UNA NUOVA VIA PROGRESSISTA?

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All’articolo di Maurizio Molinari, “Biden-Sturmer, la nuova via progressista” (Repubblica), di ieri, risponde Nicola Zingaretti: “Verde e sfide sociali, l’Europa aspetta Biden sulla nuova via progressista”. Sul tema anche Lionel Barber, già direttore del Financial Times: “Intesa con Sturmer per un’alleanza che salvi la democrazia dal populismo” (Repubblica).  Ma l’Europa deve fare ancora i conti con Polonia e Ungheria: Mario Monti, “La (debole) sfida a questa Europa” (Corriere della sera); Andrea Bonanni, “Polonia e Ungheria, l’Ue e la tentazione della sovranexit”; Ezio Mauro, “I due autocrati che mettono il veto alla democrazia” (Repubblica). Angelo Panebianco, “Le inutili baruffe europee nel mondo del dopo-Trump” (Corriere). Sergio Fabbrini, “Un nuovo equilibrio tra Europa e America” (Sole 24 ore). Nadia Urbinati, “Se le regole fondamentali del gioco democratico non valgono più” (Domani). GOVERNO: Andrea Orlando, “Sì al dialogo con il Cavaliere” (intervista a La Stampa). Alessandro Barbera, “Patto Pd-Forza Italia, a gennaio 20 miliardi alle attività in crisi” (La Stampa). Su Il Giornale Paolo Guzzanti scrive: “I veri liberali non hanno a che fare con una certa destra”. Provocazione di Pietro Ichino, intervistato da Libero: “Cassa integrazione agli statali, con i risparmi premi ai medici”. Giuseppe Pignatone, “Chi può salvare la Calabria” (Repubblica). Mauro Calise, “Epidemia, il deficit di comunicazione di esperti e governo” (Mattino). DEBITO: Vito Lops, “Sale la marea del debito globale”; Leonardo Becchetti, “Impariamo la lezione del ventesimo secolo”; Stefano Micossi, “Non chiedere alla Bce ciò che può fare il Mes” (Sole 24 ore). Carlo Bastasin, “Parole avventate, debito instabile” (Repubblica).

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