31 Agosto 2013
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Guerra civile

31 Agosto 2013
di Guido Formigoni

 

La retorica sulla pacificazione o sulla contrapposta guerra civile inonda le strade già piuttosto asfittiche del dibattito pubblico italiano, in questo scorcio d’estate. Si era cominciato con il forzare il significato piuttosto obbligato del governo di precarie larghe intese, per parlare di una pacificazione che mettesse fine a vent’anni di delegittimazione (del berlusconismo da parte della sinistra, naturalmente). Si è arrivati ora a invocare un qualche colpo di spugna che salvi il leader politico condannato per un reato comune, minacciando in caso contrario la guerra civile.

E’ curiosa la rappresentazione dell’ultimo ventennio come una guerra civile da chiudere con qualche gesto di pacificazione. In primo luogo,

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23 Luglio 2013
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FRANCO MONACO E ROSY BINDI (e altri) SUL CONGRESSO PD (e altro)

23 Luglio 2013

In una lettera al Corriere Franco Monaco indica le tre diverse linee che dovrebbero confrontarsi al congresso Pd (“Il congresso del Partito democratico”). Rosy Bindi, intervistata dal Corriere, dice che si deve cominciare a guardare “oltre” il governo Letta (“Bindi: il Pd non può identificarsi con il governo”). Una reprimenda di Fausto Bertinotti a Napolitano, sempre sul Corriere (“Niente alibi per sospendere la democrazia”).  Sull’Unità, Anna Finocchiaro scrive che non è sufficiente una riforma della forma di governo se non si riformano i partiti, ma in un quadro di democrazia rappresentativa e non diretta (“Chi svaluta i partiti”), e Michele Prospero scrive che non è saggio, per il Pd al governo, andare avanti a dispetto dei santi (“Patti chiari o si rompe tutto”). Simonetta Fiori, su Repubblica, intervista Stefano Rodotà che definisce “il nuovo papa della sinistra ‘altra’ – quella dei diritti, dei beni comuni, della Costituzione e della rete” (“Stefano Rodotà. ‘Dignità’: oggi è questa la parola-chiave”). Su Europa una riflessione di Mario Rodriguez (“Pd, contro la retorica della politica come progetto”). Su Repubblica Massimo Recalcati interpreta la pacificazione tra Pd e Pdl come falsificazione (“Rimozione e pacificazione”).

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6 Giugno 2013
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Sempre nette le divisioni sulle riforme costituzionali

6 Giugno 2013

Dichiarazione (incauta?) di Letta in tv: “Letta, il mio esecutivo finirà la legislatura” (M. Guerzoni, Corriere della Sera). Renzi, intervistato dal Corriere, fa un passo avanti verso la sua candidatura a segretario del Pd e chiede una nuova legge elettorale subito (“Governo e Pd, affondo di Renzi”).  Lo storico Massimo Salvadori analizza la debolezza del Pd nel costruire un progetto: “Pd e la sfida della ricostruzione”. Sulle riforme costituzionali articolo di Ceccanti su Europa (“Riforme, se noi saggi non ce la facciamo, rischia la politica”); Arturo Parisi è intervistato dal Messaggero (“Parisi. Avanti sul presidenzialismo. Il fattore ‘B’? Scusa per non cambiare”); intervento di Piero Ignazi su Repubblica che ritiene, invece, che il presidenzialismo servirebbe solo a Berlusconi (“Il grande inganno della pacificazione”); e Michele Ciliberto, sull’Unità, vede nel presidenzialismo “L’ombra lunga del dispotismo”. Lorenzo Dellai è cauto: su Repubblica afferma: “Attenzione alle accelerazioni. Troppo presto per l’elezione diretta”. Antonio Carioti recensisce sul Corriere un libro di Luciano Canfora intitolato “La trappola” (editore Sellerio): “Canfora, pamplhet contro il maggioritario”.

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10 Maggio 2013
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Piero Alberto Capotosti e la questione della “pacificazione”

10 Maggio 2013

Sul Messaggero del 10 maggio il già presidente della Corte costituzionale Piero Alberto Capotosti , in un articolo intitolato “La via stretta per pacificare politica e magistratura”, parte dalla sentenza di condanna di secondo grado di Silvio Berlusconi, osserva che “l’efficienza e la stabilità del governo Letta (..) non possono venire pregiudicate dalla vicenda Mediaset” e conclude che “occorrerebbe trovare al più presto un terreno di pacificazione per i duellanti” e che il governo delle larghe intese “potrebbe essere lo scanario migliore per attuare una effettiva riforma del sistema giustizia”.

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