben coalizzabili) e/o incentivi istituzionali forti.

L’Italia disponeva sino al 1989 del primo dei due fattori, in modo per alcuni aspetti analogo a quello della Germania, anche se da noi l’alternanza non era ancora possibile. Il sistema trovava un suo equilibrio nella rotazione interna alla coalizione di maggioranza: prima soprattutto tra le correnti della Dc, finché essa raccoglieva il 40% dei voti, e poi anche con gli altri partiti. La Francia, che invece non disponeva di un partito perno di forza analoga e che aveva necessità di prendere decisioni forti a causa del suo maggiore ruolo internazionale, aveva surrogato la debolezza dei partiti con le nuove istituzioni forti del 1958-1962, un doppio meccanismo maggioritario in grado di strutturare il sistema.

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12 Marzo 2017
by Giampiero Forcesi
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DEMAGOGIA E CARISMA

12 Marzo 2017

Romano Prodi firma il suo consueto articolo domenicale sul Messaggero, guardando al mondo, Italia compresa: “Troppo potere ai leader nel declino dei partiti”. Eugenio Scalfari, nel suo editoriale su Repubblica, individua un merito e un demerito in Matteo Renzi: “Demagogia e carisma, così Renzi andrà al voto”. Su Il Fatto di ieri un articolo di Franco Monaco, critico sia del Lingotto di Veltroni 2007 (a differenza di Scalfari) sia di quello di Renzi 2017: “Pd 2007-2017, dall’innovazione alla protezione”.  Umberto Minopoli, su face book, sintetizza e commenta l’intervento del filosofo Biagio de Giovanni al Lingotto: “Le quattro verità”. Su Repubblica Massimo Giannini descrive più ombre che luci nel Lingotto renziano: “La Leopolda a Torino”; mentre Alessandra Longo riferisce: “’Il Pd non può essere nostro nemico’. Pisapia lancia la sfida dei progressisti”; e Goffredo De Marchis annota: “Il paletto di Matteo sul dialogo:’Sì a Giuliano, no a chi ha rotto”. Intervistato dal Messaggero Andrea Orlando dice: “Il Pd non autosufficiente, ma basta alleanze a destra”. Piero Fassino intervistato dall’Unità: “Ha ragione Matteo, l’Europa ha bisogno di più democrazia”. Due interviste di Francesco Paolo Casavola sulla giornata di violenza a Napoli: “Il primo cittadino ha sbagliato, non può ribellarsi al governo” (Repubblica), “Casavola: ‘Sindaco fuori del seminato, di questo passo si torna nelle foreste”.

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11 Marzo 2017
by Giampiero Forcesi
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LINGOTTO, PRIMA GIORNATA

11 Marzo 2017

All’indomani della relazione di Matteo Renzi al Lingotto, il solo politologo che firma un commento favorevole è Mauro Calise, sostenitore convinto del Pd renziano a vocazione maggioritaria (sul Mattino, “La nuova sfida ai grillini”, e con un’intervista all’Unità: “Il Pd non può esistere nei limiti ristretti della vecchia sinistra”). Sul sito approntato per la manifestazione del Lingotto (Italia in cammino) compare una lettera di incoraggiamento di Michele Salvati. La Repubblica ha cronache e non commenti, ma pesano l’articolo di Stefano Folli di ieri, che concede poco a Renzi (“Ma Macron è lontano”) e quello dell’altro ieri di Guido Crainz (“Pd, cosa resta dell’ultimo Lingotto”). Su Corriere della Sera Massimo Franco scrive: “Il rischio di chiudersi e dividersi”. Su La Stampa un commento perplesso di Federico Geremicca (“La rischiosa scommessa del leader”) e uno più positivo di Marcello Sorgi (“Un leader che non è più sicuro di vincere”). Su La Stampa anche un’intervista a Roberto Speranza: “Da Matteo nessuna svolta. Con Pisapia ricostruiremo la sinistra che lui ha scassato”. Sul Dubbio un’intervista a Bruno Tabacci: “Sto con Pisapia per ricostruire con garbo il centro-sinistra”.  Sul Corriere della Sera, in risposta a Ernesto Galli Della Loggia (“Progresso (e declino) a sinistra”, Corsera), interviene Andrea Orlando:Per la sinistra il progresso è un’aspirazione imprescindibile”.

