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chiara app

21 giugno 2016
by Forcesi
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«Lezioni» amministrative

21 giugno 2016
di Guido Formigoni
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E’ senz’altro difficile considerare in termini generali le lezioni politiche ricavabili dall’esito dell’importante votazione amministrativa dell’ultima tornata, per una serie di motivi credo comprensibili. Certo è un voto locale, come si è ben guardato di ripetere il presidente del Consiglio, sottraendosi in parte a una situazione difficile. Molto di più, è stato un voto condizionato da una notevole serie di liste civiche e di sigle curiose ed estemporanee, frutto in parte di una comprensibile dinamica locale della partecipazione, ma forse anche parzialmente dovuto a una sorta di operazione di camuffamento della classe politica, a fronte dei chiari di luna critici dilaganti nell’opinione pubblica. C’è poi il discorso ancor più complesso di valutare quanto siano pesati i singoli candidati presentati, che a volte hanno fatto la differenza, sia nel bene che nel male. L’aumento notevole dell’astensionismo è poi un ulteriore punto interrogativo: da dove viene questa tendenza?

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costit do guido

2 giugno 2016
by Forcesi
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Proprio in tempi difficili, difendo sia la critica che il costituzionalismo

2 giugno 2016
di Guido Formigoni
costit do guido

 

Il nuovo intervento di Sandro Antoniazzi solleva problemi che meritano una riflessione ulteriore, al di là dei dettagli e di una personalizzazione del dibattito che (per quanto mi riguarda) si fermerà qui. Si tratta di due punti.

Il primo è la concezione del referendum come battaglia politica. I 57 costituzionalisti hanno fatto un documento per il no, quindi non è importante quello che dicono. Le opposizioni sono all’attacco. La minoranza dem è infida e vuole solo affermare il proprio potere di veto. Chissà cosa può succedere se il no vince. La frase cruciale è: «Personalmente ritengo, guardando cosa sta succedendo in Europa e ora anche in America, che sia bene sostenere l’attuale governo; non vedo soluzioni migliori e ritengo che non sia bene scherzare a  riguardo coi problemi che ci ritroviamo». Siamo nei tempi dell’atomica, quindi usiamo l’atomica. Non c’è particolare scelta, anzi: silenzio e avanti. Io ritengo invece, non da oggi, che questo modo di pensare sollevi un problema decisivo.

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per anto

1 giugno 2016
by Forcesi
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Sono in gioco questioni rilevanti e decisive

1 giugno 2016
di Sandro Antoniazzi
per anto

 

Si riaccende il dibattito, all’interno della rete c3dem, intorno al referendum sulla riforma costituzionale …

 

Sono debitore di una risposta all’amico Guido Formigoni e mi permetto di esplicitare il mio dissenso, perché non sono in gioco considerazioni particolari e di merito su una proposta di riforma costituzionale, ma problemi politici e di concezioni di fondo, che ritengo del massimo rilievo (vedi qui il precedente articolo di Sandro Antoniazzi e il commento di Guido Formigoni, ndr).

Innanzitutto è doveroso rispondere alle quattro questioni sollevate da Guido.

  1. Sul primo problema, devo riconoscere che sono stato sbrigativo a parlare di una posizione dell’Ulivo favorevole all’abolizione del Senato. Sono andato a memoria e qualche volta la memoria tradisce. La proposta dell’Ulivo era la Camera delle Regioni, che però aveva competenza solo sulle questioni regionali e non era elettiva. Ritengo  che a questa posizione sia più vicina la proposta del governo che non le posizioni della minoranza Dem
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sandro ant

28 giugno 2016
by Forcesi
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Rivendicazionismo e mutualismo: il sindacato ha due gambe

28 giugno 2016
di Sandro Antoniazzi
sandro ant

 

Il sindacato ha due gambe, anche se spesso se lo dimentica: una, molto sviluppata, è quella rivendicativa, un’altra, decisamente più modesta, è quella mutualistica, partecipativa, generativa.

Nell’Occidente in questo dopoguerra la prospettiva rivendicativa è stata dominante; la ricchezza cresceva in modo consistente e il sindacato si preoccupava che fosse distribuito tra i lavoratori, attraverso il salario e lo welfare. Questa è stata la funzione essenziale del sindacato  negli anni passati.

E’ una storia ben nota che non ha bisogno di dimostrazioni, come non ne ha bisogno il fatto che ora questa prospettiva segni il passo; la ricchezza prodotta  è modesta  e la globalizzazione e la finanziarizzazione la dirottano altrove. Appare evidente la necessità di una svolta anche radicale.

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silvano bert

18 giugno 2016
by sammarco
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I due obbiettivi del referendum “costituzionale”

18 giugno 2016
di Silvano Bert
silvano bert

 

Sono in quattro i convocati allo stesso tavolo per confrontarsi sulla riforma costituzionale, due per il sì e due per il no. Non succederà spesso, per questo dobbiamo essere grati a quelli, il sindacato della Cgil in primo luogo, che si sono cimentati in questa impresa. A Trento trovo la Sala Rosa affollata, e infuriata negli applausi e nei dissensi. C’è da essere preoccupati del clima con cui ci avviciniamo al “giorno del giudizio” d’autunno. Non è questione di ceto politico, di Giorgio Tonini e Sergio Fabbrini da una parte, di Felice Casson e Lorenza Carlassare dall’altra. La divisione è accesa proprio nell’area democratica e di sinistra della società, fra chi ritiene necessario, “un’urgenza”, modernizzare la macchina della Costituzione, e chi vi vede un imbroglio, “un pericolo”.

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fornasir

16 giugno 2016
by sammarco
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Agli amici delle rete: si può votare diversamente, senza farne una questione morale

16 giugno 2016
di Nicolò Fornasir
fornasir

 

Seguo con disagio il confronto sulle nostre (profonde) diversità sul momento politico, anche perché noto con amarezza l’acuirsi di vere e proprie contrapposizioni che sfiorano avversioni sul piano personale.

Disagio che provo in questi giorni anche con amici, cattolici più bravi e coerenti di me, persone impegnate civilmente nel volontariato e nel lavoro che svolgono con molta coscienza, ma che, affrontando (per loro iniziativa) la stessa “questione politica”, si irritano fortemente con me in quanto “più addentro da sempre” alla vita politica, rischiando il deterioramento di un rapporto reciprocamente amichevole, anche sul piano famigliare.

Mi chiedo cosa sta succedendo.

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molli

6 giugno 2016
by Forcesi
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Pd, senza gamba sociale solida e articolata, nella morsa del populismo

6 giugno 2016
di Mario Giuseppe Molli
molli

 

In queste fasi turbolente della vita politica italiana, ci si interroga sulle questioni istituzionali che, di fatto, infiammano e animano il dibattito politico di frange limitate di addetti ai lavori, ma che hanno poca presa sulle masse, le quali vivono un passaggio durissimo dal punto di vista economico e probabilmente sono poco interessate al dibattito in corso, visto il malessere montante che sta fortemente segnando la loro condizione.

Per capire quello che sta succedendo, basterebbe analizzare il successo dei 5 stelle, per non parlare degli altri movimenti populisti che marcano l’attuale stagione politica europea. Il movimento 5 stelle ha fatto una proposta, che ha intercettato una fetta rilevante di voti e ha spiccato su tutte: il reddito minimo.

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