IN USCITA DALL’INCANTESIMO POPULISTA?

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Dopo il voto in Sardegna, i favorevoli al dialogo del Pd con i 5 stelle: Piero Ignazi, “Chi avrà i voti perduti dai 5stelle?” (Repubblica); Franco Monaco, “Pd, se non ora quando con il M5S?” (Il Fatto); Massimo Cacciari, “Ora il Pd si apra ai temi grillini per separare Di Maio e Salvini” (Il Fatto); Goffredo Bettini, “Nel Pd stop agli insulti ai 5stelle” (intervista a Il Fatto); Domenico De Masi, “I Dem facciano il primo passo, poi il M5S molli il capitano” Il Fatto); Miguel Gotor, “Di Maio ha fallito, e i grillini non aspettino le europee” (Il Fatto). Per altri è la sinistra radicale a poter e dover dialogare con il M5S: Enzo Scandurra, “Non è il Pd il possibile rubavoti dei 5 stelle” (Manifesto). Una voce diversa: Ezio Mauro, “La sinistra nonostante” (Repubblica), che scrive: “Possibile che a sinistra ci sia ancora chi crede che il futuro possa essere illuminato da cinque stelle…”. LA DISCUSSIONE INTERNA AL PD: Monica Guerzoni, “Il Pd e la carta Pisapia” (Corriere), e il commento di Franco Monaco, “Una vittoria e mezzo per Pisapia” (Huffington post); Nicola Zingaretti, “Il Pd non sarà più il partito della boria” (a Repubblica); Maurizio Martina, “Ma alle Europee non possiamo andar da soli” (a Repubblica) e “Recuperiamo voti ai 5stelle su ambiente e lavoro” (a La Stampa); Peppino Calderola, “C’è ancora vita a sinistra. Zingaretti è l’uomo giusto” (intervista alla Gazzetta del Mezzogiorno); Fabio Martini, “Il suo popolo chiede a Renzi un nuovo partito” (La Stampa); Enrico Letta, “Primarie oscurate. Io ci sarò” (al Corriere). E ANCORA:  Achille Occhetto, “Il renzismo finito perché subalterno al neoliberismo” (intervista a Italia Oggi); Paolo Mieli, “I rapporti di forza a sinistra” (Corriere).

 

 

 

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