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11 Marzo 2017
by Giampiero Forcesi
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Nella crisi del Pd la crisi di un modello di democrazia

11 Marzo 2017
di Guido Formigoni

 

La crisi attuale del Pd non sembra solo la crisi di un partito. Mi pare non si comprenda la dinamica che si è messa in gioco se si guarda solo al comportamento dei singoli attori e alle loro scelte (o non scelte). Il Pd appare il punto di catalizzazione di una crisi sistemica molto più profonda e generale. Che è l’implosione di un certo modello di transizione della democrazia italiana fuori dalle secche che si erano aperte negli anni Novanta.

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10 Marzo 2017
by Giampiero Forcesi
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Che cosa è più giusto per una comunità? Colloquio con Antonio Floridia sulla democrazia deliberativa

10 Marzo 2017
di Giandiego Carastro

 

“Democrazia deliberativa”, dunque, è una visione della democrazia che fonda la legittimità democratica delle decisioni collettive non solo sulla “legalità” delle procedure istituzionali, ma anche sulla legittimazione che deriva da un processo pubblico e inclusivo di formazione e trasformazione delle opinioni e dei giudizi dei cittadini. La democrazia deliberativa si oppone dunque alle visioni “plebiscitarie” e “tecnocratiche” della democrazia, ma anche alle ricorrenti illusioni su un possibile ritorno alla democrazia “diretta”. La qualità di una democrazia si fonda sulla possibilità che i cittadini si formino un giudizio riflessivo, ponderato e informato, e che questo avvenga attraverso un dialogo pubblico.

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10 Marzo 2017
by Giampiero Forcesi
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NOTE SU C.M. MARTINI, G. DOSSETTI, L. MILANI, P. PRODI, P. MAZZOLARI, G. FRANZONI…

10 Marzo 2017

Enrico Galavotti ha presentato a Chieti il 23 febbraio scorso, insieme a Bruno Forte, il libro di Damiano Modena sul cardinal Martini (“Carlo Maria Martini, il silenzio della parola”); pubblichiamo il testo dell’intervento (“Carlo Maria Martini, un custode del concilio e un vescovo italiano anomalo”). Su La Stampa del 5 marzo scorso Fernando Gentilini, inviato della Ue per il processo di pace in Medio oriente, firma l’articolo “Nella casetta di Gerico dove Dossetti cercò Dio”. Sul Corriere della Sera un articolo di Antonio Carioti: “Paolo Prodi considerava l’islam un’eresia cristiana”. Alcuni articoli ricordano i 50 anni di “Lettera a una professoressa” di Don Milani: Elena Tebano, “Abbiamo provato a vivere come ci insegnò don Milani” (Corriere della sera); Franco Lorenzoni, “Lorenzo Milani, come imparare a vivere insieme” (Sole 24 ore); Lorenzo Tomasin, “Io sto con la professoressa” (Sole); Carlo Ossola, “Don Milani, per una scuola democratica” (Sole). Giovanni Franzoni,Accogliere il morire” (Adista). Maria Chiara Gamba, “Don Mazzolari inserito nel Giardino dei Giusti” (Avvenire). Lorenzo Fazzini, su Avvenire, intervista Carmelo Dotolo (“Cristianesimo: incide sempre meno nelle scelte sociali”) e Luca Diotallevi (“Ma abbiamo davanti una grande occasione”). La lettera pastorale del vescovo di Rieti, Domenico PompiliL’atto di fede”.

