12 Novembre 2019
by Giampiero Forcesi
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Genova, il Ponte Morandi e l’identità di una città

12 Novembre 2019
di Salvatore Vento

 

La notizia del disastro si diffuse immediatamente in tutto il mondo e ovunque provocò accese discussioni, perché i ponti non devono crollare. In quel luogo, alle ore 11.36, ci poteva essere chiunque di noi. I ponti sono un simbolo della nostra voglia di futuro, denotano apertura (come i porti), si costruiscono per essere attraversati, per andare oltre… Poi si è detto: “Ora basta, bisogna reagire tutti insieme”.

Come leggere la storia della resilienza di Genova? Esiste un filo conduttore esplicativo?

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20 Agosto 2018
by Giampiero Forcesi
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Alcune considerazioni sul disastro del Ponte Morandi di Genova

20 Agosto 2018
di Domenico Marino

 

La ricerca delle responsabilità del crollo del Ponte Morandi di Genova non sarà facile. Come nei disastri aerei non esiste quasi mai una causa unica del disastro, bensì una serie di concause che, in accordo con la ben nota legge di Murphy (se qualcosa può andare male, andrà male nel momento peggiore, ndr), producono degli effetti devastanti. È acclarato che il Ponte Morandi avesse qualche problema strutturale…

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19 Agosto 2018
by c3dem_admin
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E AI FUNERALI GENOVA APPLAUDE IL GOVERNO

19 Agosto 2018
di Domenico Marino

Antonio Polito interpreta, con qualche ambiguità, l’ovazione che Genova ha tributato al governo (e i fischi al Pd) durante i funerali delle vittime del ponte Morandi: “La crisi di rigetto per la vecchia politica” (Corriere della sera). Intervista di Matteo Orfini a Repubblica: “Le contestazioni si accettano, ma la macchina del fango va fermata anche con le denunce”. Ugo Magri, su La Stampa, riferisce: “Mattarella: abbiamo bisogno di verità, ma il Paese rimanga unito”. Sulle responsabilità dello Stato, e dunque dei governi precedenti, si soffermano Maurizio Molinari, “La ferita fra lo Stato e i cittadini” (La Stampa), Massimo Giannini, “La stagione di avvoltoi e coccodrilli” (Repubblica) e Marco Imarisio, “Gli strappi da ricucire” (Corriere della sera). Sul Sole 24 ore, dopo la lettera di ieri del presidente di Confindustria Vincenzo Boccia (“Lavorare uniti, non cavalcare rabbie e rancori”), commentata oggi da Paolo Pombeni (“Risposta condivisa e ragioni del realismo”), pubblica un articolo di Alberto Mingardi: “Mai più opacità su clausole e contratti con lo Stato”. Goffredo De Marchis, su Repubblica: “Prodi e le vendite di Stato: ‘Parla chi non sa nulla’”. Sul Messaggero un’intervista a Jacques Attali: “Stato e privati tornino a collaborare. Il no alla Gronda è stato un disastro”. Stefano Lepri (La Stampa): “La trappola del sogno statalista”. Duro attacco di Bernard-Henri Levy su la Stampa: “Le favolette pericolose dei populisti”. Sul Messaggero di ieri un’intervista di Massimo Cacciari: “La macchina pubblica non funziona. Per questo il Paese non sta più insieme”. Per Claudio Cerasa si tratta di “Fare di un ponte il manifesto delle virtù italiane” (Foglio). Sabino Cassese parla de “L’Italia che fa e disfa” (Corriere della sera). Guido Viale sul Manifesto, invece, dice: “Dalla Tav alla Gronda le inutili Grandi opere”. Giancarlo Giorgetti, intervistato dal Messaggero: “Opere più sicure. Ecco il Piano”. La riflessione di Leonardo Becchetti su Avvenire: “La rivoluzione che serve davvero. Non senza competenze”.

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