6 Giugno 2013
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Sempre nette le divisioni sulle riforme costituzionali

6 Giugno 2013

Dichiarazione (incauta?) di Letta in tv: “Letta, il mio esecutivo finirà la legislatura” (M. Guerzoni, Corriere della Sera). Renzi, intervistato dal Corriere, fa un passo avanti verso la sua candidatura a segretario del Pd e chiede una nuova legge elettorale subito (“Governo e Pd, affondo di Renzi”).  Lo storico Massimo Salvadori analizza la debolezza del Pd nel costruire un progetto: “Pd e la sfida della ricostruzione”. Sulle riforme costituzionali articolo di Ceccanti su Europa (“Riforme, se noi saggi non ce la facciamo, rischia la politica”); Arturo Parisi è intervistato dal Messaggero (“Parisi. Avanti sul presidenzialismo. Il fattore ‘B’? Scusa per non cambiare”); intervento di Piero Ignazi su Repubblica che ritiene, invece, che il presidenzialismo servirebbe solo a Berlusconi (“Il grande inganno della pacificazione”); e Michele Ciliberto, sull’Unità, vede nel presidenzialismo “L’ombra lunga del dispotismo”. Lorenzo Dellai è cauto: su Repubblica afferma: “Attenzione alle accelerazioni. Troppo presto per l’elezione diretta”. Antonio Carioti recensisce sul Corriere un libro di Luciano Canfora intitolato “La trappola” (editore Sellerio): “Canfora, pamplhet contro il maggioritario”.

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6 Giugno 2013
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In Italia il presidenzialismo ci riporterebbe a un sistema oligarchico

6 Giugno 2013
di Umberto Allegretti e Enzo Balboni

 

 

Umberto Allegretti è professore ordinario di Diritto pubblico generale all’Università di Firenze e direttore della rivista “Democrazia e diritto” dell’Associazione “Centro studi e iniziative per la riforma dello Stato”. Enzo Balboni è professore ordinario di Istituzioni di diritto pubblico nell’Università Cattolica del Sacro Cuore

 

Con la nomina del Comitato di esperti e la prossima adozione da parte del Governo della legge di deroga all’art. 138 della Costituzione, sembra avviarsi l’itinerario della voluta riforma costituzionale. Sembra, diciamo, perché su tutto aleggia un atteggiamento di “opportunismo costituzionale” che potrebbe a un certo punto fermarla, come già in passato.

Ma di che riforma si può trattare se si vuol stare fedeli, come è necessario, ai principi democratici e costituzionali? Bisogna ovviamente ripetere che la prima obiezione riguarda i modi con cui ci si appresta a procedere, richiamando ancora una volta il fatto che il procedimento di revisione della Costituzione è stabilito proprio dall’art. 138, e che le  leggi di revisione devono essere puntuali  – anche perché possano essere oggetto ognuna di una pronuncia referendaria coerente e pienamente libera – di modo che una “grande riforma”, già del resto anch’essa più volte fallita, è da ritenere vietata.

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6 Giugno 2013
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Il tempo del Caimano

6 Giugno 2013
di Salvatore Rizza

 

L’autore è docente di Politica Sociale presso la Facoltà di Scienze della Formazione dell’Univerità di Roma Tre

Di semi-presidenzialismo se ne parla da tempo, e periodicamente ‘qualcuno’ agita il tema per ‘distrarre’ o per impedire che si faccia qualcosa di serio in Italia. Si tratterebbe di mettere mano alla Costituzione, che è una cosa troppo seria per essere affidata a dilettanti. Qualcuno ricorderà che ai tempi della P2 se ne parlava e si presentò il rischio che fosse tra i progetti da realizzare. Allora si pensò che si trattasse di velleità di un gruppo, che tutti, o la maggior parte, finirono per deridere. Ma non c’era da scherzare. L’idea sembrò morire, ma visse nel pensiero e nei propositi di ‘uno’ soprattutto: era un’idea che faceva il suo corso scavando, come un fiume carsico che, silenzioso, scava la pietra e va avanti. Ora ci risiamo e

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5 Giugno 2013
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Dibattito ravvicinato su Europa (Ceccanti, Monaco, Castagnetti, Armillei, F. Orlando)

5 Giugno 2013

Su Europa on line, a Stefano Ceccanti  (“L’elezione diretta non è plebiscitarismo”, 1° giugno) replica Franco Monaco (“Presidenzialismo, tre obiezioni laiche”, 3 giugno; anche su c3dem in risposta a un commento); poi scrivono Pierluigi Castagnetti (“Presidenzialismo. Castagnetti attacca i cattolici distratti”, 4 giugno), Giorgio Armillei (“Presidenzialismo, i cattolici non sono distratti”, 4 giugno), Federico Orlando (“Come si cambia la Costituzione lo decida il Congresso. Tra il dossettiano Prodi e la dossettiana Bindi, stiamo con Bindi”, 4 giugno).