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10 Marzo 2017
by Giampiero Forcesi
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MA L’EUROSCETTICISMO SI PUÒ BATTERE

10 Marzo 2017

L’economista della Luiss Marcello Messori scrive su Repubblica che l’Italia deve risanare la sua economia, puntando su investimenti pubblici e privati, e non limitarsi ad aspettare i pur auspicabili mutamenti di rotta  da parte dell’Unione europea (“L’anello debole e la crescita”). Dopo il vertice europeo a quattro  di Versailles, e mentre inizia il Consiglio europeo, Adriana Cerretelli sul Sole 24 ore offre, in due articoli, un’analisi poco ottimista sull’Unione europea: “I 4 grandi e il rilancio difficile” e “Se il destino d’Europa si gioca su migranti e scisma d’Oriente”.  Osservazioni critiche anche da Biagio De Giovanni: “L’Europa e le insidie delle due velocità” (Mattino). Positivo invece il giudizio di Mauro Calise: “Il futuro della Ue e il principio che fa sperare” (Mattino). E Gerardo Pelosi sul Sole 24 ore riferisce: “Gentiloni: bene Ue a due velocità”.  Una nota di qualche ottimismo è nel colloquio del Foglio con Pepijn Bergsen: “E se poi l’euroscetticismo fosse sopravvalutato?”. Beda Romano sul Sole riferisce della sentenza della Corte di Giustizia dell’Unione europea in tema d’asilo (“Concedere visti umanitari non è obbligatorio nella Ue”) e Vladimiro Zagrebelsky commenta: “Tra muri e sentenze l’Europa si copre di un velo d’ipocrisia” (La Stampa). Dubbi di qualche ipocrisia vengono anche dal colloquio con il pur bravo Marco Minniti impegnato a delineare sul Corriere della Sera le nuova politica italiana per le migrazioni: “Piano migranti, il vertice a Roma“.

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9 Marzo 2017
by Giampiero Forcesi
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LE RADICI ANTICHE DELLA DIVISIONE NEL PD

9 Marzo 2017

Guido Crainz su Repubblica ricostruisce le importanti novità del Lingotto di Veltroni dieci anni fa (“Pd, che cosa resta dell’ultimo Lingotto”). Stefano Passigli sul Corriere sostiene che proprio la segreteria Veltroni è invece all’origine del negativo passaggio dall’Ulivo alla fusione a freddo tra la componente Pci-Ds e quella Dc-Margherita e che Renzi non ha neppure cercato di armonizzare le due componenti (“La divisione nel Pd e le sue radici antiche”). Gustavo Zagrebelsky, in un’intervista su La Stampa, dice a sorpresa: “Renzi vittima di viltà. Un patto con Berlusconi non è per forza inciucio”. Luigi Manconi, intervistato da Repubblica, dice: “Resto e voto Orlando, ma la speranza è Pisapia”. Emanuele Macaluso su Il Dubbio dice: “Cari piddini serve un nuovo capitano”. Enrico Morando, vicino a Renzi, offre la sua versione della politica da perseguire: “Make Europe great again” (Foglio).  E Tommaso Nannicini fa un insolito appello: “Ripartiamo da Gramsci”. L’Avvenire pubblica larga parte del contributo di Sergio Mattarella in uscita su La Civiltà cattolica (“Ora accoglienza non ghetti”). Il testo del disegno di legge contro la povertà approvato alla Camera.

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8 Marzo 2017
by Giampiero Forcesi
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L’Istituto De Gasperi di Bologna e i feticci da sconfiggere per una buona legge elettorale

8 Marzo 2017

Nel preparare l’incontro su “Lo stato dei lavori sulla la legge elettorale. Proposte e critiche”, previsto per il 13 marzo a Bologna (ore 21.00 via San Felice 103), con la partecipazione dell’on. Marilena Fabbri e del prof. Gianfranco Pasquino, l’Istituto De Gasperi Bologna mette a disposizione due interessanti materiali: un testo breve ma assai incisivo del prof. Pasquino (“Per una buona legge elettorale, i feticci da sconfiggere”) e un dossier del Servizio studi della Camera sulle diverse proposte di legge elettorale giacenti in Parlamento.

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