Uscire dall’impasse. Le strade impossibili e quelle (forse) praticabili

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Stefano Ceccanti spiega su Huffington Post che tre cose non si possono fare: il cosiddetto mandato imperativo, il Governo di minoranza, e un Parlamento a pieno regime con governo dimissionario. Sul tema della libertà (o meno) di mandato si leggano Ugo Magri (“Le radici del libero pensiero”, La Stampa, 5/3) e Francesco Paolo Casavola (“Le Camere e il valore della libertà”, Il Mattino). Di qualche saggezza appaiono gli articoli di Stefano Folli (“Il bivio di Bersani”, Il Sole 24Ore), di Stefano Menichini (“La direzione del Pd”, Europa), di Adriano Lavazza (“Non di solo disprezzo”, Avvenire) e l’intervista di Arturo Parisi (“Ha perso l’idea di partito, non solo Bersani”, L’Unità). Utile la lettura di Marzio Breda (“Napolitano. La via per uscire dall’impasse”, Corsera) e dell’intervista a Emanuele Macaluso di Andrea Cangini (“Bersani si illude. Napolitano non darà un incarico al buio”, Il Giorno). Da segnalare anche un’intervista a Matteo Orfini (“Con M5S o si voti a giugno”, Il Manifesto), il retroscena di Francesco Geremicca su La Stampa (“Il cortocircuito dei democratici tra Quirinale e dissidi interni”), la nota di Andrea Garibaldi sui centristi (“Il piano dei centristi per uscire dal silenzio. 5 anni di larghe intese”, Corsera), la riflessione di nadia Urbinati (“Dalla piazza al Parlamento”, la Repubblica), la “lettera aperta a Bersani” della berlusconiana Emanuela Repetti sul Corsera, e lo sguardo più ampio di Ian Baruma (“Il vento antisistema che soffia in Europa”, la Repubblica).

 
 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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