Renzi. Salva o distrugge il Pd?

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Interessante l’articolo di Luca Ricolfi su “La Stampa” (Chi si nasconde dietro l’agenda Monti) che critica il rifugiarsi di tanti dietro l’agenda Monti invece di dire quale è la loro agenda. Ma un po’ singolare la sua conclusione: “il prestigio di Monti, più che nel sostegno a un programma politico ben definito, ha le sue radici in un fatto stilistico, per non dire estetico”. Sulla stessa lunghezza d’onda Nicola Cacace su “l’Unità” (C’è tanta differenza tra destra e sinistra), che, che riflettendo in tema di lotta alle disuguaglianze (condizione di sviluppo) scrive che “Appoggiare Monti a priori, come chiedono anche alcuni amici e compagni del Pd, oltre ad umiliare elettori e politica, significherebbe distruggere l’anima e il corpo dell’unico partito che vuole eguaglianza nella libertà”. Di segno del tutto diverso il ragionamento di Salvatore Vassallo, parlamentare Pd, e uno dei quindici “montiani” del Pd, che su “Europa” (Il rischio ingovernabilità) fa un po’ di conti e prevede che con le prossime elezioni in nessun caso si arriverà ad una maggioranza parlamentare coesa. Unica possibilità che egli vede è che ci sia “un’offerta politica nuova” capace “di attrarre parte dell’elettorato ‘montiano’ (mediano) oggi disperso”. E questo, dice, potrà avvenire solo se Renzi vince le primarie. Pessimismo radicale in Arturo Parisi che su “Europa” (I raggiri dei capipartito) scrive che, dagli attuali comportamenti dei leader politici in merito alla riforma elettorale, è chiaro che ormai è passata la scelta (il “raggiro”) di “restaurare la democrazia dei partiti, e chiudere finalmente la stagione della democrazia dei cittadini”. Su “l’Unità” il parlamentare Pd Sandro Gozi cerca di motivare la sua decisione di partecipare alle primarie (Mi candido in nome dell’Europa. Sandro Gozi).

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