19 Maggio 2022
by Giampiero Forcesi
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DISSIDENTI RUSSI, GRANO UCRAINO, PROGETTI DI PACE

19 Maggio 2022

Anna Zafesova, “Slogan e rivolte anticensura. Gli Urali, patria dei dissidenti” (La Stampa). Francesco Semprini, “Un maxi corridoio umanitario per liberare il grano di Kiev” (La Stampa). Gianluca De Feo, “Lo stallo al fronte giova alle trattative” (Repubblica). Tommaso Ciriaco, “La pace in 4 tappe. Il piano del governo italiano inviato all’Onu” (Repubblica). Mario Giro, “Guerra in Ucraina, solo la cultura può fermare l’odio” (Domani). Daniela Fassini, “Nonviolenza. ‘Saremo a Kiev l’11 luglio, san Benedetto patrono d’Europa” (Avvenire). Enrico Lenzi, “Mons. Gallagher in Ucraina” (Avvenire). IL DIBATTITO SULLA GUERRA E LA PACE:  Marco Minniti, “Il Mediterraneo per la pace” (Repubblica). Giovanni Maria Flick, “Non va oltrepassata la legittima difesa” (intervista a Avvenire). Roberto Gressi, “Le troppe scuse per giustificare lo Zar” (Corriere). Marco Bascetta, “Torna la logica dei blocchi e dei ricatti” (Manifesto). Gianni Cuperlo, “La sconfitta di Putin è davvero una possibilità?” (Domani). Dialogo tra quattro studiosi americani: “Come si ferma Putin” (Foglio). SANZIONI ED ECONOMIA: David Carretta, “Ue, come si esce dall’empass dell’energia” (Foglio). Beda Romano,L’Ue mobilita 300 miliardi per dire addio all’energia russa” (Sole 24 ore). Federico Fubini, “Pil e inflazione. I dati pessimi delle dittature” (Corriere della sera). Renato Brunetta, “L’Europa si regge soltanto su un patto Roma-Parigi-Berlino” (Milano Finanza). Innocenzo Cipolletta, “La crescita preoccupa più dell’inflazione” (Domani).

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3 Ottobre 2020
by c3dem_admin
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La cultura della violenza che si impone tra noi

3 Ottobre 2020
di Luca Rolandi

 

Non convincono le ricostruzioni che gettano fango sulle giovani generazioni, che frettolosamente identificano in uno sport marziale o nella movida dei fine settimana una cultura di sballo e di violenza che può portare anche alle tragedie di questi giorni. Al contrario, molto più subdolo e profondo è il disagio di vite oppresse e represse, di disuguaglianze sempre più laceranti, di mancanza di narrazioni liberanti e nonviolente…

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29 Maggio 2014
by c3dem_admin
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Hedi Vaccaro, testimone evangelica della pace

29 Maggio 2014
di Gianni Novelli

 

Il 14 maggio 2014 ci ha lasciato Hedi Frehner Vaccaro, una grande annunciatrice del “Vangelo della Pace”. Aveva 86 anni. Il peso degli anni l’aveva costretta a ritirarsi in Svizzera assistita dai figli. Il suo esempio ed insegnamento è rimasto però sempre presente nella sua chiesa valdese e in tutto il mondo pacifista e nonviolento romano. Hedi era nata in Svizzera ma si era trasferita a Roma agli inizi degli anni sessanta dove si era totalmente dedicata alle iniziative pacifiste e nonviolente.  Nel 1962 aveva fondato  la sezione italiana del MIR (Movimento internazionale per la riconciliazione). Da una prima sede di via Rasella, il Mir si era trasferito in via delle Alpi 20, dando vita a quella “Casa della Pace” che sarebbe stata per trenta anni il luogo di incontro e di costruzione di tante iniziative di pace, nonviolenza ed obiezioni di coscienza nell’ambiente romano, ma nella prospettiva internazionale. 

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1 Novembre 2012
by Giampiero Forcesi
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4 NOVEMBRE. “Ogni vittima ha il volto di Abele”

1 Novembre 2012

E’ l’appello promosso già lo scorso anno, e riproposto di nuovo, da Movimento Nonviolento, Peacelink e Centro di ricerca per la pace di Viterbo per il 4 novembre, giornata delle Forze armate e della fine della Prima guerra mondiale

Intendiamo proporre per il 4 novembre l’iniziativa nonviolenta “Ogni vittima ha il volto di Abele”. Proponiamo che il 4 novembre

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23 Settembre 2012
by Giampiero Forcesi
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Un Paese da ricostruire

23 Settembre 2012

di Laura Rozza – Un Paese da ricostruire. Bisogna partire da qui. Penso che ognuno di noi nel proprio luogo di lavoro, al proprio tavolo o la sera a fine giornata e la mattina alzandosi dal letto dovrebbe avere questo obiettivo. Accanto alla lotta quotidiana per la sopravvivenza alle fabbriche che chiudono ai posti di lavoro che scompaiono al precariato che dilaga alle difficoltà e alle sofferenze della vita quotidiana c’è un Paese da ricostruire. Solo in questa ottica si riesce

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