4 Gennaio 2014
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Lettera aperta di un vecchio prodiano a Matteo Renzi

4 Gennaio 2014
di Franco Monaco

 

Pubblichiamo la versione integrale della lettera, uscita oggi 4 gennaio, con alcuni tagli, sull’Unità

 
Caro Renzi,
ci conosciamo poco. Come ho dichiarato più volte, non sono riuscito a vincere talune riserve critiche su di te e sulla tua proposta politica. Preciso: apprezzo due elementi non di poco conto e cioè la tua visione di una democrazia nitidamente competitiva e dell’alternanza (il bipolarismo) e la battaglia per un ricambio del gruppo dirigente del PD da te condotta con coraggio e determinazione. E con successo, che tu hai conseguito a differenza di noi, ulivisti della prima ora, che pure ce lo eravamo proposto, al fine di fare dell’Ulivo prima e del PD poi un soggetto politico nuovo a tutti gli effetti, anziché la sopravvivenza pattizia dei suoi antenati e del loro personale politico.

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25 Dicembre 2013
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Lettera di Natale

25 Dicembre 2013
di Grazia Villa

 

Carissime amiche, sorelle e compagne di vita,

carissimi amici, fratelli e compagni di strada,

eccomi a Voi con il solito pensierino di Natale.

Da un’ora è già buio, eppure sono solo le cinque della sera… las cinco de la tarde dell’amato Garcia Lorca, ma queste cinque non sono le sue, quelle abbaglianti di ogni sguardo meridiano, sono le “nostre”, quelle del nostro emisfero, quelle del nostro solstizio d’inverno, quelle che avvolgono di tenebra le ultimi propaggini di un anno che muore, quelle che ci affanniamo a spezzare con fiamme, candele, luci e lumini…

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21 Dicembre 2013
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La politica tra vecchio e nuovo

21 Dicembre 2013
di Franco Monaco

 

Giunge, ormai inaspettato ma certo gradito, il contributo che Franco Monaco aveva preparato per il Convegno di c3dem del 30 novembre scorso a Bologna sul vecchio e il nuovo nella crisi globale, ma che per ragioni di tempo non aveva poi presentato. Un utilissimo punto di vista, e un pro memoria, per tenere aperta la riflessione e la ricerca nell’anno che viene

 

Giuseppe Lazzati, che fu mio maestro, amava la massima di S. Ambrogio “nova semper quaerere et parta custodire”, cercare sempre cose nuove e custodire quelle antiche e valide. Un saggio equilibrio, un appello al discernimento, certo. Ma l’accento cade sulla confidente apertura al nuovo. Del resto, Lazzati e, prima di lui, S. Ambrogio erano cristiani autentici e un vero cristiano, fedele al Vangelo, che è notizia buona e nuova, non può che essere disponibile e aperto alle novità della vita e della storia.

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14 Dicembre 2013
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Riforme, finalmente si torna al 138

14 Dicembre 2013
di Franco Monaco

 

Questo articolo è apparso oggi come editoriale sul sito di Libertà e Giustizia

 

Ora anche il premier Letta ha certificato che si torna sulla via maestra per le riforme costituzionali. È una buona notizia, anche se non è espressione di un autonomo scatto di saggezza ma la presa d’atto del venir meno di quella larga maggioranza che avrebbe messo al riparo il processo riformatore dall’eventualità di un referendum che avrebbe potuto cancellare il soggetto-motore improprio concepito per accelerare le riforme: il cosiddetto Comitato dei quaranta.

Dentro il gruppo parlamentare PD ingaggiai una battaglia quasi solitaria contro la violazione della procedura ordinaria di revisione costituzionale contemplata dall’art. 138,

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10 Dicembre 2013
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Primarie per soli uomini o uomini soli al comando?

10 Dicembre 2013
di Grazia Villa

 

L’autrice, che ha mandato questo suo intervento “come sempre in ritardo, ma può servire come contributo”, è stata presidente della “Rosa bianca” fino a pochi mesi fa

 

In queste settimane di consueta e quotidiana pratica politica mi ero pacificata all’idea di non andare a votare questa volta alle primarie per eleggere il segretario del PD, limitandomi, a motivare “pubblicamente”, con qualche provvido e veloce strumento di esternazione, il mio passo indietro come dignitosa e adeguata microsoluzione politica non riduttiva, nell’accezione ben descritta da Giordana Masotto quale “misura in cui riusciamo ad agire controllando le conseguenze”.

Avrei potuto confessare come questa volta non sarei più riuscita a mettere da parte l’originario ed antico sospetto relativo all’inefficacia dello strumento delle primarie quale antidoto all’inceppamento della democrazia rappresentativa o quale nutrimento forzato per l’anoressia dei partiti,

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