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5 Giugno 2013
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Il Pd e la nuova segreteria. Il Governo e il nuovo comitato dei 35 esperti di riforma costituzionale

5 Giugno 2013

Il Pd ha nominato la sua nuova segreteria.  L’Unità: “Quindici in segreteria. Metà donne, età media 40 anni”. Follini esce dal Pd (“Riconsegno la tessera e rifaccio il Centro”, Repubblica), e Leoluca Orlando fonda un altro partito. Sul Pd scrivono Elisabetta Gualmini su La Stampa (“Pd, il partito che ha paura del leader”) e Stefano Folli sul Sole 24Ore (“Epifani e Renzi, il paradosso degli opposti che rischiano il vicolo cieco”). Il Governo ha nominato il Comitato degli esperti sulle riforme costituzionali; ne scrivono su La Stampa Fabio Martini (“Presidenzialismo, la partita si gioca qui”) e Antonella Rampino (“Amato il grande assente. ‘Partiti deboli, è lì il problema”). Duri interventi di Barbara Spinelli su Repubblica (“L’escamotage presidenzialista”), di Cristoforo Boni su l’Unità (“I veri conservatori”) e di G. Zagrebelsky, intervistato da Cazzullo sul Corriere (“Il sì al presidenzialismo del Pd, un caso di sindrome di Stoccolma”). Intervistato Ceccanti sulla Gazzetta del Mezzogiorno (“Il sistema è malato“).

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4 Giugno 2013
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Diluvio di pro e contro sul (semi)presidenzialismo

4 Giugno 2013

Rosy Bindi, intervistata da Repubblica, vuole il miglioramento del sistema parlamentare ma non il presidenzialismo (“Addolorata dal premier e da Prodi, è una scelta che stravolge la Costituzione”).  Luciano Violante, sull’Unità, è meno contrario ma osserva: “Semipresidenzialismo: troppi ostacoli”. L’Unità pubblica un ampio estratto del discorso di Napolitano nel 2008 per i 60 anni della Costituzione (“Napolitano: la cosa più saggia è lavorare sul governo parlamentare”). Contrario al presidenzialismo è Piero Alberto Capotosti sul Messaggero: “Medicina francese e malanni italiani”. Favorevole invece Augusto Barbera, sempre sul Messaggero: “La sinistra non tema il presidenzialismo”. Contrario Alfredo Reichlin sull’Unità, più attento al tema della rappresentanza che a quello della governabilità (“Il vero tema è una nuova Italia”), e dubbioso Marc Lazar, che su La Stampa spiega meriti e difetti del sistema francese (“Lazar: improbabile che l’Italia diventi semipresidenziale”… dopo il fascismo e con Berlusconi…). Interessanti Gian Enrico Rusconi su La Stampa (“Ma c’è già una via italiana”), Arturo Parisi a colloquio con Salvatore Merlo sul Foglio (“La svolta presidenzialista secondo Parisi”) e Stefano Folli: “Il treno delle riforme deve partire (poi si discuterà di presidenzialismo)”. Sul Corriere Antonio Polito critica le posizioni dei “conservatori” (“Il sospetto indelebile”). Poi

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3 Giugno 2013
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Si accende ancora di più il confronto sul semipresidenzialismo

