6 Febbraio 2013
by Vittorio Sammarco
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Andrea Riccardi risponde a Franco Monaco (e a Eugenio Scalfari). E articoli di Mario Tronti, Ruggero Orfei e Alberto Melloni

6 Febbraio 2013

Tanto Franco Monaco quanto Eugenio Scalfari, uno su l’Unità e l’altro su Repubblica, avevano criticato il ministro Riccardi per esser sembrato acconsentire alla battuta anti Pd di Mario Monti (il riferimento alla data di nascita del 1921). La replica di Riccardi: “Niente processo alle intenzioni, io rispetto la storia del Pd”  (Lettera all’Unità, 5 febbraio); “Quel sì con la testa” (Lettera a Repubblica, 5 febbraio). Mario Tronti sostiene l’alleanza tra

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8 Gennaio 2013
by Vittorio Sammarco
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Il posto (meditazione per il nuovo anno)

8 Gennaio 2013
di Giovanni Bianchi

 Questo contributo è stato scritto per i cattolici democratici milanesi, delle cui iniziative c3dem ha dato notizia di recente. Bianchi mette a fuoco una serie di questioni attuali per l’impegno dei cattolici democratici

 

Il posto (1961) è il titolo del secondo film di Ermanno Olmi. Un ragazzo di Meda, un paese della Brianza alla periferia di Milano, viene nella metropoli da una cascina dove non si lavora più la terra per sostenere una serie di esami in vista di un posto fisso di lavoro impiegatizio: per guadagnarsi la vita, metter su famiglia, avere un ruolo nella società e contribuire a svilupparla. Ce la farà, e le difficoltà e le ingenuità, il candore messi in rilievo dalla regia danno conto di una stagione della nostra storia che ha prodotto il boom economico, il boom delle nascite, e che avvertiamo oggi con una qualche pena da troppo tempo alle nostre spalle.

Ben altra, molto più difficoltosa e non di rado inutile la corsa al posto delle nuove generazioni. Per questo la “tirchieria mentale” (l’espressione fulminante è di Beniamino Andreatta) con la quale il ceto politico gestisce le proprie posizioni di potere risulta chiaramente indigeribile a milioni di italiani cui lo stipendio non basta per arrivare a fine mese, quando uno stipendio c’è. Là, in alto, invece un allegro sperpero di danaro pubblico. E anche le istituzioni che dovevano consentire una democrazia più prossima al popolo, come le Regioni, non fanno eccezione. Soldi pubblici per feste in maschera ai bordi di piscine notturne. Soldi per cene sontuose. Soldi perfino per le cartucce di un fucile da caccia. La protervia di Trimalcione tradotto in fretta e malamente nell’inglese dei cartoons come un Batman di quarta segata. Qui troviamo una delle molle della cosiddetta antipolitica come risposta alla sciatta ruberia della politica politicante.

Ma è così difficile prendere le misure e le distanze dal potere politico?

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29 Dicembre 2012
by Vittorio Sammarco
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Le nostalgie democristiane delle gerarchie romane

29 Dicembre 2012
di Franco Monaco

Riproduciamo, in questo spazio più “interno” all’area della rete c3dem, l’articolo pubblicato il 29 dicembre 2012 su “Europa”, quasi a continuazione di un altro articolo uscito lo stesso giorno su “l’Unità” e anch’esso riprodotto nel nostro sito. L’autore è senatore del Pd e redattore della rivista “Appunti di cultura e politica”, pubblicata a cura dell’Associazione “Città dell’uomo”

 

