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11 marzo 2017
by Forcesi
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Nella crisi del Pd la crisi di un modello di democrazia

11 marzo 2017
di Guido Formigoni

 

La crisi attuale del Pd non sembra solo la crisi di un partito. Mi pare non si comprenda la dinamica che si è messa in gioco se si guarda solo al comportamento dei singoli attori e alle loro scelte (o non scelte). Il Pd appare il punto di catalizzazione di una crisi sistemica molto più profonda e generale. Che è l’implosione di un certo modello di transizione della democrazia italiana fuori dalle secche che si erano aperte negli anni Novanta.

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7 marzo 2017
by Forcesi
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Impegno culturale e impegno politico: un dialogo è possibile (e utile)

7 marzo 2017
di Sandro Campanini

 

In un suo recente articolo su Repubblica (segnalato anche in questo sito) Alberto Melloni si chiede “dove sono i cattolici progressisti” e  lamenta la scomparsa di “un canale che metta il Paese in comunicazione con riserve di intelligenza che spesso sono indispensabili”, maturate nell’ambito del cattolicesimo democratico o “progressista” .  Il tema tocca nel vivo l’esperienza personale di molti di noi e delle associazioni che fanno riferimento alla rete c3dem.

Credo che oggi sia più complicato, rispetto al sistema dei partiti del passato (si pensi all’esperienza della DC), ricostruire quel “canale” (o forse quei canali…) di cui parla Melloni

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20 febbraio 2017
by c3dem_admin
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Pd: vogliamo ancora credere in ciò che unisce. Nonostante tutto…

20 febbraio 2017
di Sandro Campanini

 

Penso di non essere lontano dal sentimento delle persone e delle associazioni che partecipano alla nostra rete esprimendo un senso di preoccupazione di fronte a quanto sta accadendo nel Partito Democratico, indipendentemente dalle appartenenze e preferenze politiche di ciascuno.

Non è qui il caso di analizzare tutte le dinamiche che si sono messe in moto

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Gli Articoli

20 marzo 2017
by Forcesi
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Dove va il Partito Democratico?

20 marzo 2017

 

L’autore è il Coordinatore nazionale dell’associazione Agire politicamente

 

È la domanda che abbiamo sollevato altre volte, ad ogni cambio di segreteria del partito, ansiosi di conoscere da quali ragioni ideali fossero mossi i nuovi dirigenti, ma anche preoccupati della progressiva caduta delle idealità originarie, a vantaggio di una conduzione pragmatica, priva di progettualità futura. Oggi, a dieci anni dall’atto fondativo del partito, siamo costretti a porre la stessa domanda, dopo le ultime travagliate vicende e la scissione, strumentalmente consumata come irresponsabile exodus! Poniamo la domanda ai tre candidati alle primarie

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17 marzo 2017
by c3dem_admin
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Quei continui attacchi alla magistratura

17 marzo 2017
di Nino Labate

 

Gli attacchi alla magistratura non si fermano. La vicenda Consip non c’entra, ma la realtà è che, in modi più o meno soft, più o meno palesi, più o meno indiretti, ormai da un quarto di secolo a questa parte, dopo Tangentopoli, questo autonomo potere dello Stato è sotto tiro: un indiscutibile potere costituzionale, messo a guardia di una società che spinge gli “spiriti animali” verso l’individualismo e a farsi prima di tutto i fatti propri con tutti i mezzi, e solo dopo, se avanza tempo, a praticare la solidarietà con quelli degli altri.

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14 marzo 2017
by Forcesi
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Perché la mancata chiusura della transizione resta un problema (che si aggrava)

14 marzo 2017
di Stefano Ceccanti

 

Mi sembra che il testo di Guido Formigoni pubblicato da c3dem (Nella crisi del Pd la crisi di un modello di democrazia) non tenga presente un dato centrale: per funzionare in modo decente una grande democrazia deve disporre di almeno uno di questi due fattori: un sistema forte dei partiti (pochi partiti, disciplinati e ben coalizzabili) e/o incentivi istituzionali forti.

L’Italia disponeva sino al 1989 del primo dei due fattori, in modo per alcuni aspetti analogo a quello della Germania, anche se da noi l’alternanza non era ancora possibile. Il sistema trovava un suo equilibrio nella rotazione interna alla coalizione di maggioranza: prima soprattutto tra le correnti della Dc, finché essa raccoglieva il 40% dei voti, e poi anche con gli altri partiti. La Francia, che invece non disponeva di un partito perno di forza analoga e che aveva necessità di prendere decisioni forti a causa del suo maggiore ruolo internazionale, aveva surrogato la debolezza dei partiti con le nuove istituzioni forti del 1958-1962, un doppio meccanismo maggioritario in grado di strutturare il sistema.

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10 marzo 2017
by Forcesi
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Che cosa è più giusto per una comunità? Colloquio con Antonio Floridia sulla democrazia deliberativa

10 marzo 2017
di Giandiego Carastro

 

“Democrazia deliberativa”, dunque, è una visione della democrazia che fonda la legittimità democratica delle decisioni collettive non solo sulla “legalità” delle procedure istituzionali, ma anche sulla legittimazione che deriva da un processo pubblico e inclusivo di formazione e trasformazione delle opinioni e dei giudizi dei cittadini. La democrazia deliberativa si oppone dunque alle visioni “plebiscitarie” e “tecnocratiche” della democrazia, ma anche alle ricorrenti illusioni su un possibile ritorno alla democrazia “diretta”. La qualità di una democrazia si fonda sulla possibilità che i cittadini si formino un giudizio riflessivo, ponderato e informato, e che questo avvenga attraverso un dialogo pubblico.

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