3 Giugno 2013

Al 30righe di Filippo Pizzolato sul nostro sito risponde su landino.it Stefano Ceccanti (“Bersaglio fuori centro. Una risposta a c3dem sul semipresidenzialismo”); Ceccanti è anche intervistato dal Mattino (“Voto diretto e doppio turno, il solo accordo possibile”). Fabio Martini su La Stampa titola: “Dietro lo spiraglio sull’elezione diretta il ritorno di Prodi”. Nel Pd è quasi scontro: “Democratici, il ‘fronte del no’ prepara la battaglia in direzione. Letta: non forzo sui contenuti” (M. Guerzoni, Corriere della Sera). Vendola, intervistato  da Repubblica è categorico: “Ormai il centro-sinistra è allo sbando. Berlusconi seppellirà la Costituzione”. L’opinione di Gaetano Quagliariello è su La Stampa: “Accelerare la ‘vera’ riforma elettorale”. Napolitano (di cui ieri Scalfari anticipava la contrarietà all’elezione diretta), secondo Marco Conti, ha dei dubbi: “Elezione diretta: i dubbi del Quirinale” (Messaggero). Sull’Unità Michele Prospero replica a Antonio Polito: “Polito confonde il doppio turno con il semipresidenzialismo”. Ezio Mauro su Repubblica: “Nessuna scorciatoia”.  Cronaca dell’incontro a Bologna di Libertà e Giustizia: “Bologna, il no della piazza. Costituzione da salvare”. Giovanni Sartori scrive al Corriere e precisa: “Le due varianti che occorrono al sistema francese”. E Giovanni Belardinelli, sempre sul Corriere, afferma: “Elezione diretta, una scelta inevitabile”. Infine, l’Unità ripubblica un estratto del testo dei 4 saggi sul tema e titola: “Il sistema parlamentare è migliore”.

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2 Giugno 2013
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L’ambiguo fascino del (semi)presidenzialismo

2 Giugno 2013
di Filippo Pizzolato

 

L’autore è professore associato in Istituzioni di Diritto Pubblico presso la Facoltà di Economia dell’Università di Milano Bicocca. Membro del Comitato nazionale “Salviamo la Costituzione”. Vice-presidente dell’Associazione “Città dell’Uomo”.

 

Bene ha fatto Angelo Bertani a richiamare la priorità, sempre procrastinata, della riforma dei partiti, in attuazione dell’art. 49 della Costituzione e nella direzione della loro democratizzazione interna. Il dibattito sulle riforme istituzionali è, solo apparentemente, un tema distante da questo. E ciò per più motivi. Intanto osservo un’ambiguità di fondo che grava su questa fase “costituente”: la classe politica, rivelatasi (sin qui) incapace di modificare la legge elettorale (che è una legge ordinaria) e di trovare convergenze sulla Presidenza della Repubblica (tanto da rituffarsi – come soluzione tampone – tra le braccia “paterne” e “provvidenziali” di Napolitano), tenta ora, con questa avventura costituente, di guadagnarsi una ri-legittimazione senza rinnovamento, provando ancora una volta a riversare sulle regole – dopo quelle elettorali, ora la Costituzione – la responsabilità della propria impotenza.

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2 Giugno 2013
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Intorno al presidenzialismo o semipresidenzialismo alla francese

2 Giugno 2013

Un accenno di Enrico Letta (da interpretare)a cambiare l’elezione del Presidente (“Svolta di Letta sulle riforme. L’elezione del Quirinale cambierà”, Dario Di Vico, Corriere della Sera). E “Il semipresidenzialismo crea nuovi attriti nel Pd” (Amedeo La Mattina, La Stampa); oggi l’Unità pubblica il commento di Franco Monaco, che c3dem ha anticipato ieri (qui). Intervistato dal Messaggero, Giovanni Sartori ribadisce che il sistema francese è il migliore per l’Italia (“Sartori: l’Italia è pronta, temo le furbizie”).  Antonio Polito sul Corriere scrive: “La scelta del sistema francese. I tempi sono ormai maturi”. Sempre il Corriere pubblica una lettera di A. Panebianco, A. Barbera, A. Parisi e M. Segni: “Un movimento di cittadini per la scelta diretta”. E G. Guzzetta “lancia la raccolta delle firme”. Contrario Eugenio Scalfari nell’editoriale di Repubblica: “Due testimoni alle prese con i mali d’Italia”. Così pure Mario Dogliani sull’Unità: “Il pericolo presidenzialista”.

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1 Giugno 2013
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Bindi rimprovera Prodi. Ceccanti polemizza con Bindi, Zagrebelsky e Franco Monaco. Poi…

1 Giugno 2013

“Sulla via francese Prodi sbaglia. E’ una grave illusione”, così Rosy Bindi sull’Unità. Intanto “Prodiani delusi riuniti a Bologna” (Corriere). Stefano Ceccanti, in un suo intervento a un’assemblea romana sul presidenzialismo, polemizza amichevolmente con Gustavo Zagrebelsky, per il suo conservatorismo costituzionale, e ugualmente con la Bindi e con Franco Monaco. Una sintesi delle “considerazioni” di Ignazio Visco, governatore della Banca d’Italia (“Visco, un Paese che ha perso 25 anni”, Corriere della Sera). Salvatore Settis interviene su Repubblica a proposito dell’orientamento governativo in campo urbanistico e di uso dei suoli (“La strana alleanza”).

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