LA SANITA’ TORNI ALLO STATO. LETTA, IL PD E LE VIE DEL CAMBIAMENTO

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Carlo Cottarelli, “Decreto Sostegni, il primo passo contro la crisi” (Repubblica). Mauro Calise, “Il flop dello Stato digitale” (Mattino). Michele Ainis, “Vaccini, perché deve comandare lo Stato” (Repubblica). Gino Strada, “Troppe disuguaglianze tra regioni, la sanità torni allo Stato” (intervista a La Stampa). Alessandro Campi teme che lo Stato protettore accresca la passività dei cittadini: “’Lo Stato c’è e ci sarà’. Anche dopo la pandemia” (Messaggero). Gianna Fragonara, “Appello per gli adolescenti” (Corriere). Lettera di una maestra, “La scuola è essenziale”. Vittorio Melis, “Il lavoro agile guarda oltre la pandemia” (Sole 24 ore). Stefano Lepri (pd), “Assegno unico per i figli. Serve un’accelerazione” (intervista a Avvenire). Elena Granaglia, “Il reddito di cittadinanza ora va difeso e rafforzato” (Manifesto). PARTITO DEMOCRATICO: Enrico Letta, “Mai più solo uomini ai vertici del partito” (intervista a Repubblica). Paolo Pombeni, critico di Letta: “Le tre bandierine che Letta sventola non sono un segnale di cambiamento” (Il Quotidiano). Gianfranco Brunelli, “Pd, un altro segretario non basta” (blog de Il Regno).  Paolo Mieli, “Il Pd di Enrico Letta: identità e legge elettorale” (Corriere della sera). Claudia Fusani, “Letta, il Pd e gli ex renziani” (tiscali.it). Alessandro Di Matteo, “Capigruppo Pd, fronda contro Letta” (La Stampa). Luigi Zanda, “Giusto decidere senza lasciarsi condizionare” (intervista a Repubblica). Gianni Cuperlo, “Si può guidare un partito senza neppure averne la tessera?” (Domani). Marta Urbinati, “Il vero peccato originale del Pd è l’idea del partito aperto” (Domani). CINQUE STELLE: Ilvo Diamanti, “La base grillina vuole un nome solo al comando: Conte” (Repubblica).

 

 

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One Comment

  1. un po’ tardino, ma ben venga, ma senza ulteriori ripensamenti. Eravamo prima ancora degli attuali politici la miglior Sanità pubblica del mondo, cosi come vuole la Costituzione. Poi sono arrivati gli incompetenti affamati di denaro e di voti, fra i quali tanti cattolici e non, noti, ed è cominciata la discesa sconsiderata. Non c’è differenza tra cattolici e democratici, siamo tutti cittadini di questa Repubblica che sia chiaro. Smettetela con le sigle, non servono più a nulla. Chi scrive è un orfano a 4 anni di guerra nato nel 1940. Questa Sanità privata è una vergogna e con questa pandemia è scoppiato il bubbone delle privatizzazioni . Non c’è altro da dire.
    Grazie

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