21 Aprile 2013
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Il dibattito sull’esito delle elezioni presidenziali nel sito di “Sbilanciamoci”

21 Aprile 2013

 Sul sito sbilanciamoci.info il 19 ottobre, dopo il mancato voto su Marini, Rossana Rossanda aveva scritto un articolo intitolato “Appunti sul Quirinale. Cadono le larghe intese”. A conclusione delle elezioni, Giulio Marcon commenta i risultati (“Napolitano, le larghe intese e la ‘buona politica’ che servirebbe”). E Donatella Della Porta scrive a sua volta un articolo intitolato “L’elezione di Napolitano e l’istituzionalizzazione dell’inciucio”, che così conclude: “Non potendo sfociare in una riforma delle forme organizzative e dei programmi del partito, la mobilitazione dal basso sembra destinata ad accelerarne la frantumazione. La debolezza dell’opzione al cambiamento nei vertici del partito trasforma così un’opportunità di rigenerazione in un fattore di accelerazione della crisi”.

 

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21 Aprile 2013
by c3dem_admin
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Quos vult perdere…

21 Aprile 2013
di Guido Formigoni

 

La rielezione di Napolitano pone il punto fermo a una brutta vicenda, che mette in forse il futuro del Pd e mette una pesante ipoteca negativa sulle prospettive future del rinnovamento necessario della nostra politica. Qualche commento a caldo ci pare utile, per verificare assieme come ragionare sul futuro.

Logica, prima ancora che lungimiranza, dato il risultato elettorale, avrebbe voluto che il Pd si assumesse orgogliosamente la responsabilità di primo partito, pur restando acutamente consapevole della propria fragilità in termini di consenso e di numeri.

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20 Aprile 2013
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Tre voti, due strade, un racconto

20 Aprile 2013
di Walter Tocci

 

L’autore, senatore del Pd, ha scritto sul suo blog questo articolo la sera di sabato 20 aprile, dopo l’esito dell’elezione del presidente Napolitano, per spiegare perché ha votato per Stefano Rodotà. Di lui abbiamo pubblicato due giorni fa, nella Rassegna, il testo dell’intervento con cui aveva criticato la scelta di Marini come candidato del Pd

Nel momento più difficile si poteva dare alla Repubblica un nuovo Presidente di alto profilo. Stefano Rodotà aveva la credibilità per ricostruire la fiducia nelle istituzioni. Non è un candidato di parte, è una personalità che ha sempre avuto a cuore la garanzia dei diritti di tutti e la sovranità della Legge contro qualsiasi sopruso.

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20 Aprile 2013
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Rodotà non avrebbe rappresentato l’unità nazionale

20 Aprile 2013
di Mario Chiavario

 

Abbiamo ricevuto e volentieri pubblichiamo questo articolo scritto durante la quinta, e penultima, votazione del presidente della Repubblica. L’autore, classe 1939, è docente di diritto penale processuale all’Università di Torino

Scrivo queste note di getto, in un momento di stallo nella penosa vicenda dell’elezione presidenziale, mentre è in corso la quinta votazione. Capisco che l’attenzione di molti si concentri soprattutto su due aspetti: da un lato, la leggerezza con cui si sono mandate al massacro, sia pur in modi diversi, due persone come Marini e Prodi; dall’altro la devastazione interna al Partito Democratico. Sono aspetti, di per sé, estremamente preoccupanti, ma più ancora mi sembra gravissima la caduta del senso delle istituzioni che la vicenda, sino a questo momento, sta rivelando.

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20 Aprile 2013
by Vittorio Sammarco
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Due editoriali

20 Aprile 2013

Interessante l’editoriale di Angelo Panebianco, sul Corriere della Sera: “La Repubblica è sospesa nel vuoto”. Non solo e non tanto per l’apprezzamento per i dalemiani, la vecchia guardia ex-pci del Pd: “quelli ‘davano la linea’, non se la facevano dare” (dalla piazza), ma per questa considerazione: “il presidente della Repubblica può essere il frutto di una scelta partigiana (guelfi contro ghibellini, blu contro bianchi, eccetera) solo se egli prevale in una competizione aperta i cui arbitri siano gli elettori”. Taglio diverso nel breve editoriale del direttore di Repubblica, Ezio Mauro (“Dopo il naufragio”), il quale così si rivolge agli elettori del Pd: “propongano un  nome fuori dalla nomenklatura esausta del partito, scegliendo uomini che siano un segno dell’indispensabile rifondazione della sinistra”. Ma è realistico pensare che il Pd possa scegliere un candidato che, insieme, risolva la questione del Quirinale e rifondi la sinistra? Non è un po’ troppo?

