GIUDIZI SUL DOCUMENTO DI BILANCIO 2019

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Il testo del Documento programmatico di bilancio 2019, presentato dal ministro Tria. Il giudizio degli esperti de “lavoce.info”: Massimo Bordignon, “Un documento programmatico che lascia molte incertezze”; Nicola Sartori e Alessandro Santoro, “L’assurdo condono che non fa cassa”; Sandro Gronchi, “Pasticcio sulle pensioni d’oro e non solo”; Giuseppe Mele, “Quando gli investimenti pubblici sono un’illusione”; Pietro Ichino, “Se la cassa integrazione è usata contro l’integrazione europea”. Il giudizio della segretaria generale della Cisl, Anna Maria Furlan: “Il lavoro grande assente nella manovra” (Sole 24 ore). Il giudizio di Carlo Bonomi, capo di Confindustria Lombardia: “Non abbiamo bisogno di uno stato paternalista” (Foglio); e il commento di Dario Di Vico, “Stop di Assolombarda alla politica. Crescita: non si sta facendo nulla” (Corriere della sera). Leonardo Becchetti, “Tre nodi, una speranza” (Avvenire). Emilio Barucci, “Due nemici e poco onore” (Avvenire). Tito Boeri, “Giocare con le pensioni non aiuterà i giovani” (colloquio sul Foglio). Francesco Giavazzi, “La realtà testarda dei numeri” (Corriere della sera). Elsa Fornero, “Una manovra contro il popolo” (Foglio). Lorenzo Bini Smaghi, “Si rischia l’effetto palla di neve. Con il credito in ginocchio niente crescita” (intervista ad Avvenire); ma meno critico è Gian Maria Gros Pietro, di Intesa San Paolo: “Tagliadebito col mattone” (Milano Finanza).

 

 

 

 

 

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One Comment

  1. Considerate le difficoltà economiche che vive il nostro Paese è cosa saggia porci almeno due domande:
    1) è perchè siamo affascinati dall’idea del Paradiso che il Governo M5S – Lega promette di realizzare con i soldi degli altri e delle generazioni future che non ci preoccupiamo dello spread che ha raggiunto 315 punti e degli interessi sul debito pubblico al 3,70%?
    2) Oppure perché crediamo alla favola che gli altri Paesi (Germania e Francia ad esempio) e l’Europa sono cattivi con noi e che tutto cambierà con le elezioni europee?
    Se davvero pensiamo a tutto questo non è solo perché siamo senza memoria, ma anche perché è più facile convincerci che i nemici siano altri, diversi da noi, il che ci consola e ci persuade che abbiamo sempre e comunque ragione!!!
    Possiamo certo pensare che sia così ma abbiamo 2.400 miliardi di debito pubblico che costa oltre 70 miliardi di interessi, una cifra, secondo il rapporto Eurispes 2016, compresa fra i 250 e i 270 miliardi di euro di evasione fiscale, derivanti da una economia sommersa del valore di 540 miliardi – a cui vanno aggiunti almeno ulteriori 200 derivanti dall’economia criminale per un totale di 740 miliardi – sui quali, considerando il normale livello di tassazione, l’evasione fiscale vale 270 miliardi. Numeri che fanno il paio con l’ultimo Rapporto sull’evasione fiscale, pubblicato dal ministero dell’Economia e basato su dati Istat, secondo cui il dato oscilla tra i 255 e i 275 miliardi.
    Se crediamo che tutto questo sia irrilevante, come dicono Conte, Di Maio e Salvini, altro non ci meritiamo che di rivivere quanto accadde nel novembre 2011: spread a 574, interessi al 6,82%, dimissioni del governo Berlusconi, nascita del Governo Monti quale governo di emergenza nazionale con la sola Lega all’opposizione e con tutti i provvedimenti imposti dalla necessità di salvare il Paese da una pesantissima crisi economica!!!

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