31 Gennaio 2013
by Vittorio Sammarco
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SANT’EGIDIO IN POLITICA. IL PARTITO DI GRILLO. LA SVOLTA NEI MATRIMONI GAY IN FRANCIA

31 Gennaio 2013

In  “Il partito di Sant’Egidio” (Europa del 30 gennaio), Lorenzo Bondi passa in rassegna le personalità collegate alla comunità di Sant’Egidio presenti nelle liste di Scelta civica, la formazione  di Mario Monti. Su La Stampa Elisabetta Gualmini presenta il suo libro sul partito di Grillo (“Una forza nata dalla sinistra radical”). Su l’Unità Valentina Fiorillo riferisce dello stato di avanzamento della proposta di legge che legalizza i matrimoni omosessuali in Francia (“Matrimoni gay, la svolta francese”).

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30 Gennaio 2013
by Vittorio Sammarco
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PRINCIPI NON NEGOZIABILI E COSTITUZIONE. Rosati discute la prolusione di Bagnasco

30 Gennaio 2013

Riflessione non scontata quella di Domenico Rosati su l’Unità del 30 gennaio 2013 (“Se i principi «non negoziabili» sono quelli della Costituzione”). Rosati, partendo dalla prolusione alla Cei del card. Bagnasco, propone una ricerca comune e senza pregiudizi sui valori da promuovere e sulle misure da adottare perché la persona umana, nella sua dignità e nella sua integrità, sia sempre e dovunque rispettata e promossa”. E la Costituzione della Repubblica offre un catalogo di valori su cui impiantare questa ricerca.

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29 Gennaio 2013
by Vittorio Sammarco
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Per costruire una politica nuova… dopo le elezioni

29 Gennaio 2013
di Angelo Bertani

 

“…Il dibattito si è trasformato in un inseguimento senza fine negli studi televisivi fra tre o quattro leader, i quali da settimane ripetono sempre gli stessi concetti per arrivare all’ultimo dei propri elettori target… le contrapposizioni non sono mai state così forti… i programmi appaiono ridotti a un referendum sull’IMU; mentre sarebbe invece il momento di capire cosa non ha funzionato negli ultimi vent’anni, per poter invertire un declino lungo che si sta trasformando in un tracollo…”. L’impressione di Francesco Grillo (nell’editoriale del Messaggero, 18 gennaio) credo sia largamente condivisa. Le cause sono certo molteplici e dopo le elezioni, qualunque sia il risultato, bisognerà riflettere molto; e impegnarsi davvero – tutti, da più parti, a diversi livelli –  in un lavoro di ricostruzione della vita democratica del Paese.Lo svolgimento della campagna elettorale che, complici anche taluni media, si presenta come una deprimente sceneggiata, obbliga infatti tutti a riflettere. “Ci vuole dunque una legge che regoli la vita dei partiti, del resto prevista dalla Costituzione. E ci vuole una riforma elettorale che dia agli elettori il potere di scegliere i parlamentari, invece che a un sinedrio o a un capo” (Antonio Polito, Corriere della Sera, 22 gennaio). Diciamo pure che potevamo accorgercene prima, ma meglio tardi che mai. L’importante è avere ben chiaro che comunque vadano le fasi finali della campagna e il risultato delle elezioni, bisognerà metter mano e correggere l’architettura, le regole e il quotidiano funzionamento del nostro sistema politico.

Io credo che la prossima legislatura dovrà e potrà essere “costituente” (direi

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29 Gennaio 2013
by Vittorio Sammarco
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La prolusione di Bagnasco. Tra biopolitica e bioeconomia. Commenti

29 Gennaio 2013

Commenti alla prolusione del card. Bagnasco al Consiglio permanente della Cei del 28 gennaio: A. Giovagnoli su la Repubblica (“Perché la Cei chiama i cattolici alle urne”), M. Politi su Il Fatto (“Bagnasco senza candidati: “Andate a votare”), M. Franco sul Corriere (“Una presa di distanza resa obbligata dalle divisioni politiche”),  F. D’Agostino (“Né astensioni né reticenze”, Avvenire), S. Zamagni (intervistato su Avvenire: “La bioeconomia, una questione vitale”) e  P. Rodari su Il Foglio (“Bagnasco e Crepaldi, due strigliate ai fratelli vescovi sulla biopolitica”).