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19 Aprile 2013
by Vittorio Sammarco
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La battaglia del Quirinale (e quella nel Pd)

19 Aprile 2013

In queste ore calde può essere utile leggere il freddo articolo di Giancarlo Bosetti pubblicato giovedì da Repubblica: “I tre illusionismi e il principio di realtà” (“gli italiani non vogliono cambiare, o meglio vorrebbero ma senza pagarne il prezzo. E nessuno ha carattere e autorità sufficienti per dare la scossa”) . Quanto ai commenti dopo le prime votazioni di giovedì e la drammatica serata del Pd al cinema Capranica, e mentre è annunciata la candidatura Prodi, leggi: “Anarchici e autolesionisti nel Pd” (Polito, Corriere), “Mattatoio Montecitorio” (Ceccareli, Repubblica), “Larghe intese al tramonto” (Tito, Repubblica), “Per ricompattare il Pd salgono le quotazioni d Prodi” (Sorgi, La Stampa), “L’ora più drammatica di un Pd al bivio” (Folli, Sole 24Ore), “Ricostruire in fretta su queste macerie” (Menichini, Europa).

 

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18 Aprile 2013
by c3dem_admin
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Incredibile

18 Aprile 2013
di Grazia Villa, presidente della Rosa Bianca

 

Incredibile… ho cambiato l’immagine di copertina su facebook con quella di un uomo: Stefano Rodotà. Un uomo non animoso come lo avrebbe definito Ivana Ceresa, uno di quelli con cui puoi costruire anche pratiche di relazione…

La costituzione non prevede l’elezione diretta del Presidente della Repubblica, che spetta in gran parte alle elette ed agli eletti da noi popolo sovrano; allora è a voi che chiedo di scegliere secondo libertà di coscienza e responsabilità politica e non secondo mera tattica o puro calcolo.

Alle primarie ho votato prima Vendola e poi Bersani, il Pd alla Camera e Sel al Senato.

Mi colloco da sempre in quella che una volta veniva definita “sinistra cristiana”,

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18 Aprile 2013
by Vittorio Sammarco
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Elogio del franco tiratore (pd)

18 Aprile 2013

Sul suo blog Walter Tocci, senatore Pd, laico e proveniente dal Pci (l’ala ingraiana) ma attento e sensibile ai temi della religiosità, ha trascritto l’intervento da lui tenuto all’assemblea dei parlamentari pd al cinema Capranica la sera della vigilia della prima giornata di voto per l’elezione del presidente della Repubblica. Tocci ha dato al suo intervento il titolo “La franchezza del tiratore”. Vi ha aggiunto alcune righe in cui dice: “È stato forse uno dei discorsi più dolorosi della mia lunga militanza politica”.  Un intervento, il suo, utile a capire il travaglio della sinistra.

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18 Aprile 2013
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Il ruolo attuale del cattolicesimo politico. “Appunti Alessandrini” riprende a discuterne

18 Aprile 2013

Carlo Baviera, che aveva già scritto sul sito di Appunti Alessandrini una “Lettera aperta ai cattolici italiani”, pubblicata su c3dem, il 1° marzo, proponendo una sorta di percorso ecumenico tra le varie anime ed esperienze dei cattolici impegnati in politica, ritorna sul tema (“Cominciamo da un coordinamento, una rete di collegamento”). Qualche giorno fa era intervenuto Agostino Pietrasanta con l’articolo “Cattolici e politica: un vuoto che viene da lontano”. Il rimprovero ai cattolici è che “si sono omologati al potere ed al consumismo”.

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17 Aprile 2013
by Vittorio Sammarco
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Vigilia di elezioni presidenziali

17 Aprile 2013

Barbara Spinelli, la cittadina Barbara Spinelli, scrive un articolo su La Repubblica per esortare il Pd a votare con il Movimento cinque stelle per il presidente, possibilmente Rodotà (“Il coraggio della solitudine”). Stefano Folli, ancora sul Sole, intitola il suo pezzo “Grillo ha una strategia, ma Pd e Pdl possono chiudere…”, su una linea opposta alla Spinelli. Sergio Fabbrini, docente alla Luiss, sul Sole 24Ore scrive “Il presidente che serve”, e pensa ad un profilo capace di unire all’interno e di dialogare con l’Europa. E la Cei? Per Tornielli su La Stampa i vescovi sono in campo, chiedono che non si indugi a dare un presidente e un governo al paese, e sono perplessi su Prodi. Per Rodari sulla Repubblica i vescovi sono in silenzio sulla sfida del Colle (ma comunque perplessi su Prodi).

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