IN ATTESA CHE IL SENATO SI ESPRIMA SULLA DECADENZA DI BERLUSCONI

| 0 comments

Per la seconda volta in poco tempo Gian Enrico Rusconi scrive su La Stampa che il Pd deve considerare chiusa l’esperienza del governo delle larghe intese e andare con coraggio al voto, anche con il Porcellum, e vincere (“Ma il Pd deve accettare la sfida del voto”). E’ quel che pensa anche Pippo Civati che guarda al M5S e ne critica i leaders: “Civati: è un’ammissione di debolezza”. Si discute ancora sulla interpretazione della legge Severino: per Enzo Balboni, su Europa, “Nessun dubbio: la legge Severino è applicabile”; Giorgio Tonini, però, concede che si approfondisca la questione in Senato: “Decisioni affrettate? Meglio approfondire” (intervista sulla Stampa); Il Sole 24 Ore pubblica un corsivo del suo direttore che dice: “Una sentenza non può liquidare un’esperienza politica”; ma sul Sole c’è anche un intervento di Valerio Onida che è sulla linea di Tonini: “Incandidabilità e legge Severino: a chi spetta l’ultima parola”. Quanto al socialista Nencini, il Messaggero titola: “Nencini, noi socialisti siamo garantisti, e non è scontato che voteremo con il Pd”. Il relatore della Commissione in Senato, Augello, del Pdl, è intervistato su Il Giorno e sembra stia maturando una soluzione: “Le carte segrete del relatore Pdl”. Netto Massimo Giannini su Repubblica: “La proposta irricevibile”. Per Mario Mauro, ministro di Scelta Civica, la soluzione deve essere politica e non ad personam: propone, addirittura, un’amnistia o l’indulto (“Mauro: indulto o amnistia come dopo la guerra”, Avvenire).

 

Lascia un commento

Required fields are marked *.