Ci si interroga sul sostegno aperto delle gerarchie romane (sottolineo: romane) all’iniziativa politica di Monti. Una relativa novità. Nei lunghi anni che ci separano dal 1995 – anno spartiacque, coinciso con il grande convegno ecclesiale di Palermo – grosso modo il tempo dominato dalla figura controversa di Berlusconi, i vertici ecclesiastici hanno seguito un doppio binario: l’enunciazione della legittimità del pluralismo politico tra i cattolici italiani e il malcelato, pratico sostegno al centrodestra. Più esattamente: la diffidenza e persino l’ostilità verso l’Ulivo e il centrosinistra. Ne sa qualcosa Romano Prodi, che ne fu ferito anche sul piano personale. A lui non si perdonavano due cose: l’esercizio pratico dell’autonomia laicale e politica (da “cattolico adulto”, una bella formula legata al Concilio, la meta stessa della educazione cristiana dentro la modernità secolare, che fu significativamente bollata come espressione presuntuosa e polemica) e l’avere egli patrocinato e capeggiato uno schieramento di centrosinistra, l’Ulivo. Ulivo che per un verso sanciva l’agognato approdo a una democrazia sanamente competitiva e dell’alternanza dopo mezzo secolo di democrazia bloccata, per altro verso faceva segnare il carattere irreversibile dell’approdo al pluralismo politico tra i cattolici e l’esaurimento dello schema unitario. Prima nella Dc e poi nei suoi più esili epigoni, quali il Partito popolare di Martinazzoli.

Ora sembra che si vogliano sospingere indietro le lancette dell’orologio,

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6 Settembre 2012
by Vittorio Sammarco
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MINO MARTINAZZOLI. Una sera a cena, nei ricordi (e nei pensieri per l’oggi) di Pierluigi Castagnetti

6 Settembre 2012

“La storia ci ha consegnato il mancato successo dell’impresa di Martinazzoli, perché il metro della politica è spietato e in genere più corto di quello dello spirito. La sua proverbiale malinconia aveva a che fare anche con questa consapevolezza”. Così leggiamo in un bell’articolo che Pierluigi Castagnetti dedica al primo anniversario della morte di Mino Martinazzoli, mescolando al ricodo del leader politico bresciano quello di Carlo Maria Martini e ricordando una sera a cena, con Martini, Martinazzoli e il cancelliere Helmut Kohl… (Quella cena col cardinale e Kohl , in “Europa” del 4 settembre 2012).

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5 Settembre 2012
by Vittorio Sammarco
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La sinistra di governo e la “compostezza d’animo”

5 Settembre 2012

Una politica in cui vi sia il primato delle idee sulle persone. Dei partiti sui leader. Una politica che veda il fronte moderato ripoliticizzarsi, dopo i vent’anni di spoliticizzazione berlusconiana, come seppe fare De Gasperi con la Dc. E una sinistra unita che competa con il fronte dei moderati sulla base di un comune “patriottismo costituzionale”, così che si confrontino liberismo e solidarismo. E, per richiamare lo stile della sinistra a cui pensa, Mario Tronti (La sinistra di governo, in “l’Unità” del 5 settembre) nomina tre persone: il cardinal Martini, Mino Martinazzoli e padre Pio Parisi (oltre ad Enrico Berlinguer).

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5 Settembre 2012
by Vittorio Sammarco
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La sinistra di governo e la “compostezza d’animo”

5 Settembre 2012

Una politica in cui vi sia il primato delle idee sulle persone. Dei partiti (come comunità di donne e di uomini) sui leader. Una politica che veda il fronte moderato ripoliticizzarsi, dopo i vent’anni di spoliticizzazione berlusconiana, come seppe fare De Gasperi con la Dc. E una sinistra unita che competa con i moderati sulla base di un comune “patriottismo costituzionale”, così che si confrontino liberismo e solidarismo. E, per richiamare lo stile della sinistra a cui pensa, Mario Tronti (La sinistra di governo in “l’Unità” del 5 settembre) nomina tre persone: il cardinal Martini, Mino Martinazzoli e padre Pio Parisi (oltre ad Enrico Berlinguer).

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3 Settembre 2012
by Vittorio Sammarco
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LIBRI. Paolo Corsini, “Mino Martinazzoli. Valore e limite della politica”, Cittadella edizioni

3 Settembre 2012

Una bella recensione al libro di Corsini su Martinazzoli la scrive Franco Monaco su “l’Unità” del 3 settembre: “Martinazzoli, la finezza e il realismo cristiano”. Egli osserva che il libro di Corsini, che di Martinazzoli è stato amico e conterraneo, inquadra l’opera di Martinazzoli nel suo tempo e consente di “leggere la sua grandezza e le sue sconfitte come un caso serio e irrisolto della lunga transizione democratica italiana tuttora in corso”.

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