IL DESTINO DEL PD

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Scrive oggi Luigi Zanda, in risposta a Eugenio Scalfari: “Serve un nuovo Pd per fermare i populisti e salvare la democrazia” (Repubblica). Ma Stefano Ceccanti, intervistato da Il Dubbio, dice: “Non serve un nuovo partito, serve che Renzi torni in campo”; e dopo il ritiro di Minniti aveva gettato una sorta di allarme: “Senza Minniti il Pd perde la sua anima riformista. Troviamo un’alternativa” (su Formiche.net). E secondo Carlo Bertini sembra che “Ora Renzi coltiva la ‘pazza idea’ di ricandidarsi” (la Stampa). Due interventi di Franco Monaco analizzano lo stato del Pd: “La vera sfida del Pd: il confronto” (Il Fatto) e  “Il ritiro di Minniti. Il Pd incatenato alla doppiezza di Renzi” (Huffington post). E due commenti di Stefano Folli, “Renzi, l’azzardo fra destra e sinistra” e, prima, “Il Pd al bivio, con Zingaretti e senza Renzi” (Repubblica). Marco Damilano, “Matteo e il partito: un amore mai nato” (Repubblica). Emilia Patta, “Pd, scatta la competizione tra i piani di Renzi e Calenda” (Sole 24 ore). Graziano Delrio, “Ognuno dia il suo contributo. Il nemico è fuori dal Pd” (Gazzetta di Reggio). Michele Emiliano: “Ora un transpartito con i temi del Papa” (intervista al Corriere della sera). Claudia Mancina, “Un Dio dispettoso grava sul destino del Pd” (libertà eguale). Pietro Ichino, “Serve un Pd forte e unito in linea con Renzi e  Gentiloni” (libertà eguale). Sabino Cassese, “Lo stato dell’opposizione” (Foglio).

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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