PENSARE IN GRANDE. MA ANCHE IN PICCOLO…

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Nell’impossibilità di fare come in Germania (Isabella Bufacchi, “Dal governo Merkel manovra di rilancio per altri 100 miliardi: 70 progetti in 60 pagine”, Sole 24 ore) si registrano consensi ma anche perplessità dopo la conferenza stampa di Conte sul futuro del paese: Paolo Pombeni, “Conte studia da grande timoniere, ma ha il problema della ciurma” e “La via maestra degli Stati generali” (Il Quotidiano del Sud); Dario Di Vico, “I (troppi) dossier non chiusi” (Corriere della sera); Stefano Folli, “L’ambizione dietro il libro dei sogni” (Repubblica); Federico Fubini, “Adesso ci serve un piano” (Corriere della sera); F. Bassanini, M. De Vincenti, M. Messori: “Aiuti Eu: servono progetti e pragmatismo” (Sole 24 ore); Francesco Riccardi, “Ciò che genera un nuovo patto” (Avvenire); Lina Palmerini, “Sulla sfida di Conte pesano freni e divisioni” (Sole 24 ore); Claudio Tito, “Il peccato originale” (Repubblica); Massimo Riva, “Il sindacato dei ventenni” (Repubblica), Leonardo Becchetti, “L’altro pilastro del welfare” (Avvenire); Chiara Saraceno, “Nel governo la scuola non esiste” (La Stampa); Vladimiro Zagrebelsky, “Democrazia tra diritti e conflitti” (La Stampa).  PENSARE IN PICCOLO: C’anche chi suggerisce a Conte un’osservazione di metodo: Tito Boeri e Roberto Perotti, “Pensare in piccolo” (Repubblica); così, sullo stesso giornale, Adam Gopnik, “La sinistra delle piccole cose”. E, IN QUESTO, IL PD? Nicola Zingaretti, “Perché dico sì al Mes senza se e senza ma” (Sole 24 ore). L’opinione di Tommaso Nannicini: “I grillini sono di destra. Al Pd serve una visione progressista, non l’alleanza permanente con i Cinque Stelle” (linkiesta.it).

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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