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29 Gennaio 2013
by Vittorio Sammarco
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FRANCO MONACO: “CARO DE RITA, I CATTOLICI NON SONO CONTRO LO STATO”

29 Gennaio 2013

“Spero non me ne voglia De Rita, ma la sua «sociologia creativa» dovrebbe avere l’umiltà di misurarsi con la storia e con la teologia, le quali rispettivamente suggeriscono la consapevolezza che non si danno le condizioni per la ricostituzione di un partito simil-Dc e che una tale soluzione sarebbe altresì in contrasto con distinzioni (tra religione e politica) che dovremmo avere assimilato”. E poi: “Un ben inteso primato della politica

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28 Gennaio 2013
by Vittorio Sammarco
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I quattro motivi di dissenso di Ceccanti (e non solo) dal dossettismo

28 Gennaio 2013

Il quotidiano Europa, nell’edizione on line, pubblica la sintesi dell’intervento che Stefano Ceccanti farà ad una presentazione del libro di Roberto Di Giovan Paolo Dossetti, il dovere della politica edito da Nutrimenti. In questo testo (“Dossetti è da studiare, ma possiamo non dirci dossettiani perché manca il liberalismo”) Ceccanti, rifacendosi anche ad altri due libri su Dossetti usciti di recente, espone quattro ragioni di dissenso con il dossettismo. Un tema molto attuale su cui vale la pena di approfondire la discussione.

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28 Gennaio 2013
by Vittorio Sammarco
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La scomparsa dei cattolici dalla politica, secondo De Rita

28 Gennaio 2013

Da qualche tempo Giuseppe De Rita bacchetta i cattolici impegnati in politica per la loro scarsa rilevanza. Oggi, sul Corriere (“La scomparsa dei cattolici dalla campagna elettorale“), scrive che “l’appartenenza cattolica non è più il riferimento a un’anima collettiva di proposta politica”. Ne individua la causa nel loro prevalente statalismo,

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28 Gennaio 2013
by Vittorio Sammarco
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ADISTA E IL LABORATORIO DELLA SINISTRA INDIPENDENTE

28 Gennaio 2013

Su Adista Segni Nuovi n. 4 del 28 gennaio 2013 (“Cattolici e politica. Il ‘laboratorio’ della Sinistra Indipendente”) Luca Kocci recensisce un libro di Giambattista Scirè, ricercatore di Storia contemporanea all’Università di Firenze: Gli indipendenti di sinistra. Una storia italiana dal Sessantotto a Tangentopoli (Ediesse, Roma, 2012, pp. 318, 18€). La storia della Sinistra Indipendente va dal 1967-68 al 1992. Ad essa è intrecciata anche la storia di Adista, soprattutto negli anni ’70 e nei primi anni ’80.

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28 Gennaio 2013
by Vittorio Sammarco
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Perché, da prete, non posso essere neoliberista

28 Gennaio 2013
di Don Angelo Chiappa

 

Abbiamo ricevuto e volentieri pubblichiamo. L’autore è un prete bresciano, che ha recentemente compiuto il 63° anno di sacerdozio

 

Noi tutti, gerarchia, sacerdoti e popolo cristiano, non abbiamo né visto né sentito ciò che è successo da quando Reegan proclamò che il vitello d’oro Mercato sostituiva l’Altissimo; e i governanti non si sottrassero più dal “dire false dicerie, dal non tutelare in giudizio il povero, dal tenersi lontano dalla parola menzognera, dal non accettare doni e dal non opprimere il forestiero …”  (Deut.) perché così esigeva il nuovo Dio.  Si diffondeva così il progetto della “nuova economia”, del “pensiero unico”, del pensiero neoliberista che ha come logica la scaltrezza nel far rendere di più al proprio  capitale.

Il che implica sempre alcune cose:

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28 Gennaio 2013
by Vittorio Sammarco
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Coerenza

28 Gennaio 2013
di Carlo Baviera

 

Riprendiamo l’articolo apparso il 28 gennaio su “Appunti Alessandrini. Per un dibattito politico”, pubblicazione on line realizzata dalla omonima associazione che fa parte della rete c3dem (vedi www.appuntialessandrini.wordpress.com). Per alcuni dei riferimenti abbiamo inserito il link al testo citato. L’autore è stato delegato per la diocesi di Casale Monferrato alle ultime tre Settimane sociali della chiesa italiana. Auspichiamo altri interventi su questo tema, che per c3dem è certamente centrale.

 

Il Papa nel Messaggio per la giornata della Pace 2013 ha affermato: “Nell’ambito economico, sono richieste, specialmente da parte degli Stati, politiche di sviluppo industriale ed agricolo che abbiano cura del progresso sociale e dell’universalizzazione di uno Stato di diritto e democratico. È poi fondamentale ed imprescindibile la strutturazione etica dei mercati monetari, finanziari e commerciali; essi vanno stabilizzati e maggiormente coordinati e controllati, in modo da non arrecare danno ai più poveri. La sollecitudine dei molteplici operatori di pace deve inoltre volgersi –con maggior risolutezza rispetto a quanto si è fatto sino ad oggi– a considerare la crisi alimentare, ben più grave di quella finanziaria”.

Mentre nel discorso al Corpo diplomatico colpiscono le seguenti frasi: “Occorre recuperare il senso del lavoro e di un profitto ad esso proporzionato. A tal fine, giova educare a resistere alle tentazioni degli interessi particolari e a breve termine, per orientarsi piuttosto in direzione del bene comune. Anche

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